• #MercatoLavoro
    Capire chi siamo per far valere la nostra professione

    RITA PALUMBO
    Rita Palumbo
    Postato il 20 Luglio 2017

    Quella del comunicatore è una professione che sta vivendo una profonda trasformazione identitaria. Qual oggi è il ruolo delle associazioni? Garantire risposte alle esigenze dei propri associati, tutelarne la dignità professionale, valorizzare culturalmente ed economicamente la professione. Ferpi, trasformando l’obbligo normativo in opportunità, entro fine anno, sarà in grado di scattare una fotografia del mercato della comunicazione. Lo afferma Rita Palumbo nella sua rubrica #MercatoLavoro.

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Ci sono notizie che non hanno molto spazio sulla stampa. Sono le novità normative e fiscali che in questi ultimi mesi hanno riguardato anche, ma non solo, i liberi professionisti. Notizie noiose per addetti ai lavori, che descrivono direttamente ed indirettamente le difficoltà che purtroppo caratterizzano ancora il mercato del lavoro nel nostro Paese.

In questi mesi abbiamo dato spazio al disegno di legge sul lavoro autonomo alla Camera, ai dati del mercato del lavoro, alle difficoltà di accesso al credito bancario e ai bandi pubblici; abbiamo fatto cenno al complesso ed irrisolto tema degli Studi di settore. Le questioni aperte sono tante. E lo sono ancora di più per i liberi professionisti, i manager d’impresa e della Pubblica Amministrazione, i dirigenti e gli account di piccole, medie e grandi agenzie, che continuano a scontare ritardi culturali sulla Comunicazione e le Relazioni Pubbliche come asset strategici per lo sviluppo delle organizzazioni pubbliche o private, profit o non profit. Quella del comunicatore è una professione manageriale tecnico-scientifica di alto spessore intellettuale, che sta vivendo una profonda trasformazione identitaria, non solo per i gap culturali prima indicati e non solo per le conseguenze della digitalizzazione, che ha generato scenari nuovi in cui le competenze si incontrano e si intrecciano, si accavallano, si inquinano e si implementano. Il mondo della Comunicazione e delle Pubbliche Relazioni , che aveva poca considerazione fino a qualche anno fa, sta vivendo una profonda trasformazione oggi.

Sicuramente il momento storico che stiamo vivendo è ricchissimo di opportunità, ma dobbiamo fare i conti con il sistema normativo-fiscale del nostro Paese. In Italia gli operatori della Comunicazione e delle Relazioni Pubbliche, nonostante un obiettivo protagonismo culturale, sono costretti a produrre valore in assenza di una griglia contrattuale dedicata che garantisca diritti-doveri ed equi compensi.

In questo contesto straordinariamente complesso, qual è il ruolo delle associazioni? Garantire risposte alle esigenze dei propri associati, tutelarne la dignità professionale, valorizzare culturalmente ed economicamente la professione. I cosiddetti corpi intermedi sono anche i garanti dei propri soci, della loro identità.

Ferpi, per obbligo statutario e nel rispetto dei requisiti governativi che regolano le professioni non ordinistiche è iscritta nell’Elenco delle Professioni non organizzate in ordini o collegi del MISE, Legge n.4/2013 – Associazioni professionali che rilasciano l’attestato di qualità dei servizi) eroga ed obbliga i suoi soci a corsi di aggiornamento professionale continuo.

Essere iscritti in quest’Elenco significa poter offrire al mercato una certificazione di qualità.

Essere iscritti in quest’Elenco significa ottemperare a precisi obblighi: l’aggiornamento professionale, innanzitutto. Ferpi ha valorizzato l’obbligo normativo in un’opportunità per tutto il mercato della Comunicazione: capire qual è la domanda del mercato e come rispondervi.

La verifica professionale obbligatoria indicata dal MISE è in corso. Entro la fine di quest’anno, grazie ad un questionario sulla verifica professionale obbligatoria riservata ai soci, ci sarà una nuova radiografia del mercato delle professioni e delle competenze della Comunicazione. Uno strumento indispensabile per meglio rappresentare istituzionalmente, culturalmente ed economicamente, gli interessi dei propri associati e di tutti gli operatori della Comunicazione e delle Relazioni Pubbliche che vogliono far crescere e dare valore alla nostra professione.

 

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