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    Ferpi e il proverbio del calzolaio

    Daniele Chieffi
    Daniele Chieffi
    Postato il 15 Febbraio 2017

    Account Twitter e pagine Facebook, della Federazione nazionale e delle territoriali: da oggi Ferpi ha i propri touch points coordinati, grazie all’impegno dei colleghi e dello studio di direzione creativa Tessari Associati. Oltre alla nuova immagine, anche nuova policy. Uno sforzo importante per a costruire una brand identity che rappresenta però solo la partenza di un processo di valorizzazione e rafforzamento della reputazione di Ferpi.

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Un messaggio, una voce, un’immagine coordinata, unica e riconoscibile. Quante volte chi si occupa di comunicazione ha ripetuto questa regola è che la base “ortografica” della comunicazione aziendale? Con l’avvento del digitale poi questa regola ha guadagnato ancor più centralità, tanto da diventare una sorta di “mantra” recitato dai comunicatori ai clienti esterni o interni. Da oggi anche Ferpi segue questa che prima di essere una regola, è pratica di buon senso. Questo significa che prima non era così? Nel pieno rispetto dell’antico adagio che il calzolaio ha le scarpe rotte, no, non era così.

Un’immagine coordinata, una social media policy, precise e semplici regole, sono i tre strumenti di cui si è dotata Ferpi. Ma andiamo con ordine. Ora tutta la “galassia” Ferpi ha i propri touch points coordinati: account Twitter e pagine Facebook, della Federazione nazionale e delle territoriali, hanno immagini di copertina e avatar simili, con segni grafici coordinati e riconoscibili come distintivi di Ferpi, grazie all’impegno dei colleghi di Ferpi Triveneto e dello studio di direzione creativa Tessari Associati.

Ma per far sì che Ferpi parli in maniera efficace ed efficiente non basta solo che i social network abbiano tratti grafici riconoscibili. Anche il tono di voce, i temi e le modalità con le quali trattare argomenti e realizzare contenuti devono “parlare” e raccontare lo stile, l’autorevolezza e l’identità di Ferpi. Per questo qui sotto c’è la social media policy, poche e semplici regole per realizzare i contenuti digitali. Policy destinata soprattutto ai colleghi che gestiscono i social network per le delegazioni territoriali ma che potrà essere molto utile a quanti (e speriamo tanti) vorranno partecipare ai dibattiti professionali e agli approfondimenti scrivendo per il sito o per i social network di Ferpi.

Proprio per regolare l’assalto che sicuramente si scatenerà, il terzo strumento sono le regole di governance dei flussi di comunicazione. Al centro c’è la redazione di Ferpi che ha l’onere di coordinare e smistare i contenuti, mantenerne la coerenza e l’omogeneità e decidere le priorità ma con l’obiettivo di valorizzare al massimo le peculiarità locali, le autonomie e le specifiche territoriali e personali, nella consapevolezza che le differenze sono una ricchezza.

Uno sforzo importante quello che ha portato a costruire una brand identity di Ferpi ma che rappresenta solo la partenza di un processo che vuole valorizzare e rafforzare la reputazione e l’autorevolezza della Federazione anche e soprattutto attraverso il proprio modo di comunicare e di essere un punto di riferimento sui temi e gli scenari professionali. In fondo, secondo noi, il calzolaio deve avere le scarpe più belle.

 

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