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Oscar di Bilancio: fiducia e credibilità le parole chiave del 2011

L’orgoglio di fare impresa, anche in un momento così critico per l’economia, è il segnale emerso dalla cerimonia di premiazione dell’Oscar di Bilancio, il premio, promosso da Ferpi, che rappresenta un appuntamento imperdibile per la comunità economico-finanziaria e della comunicazione.

07/12/2011, Notizie Ferpi, 2 Commenti

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“Fiducia e trasparenza”: queste sono le due parole che sono risuonate più spesso durante la Cerimonia di Premiazione dell’Oscar di Bilancio che si è svolta come è tradizione dal 2004 a Milano nella sede della Borsa Italiana.

Come ha spiegato nella sua relazione la Presidente Ferpi, Patrizia Rutigliano: “La trasparenza nei confronti degli stakeholder, oggi come non mai, è per noi un dovere: una comunicazione accurata ed esaustiva contribuisce a prevenire quegli effetti indesiderati che la speculazione, la confusione di giudizi e le grida incontrollate possono provocare in un mondo spesso dipendente da logiche sincopate e a volte lontane dalla reale dimensione delle cose. Stabilisce, appunto, relazioni, crea fiducia, allarga il consenso”.

Un meccanismo che è stato illustrato anche da Angelo Provasoli, Presidente della Giuria dell’Oscar di Bilancio, che commentando la funzione del bilancio, “lo strumento più antico usato dalle imprese per comunicare”, ha disegnato il percorso che lega la credibilità delle imprese con la fiducia e il consenso, diventando quindi fattore di redditività.

Anche Domenico Siniscalco, nella sua relazione “Debito sovrano e credito bancario. L’importanza dei bilanci”, ha chiarito come all’origine della crisi del debito sovrano europeo vi sia proprio una mancanza di fiducia. Il problema è che gli investitori stranieri non sanno più che cosa comprano acquistando titoli di Stato di paesi europei, non avendo l’Unione ancora chiarito – prima di tutto a se stessa – la sua natura. Occorre chiarezza nei conti, uniformità dei criteri contabili, trasparenza nelle rendicontazioni: un percorso che è considerato possibile, ma che deve essere attuato con determinazione.

Una determinazione che può e deve partire da ciò che di speciale ha il nostro Paese: uno Stato con fondamentali positivi, se si pensa che la ricchezza complessiva degli italiani, come ha ricordato sempre Siniscalco, è pari otto volte il debito sovrano.

Questa ricchezza italiana è stata anche ricordata da Gherarda Guastalla Lucchini, Segretario Generale dell’Oscar secondo la quale esiste “un’Italia trasparente, credibile, formata da imprenditrici e imprenditori concreti. donne e uomini magari stanchi, sicuramente preoccupati, ma che non desistono dal guardare verso il futuro, non cessano di cercare di andare avanti, mossi dal desiderio di progettare e costruire”. Un’Italia che l’Oscar racconta, e che deve diventare maggioranza.

Così, la cerimonia dell’Oscar di Bilancio 2011, dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia, si è trasformata in un appello concreto alla rinascita del Paese. “L’industria manifatturiera sta soffrendo, ma ce la faremo, perché le nostre risorse sono straordinarie”, ha spiegato Angelo Bettinozoli, AD di Sabaf. E ancora, Roberto Colaninno, ritirando il premio per Piaggio, ha ricordato l’inaugurazione di quattro nuovi stabilimenti: due in Asia, uno negli Usa e uno in Italia, fino al grido del Presidente di Monnalisa, Piero Iacomoni, “le piccole imprese stanno parlando non di crisi, ma di resurrezione”.

Una speranza che è stata accolta da un applauso da parte di una platea che vedeva, tra le centinaia di partecipanti, la presenza di numerosi AD e manager di prestigio, come ad esempio Franco Bernabé; Lamberto Cardia; Carlo Malacarne; Mauro Moretti e Antonio Vigni.


I vincitori dei nove Oscar:

Fondazioni di Origine Bancaria, Fondazioni d’Impresa, Organizzazioni Erogative Nonprofit

Fondazione Cariparma – ha ritirato il premio Carlo Gabbi, Presidente e Fondazione Vodafone – hanno ritirato il premio Antonio Bernardi, Presidente – Ida Linzalone, Segretario Generale – Maria Cristina Ferradini, Responsabile Sostenibilità Vodafone and Foundation).

Eccezionalmente quest’anno la Giuria ha designato due vincitori in quanto i bilanci delle due organizzazioni erano entrambi di livello eccellente, ma difficilmente paragonabili perché appartenenti a due fondazioni di natura differente.

Oscar di Bilancio Maggiori e Grandi Imprese Bancarie, Finanziarie

Banca Monte dei Paschi di Siena Spa – ha ritirato il Premio Antonio Vigni, Direttore Generale

Oscar di Bilancio Medie e Piccole Imprese

Monnalisa Spa – ha ritirato il premio Piero Iacomoni, Presidente

Oscar di Bilancio Medie e Piccole Imprese Bancarie

Emil Banca – Credito Cooperativo – Società Cooperativa – ha ritirato il Premio Giulio Magagni, Presidente

Oscar di Bilancio Organizzazioni Non Erogative Nonprofit

CESVI Fondazione Onlus – ha ritirato il Premio Giangi Milesi, Presidente

Oscar di Bilancio Società e Grandi Imprese Non Quotate

Ferrovie dello Stato Italiane Spa – hanno ritirato il Premio Mauro Moretti, Amministratore Delegato e Lamberto Cardia, Presidente

Oscar di Bilancio Società e Grandi Imprese Quotate

Piaggio & C. Spa – ha ritirato il Premio Roberto Colaninno, Presidente e Amministratore Delegato

Premio Speciale per la Governance Societaria

Gruppo Telecom Italia – ha ritirato il Premio Franco Bernabè, Presidente e CEO


Clicca qui per leggere la cronaca dell’evento di Joakim Lundquist, socio Ferpi e membro del gruppo che ha pre-selezionato i bilanci nella categoria Grandi Imprese Quotate.

2 Commenti

gianni il 03/12/2011 :

Vorrei fare un commento al successo ottenuto dall’amico e cliente Piero Iacomoni di Monnalisa che merita tutte le nostre più vive felicitazioni. Ha dimostrato come perseverare nel tempo sull’ italian style, customer satisfaction, innovation e socialità siano una vera leva strategica per crescere e prosperare. Complimenti Piero a te, Barbara, Diletta, la dr.ssa Sara Tommasiello e tutto il tuo meraviglioso team!!! Gianni Bianchi

luca803 il 08/12/2011 :

Sono d’accordo con Gianni, anche se Iacomoni non è ne un cliente ne un amico. Però lo trovo irresistibilmente simpatico. E soprattutto in Monnalisa fanno un ottimo lavoro, pare ci sia un clima interno eccezionale, e per essere una piccola azienda tanto di cappello per il posizionamento: bravi bravi bravi :)
Luca Poma

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