• #Connessi

    “Tutto nel mondo è intimamente connesso”. Attorno a questa frase di Papa Francesco è nata la riflessione di diversi autori che, dalle loro differenti prospettive, si sono ritrovati a ragionare sulle odierne sfide della comunicazione e della professione giornalistica tra online e offline. I contributi sono frutto di un incontro: il Meeting dei giornalisti cattolici e non, avvenuto nel giugno 2017 a Grottammare, a cui hanno partecipato oltre 200 giornalisti e operatori della comunicazione provenienti da tutta Italia.

    30/11/2017 | News RP, Pubblicazioni | Commenti (0)

    di Redazione



“Tutto nel mondo è intimamente connesso”. Attorno a questa frase presa dalla Laudato si’ di Papa Francesco è nata la riflessione di diversi autori che, da contesti professionali e prospettive differenti, si sono ritrovati a ragionare sulle odierne sfide della comunicazione e della professione giornalistica tra online e offline.

#connessi, a cura di Bruno Mastroianni, social media manager de “La Grande Storia” (Rai Tre), e Giovanni Tridente, docente di giornalismo alla Pontificia Università della Santa Croce, parte dalla comune consapevolezza che ormai “i media siamo noi”, per cui anche i social hanno bisogno di una “conversione ecologica”, che già nel 2001 San Giovanni Paolo II auspicava “globale”.

“Al di là delle ragioni etiche e spirituali – comunque importanti – non è più possibile scindere gli effetti, positivi e negativi, delle nostre interazioni sui social rispetto all’ambiente che ci circonda, perché esse stesse ne fanno parte”, spiega Tridente nell’introduzione. Infatti, “l’uso che facciamo della tecnologia non è qualcosa di esterno a noi, ma semplicemente è un’abilitazione tecnica che ci permette di comunicare noi stessi agli altri così come realmente siamo: anche se fingiamo, ci nascondiamo, o imbrogliamo”. La tecnologia, in sostanza, “non ci ‘purifica’ dalle nostre malefatte; invece ci eleva se la utilizziamo per fini buoni”. Ed è questo lo spirito propositivo del libro.

Le prime riflessioni si dedicano a un’analisi di fondo dello scenario digitale nei suoi effetti antropologici, sociologici, linguistici e di comunicazione. Le successive si concentrano sulle sfide e sui cambiamenti della professione giornalistica, a cui oggi è richiesto di percorrere nuove strade per ritrovare la sua originale vocazione di servizio al bene comune.

Bruno Mastroianni, autore tra l’altro de “La disputa felice” (Cesati), esplora i modi e i percorsi per vivere all’altezza del dibattito online libero e privo di mediazioni, prendendosi cura di tutti gli interlocutori, anche quelli più ostili. Vera Gheno, sociolinguista e gestrice del profilo Twitter dell’Accademia della Crusca, riflette su quanto le nostre scelte linguistiche, appunto, non siano indenni da conseguenze. Massimiliano Padula, docente di sociologia, esplora le capacità di discernimento e decodifica del mondo circostante che ciascun cittadino è oggi chiamato a sviluppare. Fabio Colagrande, redattore della Radio Vaticana, affronta il tema dell’ironia come via maestra per capire e farsi capire in un mondo iperconnesso. Massimo Donaddio, in forze a Il Sole 24 Ore, offre alcune considerazioni generali sulle sfide poste oggi ai professionisti dell’informazione. Pier Luca Santoro, infine, analista di DataMediaHub, propone indicazioni strategiche e operative, su quale direzione intraprendere per sopravvivere ai forti cambiamenti in atto nell’industria informativa.

I contributi sono frutto del IV Meeting dei giornalisti cattolici e non, avvenuto nel giugno 2017 a Grottammare, a cui hanno partecipato oltre 200 giornalisti e operatori della comunicazione provenienti da tutta Italia.


 

#connessi
I media siamo noi
Giovanni Tridente, Bruno Mastroianni (eds.)
Con i contributi di Fabio Colagrande, Massimo Donaddio, Vera Gheno, Vincenzo Grienti, Massimiliano Padula, Pier Luca Santoro
Edizioni Santa Croce, 2017
Ebook
pp. 90, € 2,99

 

Commenti