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Gli “anni zero” al centro del nuovo numero del magazine Ferpi
Il nuovo numero del giornale Ferpi propone le analisi e i contributi di alcuni tra i più autorevoli esperti e professionisti italiani su come sono cambiate le Relazioni pubbliche nei primi dieci anni del nuovo secolo.
10/02/2010, Notizie Ferpi, 1 Commento
Rethink, redesign, rebuild. Lo slogan della quarantesima edizione del World economic forum di Davos si adatta bene anche alle relazioni pubbliche, in un periodo storico epocale per la nostra professione. Siamo ad una svolta, come affermano alcuni dei più autorevoli professionisti italiani che firmano gran parte dei contributi di questo numero.
I primi dieci anni del nuovo secolo, quelli che molti indicano come gli “anni zero”, complice l’introduzione e la rapida diffusione delle nuove tecnologie, così come la centralità di Internet, hanno portato importanti e profonde trasformazioni nelle Relazioni Pubbliche, sia come funzione sia come professione.
Oggi ci troviamo dinanzi ad uno scenario nuovo in cui le Rp, che per molti anni sono state considerate un’attività di comunicazione tra le altre si trovano ad assumere un ruolo di primo piano, strategico e trasversale ad ogni altra funzione, nella governance delle organizzazioni.
Ciò comporta la necessità di ripensare, ridisegnare (nel senso organizzativo del termine) e ricostruire la funzione stessa, sempre più istituzionalizzata, la professione così come il suo ruolo sociale. Davanti a noi si stanno aprendo prospettive professionali e di mercato molto interessanti che richiedono, però, una community professionale molto forte, anche numericamente (e Ferpi ancora non lo è, anche se i mille soci sono tutti autorevoli e di alto profilo), una rete coesa, ma anche la capacità di rappresentare i nostri interessi e promuoverli presso i principali stakeholder, a cominciare dai media. Senza dubbio la sfida principale di quest’anno, in cui ricorrono i 40 anni dalla fondazione di Ferpi ma anche di questo giornale, nato nel 1970 come house organ.
Il senso dei contributi di questo primo numero del nuovo anno, è ben sintetizzato in un’espressione utilizzata per commentare un post sul nostro sito dal collega Giovanni Patanè: per le Rp il futuro è adesso.
Il dibattito sugli “anni zero” si apre con l’editoriale del presidente Gianluca Comin e il post-it di Rosanna D’Antona, vicepresidente Assorel. L’articolo di apertura è firmato da Toni Muzi Falconi, senza dubbio tra i più autorevoli protagonisti di questi anni che per Ferpi si aprirono proprio sotto la sua presidenza. E poi ci sono gli interventi di Patrizia Rutigliano, neo Direttore Comunicazione di Snam Rete Gas, Luigi Norsa, Gherarda Guastalla Lucchini, Attilio Consonni, Italo Vignoli e Nicola Mattina, Anna Martina e Francesco Pira, Fabio Ventoruzzo, Mariella Governo, Luca Fantin, Rossella Sobrero, Mario Rodriguez, Giampietro Vecchiato, Stefania Romenti.
A questi si aggiungono le interviste a Emanuele Invernizzi, neo presidente Euprera, Amanda Succi, segretario generale della Global Alliance e Furio Garbagnati, presidente Assorel.
Oltre al primo piano, che ripropone il bilancio dei primi dieci anni del nuovo secolo letti nell’ottica delle Relazioni Pubbliche, il magazine propone un’interessante intervista a Giacomo Mason sull’uso del web 2.0 nella comunicazione interna, un confronto con Carlo Gambalonga sul futuro delle agenzie di stampa, il focus sulla comunicazione di Microsoft Italia con un’ampia intervista a Carlo Rossanigo. Molto interessante il dibattito lanciato da Walter Zocchi, tra i maggiori esperti italiani di family business, sulla funzione della comunicazione nella governance delle aziende familiari.
Come da tradizione, il primo numero del nuovo anno, ripropone anche un ampio resoconto sull’Oscar di Bilancio con i contributi di alcuni dei protagonisti e le foto dei premiati.
Giancarlo Panico
Vladimiro Vodopivec
Scarica il nuovo numero del Magazine Ferpi.

1 Commento
toni muzi falconi il 12/02/2010 :
Un numero molto molto denso, forse troppo; ma certamente il miglior numero degli ultimi anni.
Bravo Giancarlo..come faremmo senza di te!
Detto questo, invito i lettori a leggere le diverse prospettive cui cui i colleghi invitati a dire la loro hanno sviluppato il tema.
E’ davvero uno spaccato affascinante della parte (forse?) migliore della nostra professione, o perlomeno di quei professionisti che qualche volta pensano, e che qualche volta ci rendono partecipi dei loro pensieri.
Per non citarli tutti: l’approccio strettamente professionale e fattuale di Gianluca Comin che raggruppa e rende facilmente disponibili informazioni sparse che insieme producono un senso nuovo.
Affascinante è osservare come nella stessa doppia pagina a sinistra Luigi Norsa parte dal millennium bug per arrivare alla pandemia influenzale…. mentre nella pagina a fianco a destra Gherarda Lucchini passa dalla bolla della new economy alla discontinuità del mercato finanziario del 2008/10.
Insomma, un bel lavoro davvero che dovrebbe essere meditato non solo dai nostri colleghi, ma (e forse soprattutto) dai tanti giovani che ci seguono e intendono sostituirci per far procedere quella che, come scrive Rosanna D’Antona, è la migliore professione del mondo.
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