Lezione
ResocontoLezione n.4 - Docente: Gerardino Metallo
Etica d’impresa e governance. Ricerca della legittimazione economico-sociale dell’impresa. Sviluppo dell’impresa e sostenibilità
15 giugno – 29 giugno
Docente: prof. Gerardino Metallo, docente Università di Salerno
Il 15 giugno il prof. Gerardino Metallo ha tenuto la lezione relativa al quarto modulo della Prima Edizione del Master in Relazioni Pubbliche e Management
delle Relazioni promosso da FERPI ed ASSOREL e dal Dipartimento di Marketing e Comunicazione dell’Università degli studi di Salerno. Metallo ha parlato di
etica dell’impresa e responsabilità economico-sociale, con particolare riferimento ai valori etici fondamentali a cui un’impresa deve ispirarsi per avere
successo.
report di Francesco Torre
ETICA DELL’ IMPRESA
L’etica è uno dei più attuali terreni di confronto sull’operato delle organizzazioni, soprattutto di quelle private. L’etica di un’ impresa presuppone che la
sua attività si ispiri a valori guida fondati sul rispetto della persona, innanzitutto, dell’ambiente, delle società di riferimento, da quella locale in cui
è inserita l’organizzazione a quella più ampia umana. Ciò porta ad escludere che le imprese siano valutate esclusivamente come strumento di reddito. Tra i
valori etici essenziali come fonte di gratificazione personale e veicolo dell’ integrazione di gruppo si annoverano: l’onestà, l’integrità, l’affidabilità,
l’equità. Una condotta diventa etica nel momento in cui è dettata da una profonda volontà interiore di agire in modo giusto, quindi quando si ispira ad una
regola generalmente valida. In questo caso si parla di etica deontologica, che si contrappone all’etica teleologica, legata alla convinzione che la moralità
di qualsiasi comportamento sia in funzione del fine che si vuole perseguire. Di conseguenza alla base dell’etica teleologica c’è una visione utilitaristica
che esclude comportamenti giusti per convinzione ed adotta comportamenti giusti per costrizione e convenienza. Certo non si può parlare di etica quando il
comportamento virtuoso è imposto dall’alto o quando ci si comporta in maniera virtuosa solo per convenienza, cioè per raggiungere un determinato scopo. Oggi
alle imprese è ben noto quale valore economico rivestono valori etici e socialmente responsabili. Sono importanti per evitare crisi che possono avere
ripercussioni negative sull’andamento economico dell’impresa, sul rapporto collaborativo con i dipendenti, sull’opinione pubblica e le diverse categorie di
soggetti portatori d’interesse. A questo proposito si può citare il caso ENRON che, premiata come miglior impresa americana, balzò agli onori della cronaca
quando i manager dell’impresa cominciarono a gonfiare i bilanci. Dunque, perché si possa parlare realmente di etica per un’organizzazione è necessario che
essa sia realmente condivisa a tutti i livelli e divenga parte dei comportamenti aziendali.
RESPONSABILITA’ SOCIALE DELL’ IMPRESA Nella società contemporanea il successo di un’impresa è legato non solo alla capacità di imporsi sul mercato, produrre profitti o avere un brand affermato,
ma anche a strategie socialmente responsabili che consentono di attivare e sviluppare risorse interne ed ottenere risultati eccellenti in termini di
produttività ed innovazione, realizzando nello stesso tempo economie di produzione e gestione sostenibili, da un punto di vista organizzativo interno,
sociale o ambientale. Sono in questi casi, quando cioè l’etica diviene il valore ispiratore di tutte le attività dell’organizzazione, si può parlare di
valore allargato, premessa indispensabile alla responsabilità sociale. Quando il valore dell’impresa, grazie anche ad un’attenta veicolazione dei valori
etici applicati alla produzione, diventa un concetto economico-sociale, si parla allora di Total Quality Management. Quando, infine, la qualità è orientata
non ad un semplice rispetto di norme, ma al raggiungimento di obiettivi di alto valore per la società, dunque costantemente rivolto alla sostenibilità, siamo
in presenza di un Total Responsability Management: è questo, il caso, in cui prevale il rispetto dei principi che regolano l’impresa. Le imprese sono
responsabili nei confronti di tutti i loro partecipanti ed in particolare verso gli stakeholder. La responsabilità sociale dell’impresa riguarda l’impresa
stessa, i mercati, l’ambiente, la società. I principi che regolano un’impresa socialmente responsabile sono:
1) prospettiva strategica di lungo periodo
2) orientamento al miglioramento continuo
3) modelli di gestione partecipativa
4) perseguimento della leadership sociale.
NOTE FUORI DAL CORO SULL’ ETICA Poichè in genere in ambito economico vi è uno squilibrio molto forte tra potere e responsabilità è necessario metterli in equilibrio per ridare
responsabilità reale all’impresa.
PRINCIPI ETICI I principi etici a cui un’impresa deve ispirarsi sono quattro:
1)chiarezza nelle relazioni;
2)completezza e trasparenza;
3)libertà di scelta;
4)assunzione delle responsabilità riguardo alle decisioni prese.
La chiarezza nelle relazioni implica che le cose devono essere messe in chiaro sin dal primo momento. La completezza e la trasparenza comportano una cura dei
dettagli e correttezza. La libertà di scelta non può subire condizionamenti, l’assunzione delle responsabilità riguardo alle decisioni prese implica che
l’aspetto etico debba essere presente in ambo le parti.
LA GUIDA DELL’ IMPRESA e COMPETENZE DEL LEADER La figura del leader è centrale in un’impresa, perchè da lui dipende che vengano coinvolte altre persone e che agiscano secondo le sue direttive. La
leadership si manifesta su tre livelli:1) Individuale: (nel rapporto personale); 2) Di gruppo(con la presenza di un coordinatore che dirime i conflitti); 3)
Organizzativo (si preoccupa di creare una cultura d’ impresa). Leader è colui che ha potere ed autorità, a differenza del capo informale che ha potere senza
autorità, e del capo gerarchico che esercita il potere. Il leader deve avere essenzialmente tre capacità :Relazionali, S strategiche, tecniche. Il leader
deve inoltre avere le seguenti capacità:1) capacità comunicazionali; 2)capacità decisionali: un esempio di capacità decisionale è l’uso della delega, il cui
utilizzo si applica quando, nell’impossibilità di decidere su tutto, si conferisce il potere decisionale ad altri soggetti e si vigila, affinché non venga
utilizzato in maniera distorta. I modelli decisionali devono essere utilizzati con razionalità. I limiti della razionalità sono: Teoria del Prospetto ed Over
Convenience (fa sì che i capi non temano nulla); 3) Senno di Poi (tendenza a valutare le decisioni prese); 4) Corrispondenza illusoria: Tendenza a valutare
ipotesi di relazione causa effetto. La capacità di un buon dirigente è anche quella di saper osare e quindi di saper usare follia e creatività.
CRITERI DI VALUTAZIONE DEL LEADER Il leader si valuta anche in base all’attenzione che presta alla persona. Esistono diverse tipologie di leader:1) Capo autoritario: colui che non presta
attenzione alle esigenze della persona. 2) Capo paternalistico: colui che partecipa alla vita affettiva del dipendente. 3) Capo supportivo: colui che aiuta
chi ha bisogno 4) Capo collaborativo: colui che dà autonomia di manovra.
ESERCITAZIONI SVOLTE IN AULA: E’ stata svolta un’esercitazione in aula finalizzata a far capire l’importanza del tempo ai fini decisionali e la necessità di utilizzarlo per bene. Quindi
l’esercitazione ha mirato ad individuare le fasi ed i tempi necessari per l’organizzazione di un evento congressuale. La seconda esercitazione, attraverso
diverse situazioni, ha mirato ad individuare la capacità di svolgere il ruolo di leader.

