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Storia Ferpi: i primi anni Ottanta
Nei primi anni Ottanta la Ferpi, sotto la guida di Attilio Consonni, si dimostra attiva su un arco assai vasto di argomenti di interesse professionale, primo fra tutti il tema del riconoscimento giuridico della professione e la regolamentazione della lobby.
15/02/2010, Storia Ferpi, 1 Commento
di Francesco Scarpulla
Guglielmo Trillo conclude il suo mandato come presidente dell’Associazione aprendo con una sua relazione il convegno sulla «Comunicazione per un turismo alternativo», organizzato in collaborazione con la Regione Veneto dal Comitato FERPI per le Tre Venezie a Bassano del Grappa.
A Guglielmo Trillo, nell’ottobre 1981, succede come presidente Attilio Consonni, affiancato dai vicepresidenti Raffaele Antonucci, Guido De Rossi del Lion Nero, Toni Muzi Falconi e Paolo Pasini, con Carla Caccia segretario generale e Silvio Del Bello tesoriere.
La strada per ottenere il riconoscimento giuridico della professione si rivela “senza uscita”, dal momento che in nessun modo le varie iniziative a livello parlamentare, volute dalla FERPI e dirette a promuovere il “riconoscimento giuridico dell’attività professionale di relazioni pubbliche”, hanno successo.
A questo punto la FERPI si fa promotrice di alcune iniziative parlamentari mirate ad ottenere il riconoscimento giuridico della rappresentanza legittima degli interessi, vale a dire una “regolamentazione della lobby”, materia che nell’ambito dei public affairs configura una vera e propria forma di specializzazione delle relazioni pubbliche.
Protagonista di questa attività svolta dalla FERPI è l’allora vice-presidente della Federazione Toni Muzi Falconi.
Il 24 febbraio 1982 il gruppo parlamentare del PCI presentava una proposta di legge, la n. 3200, di iniziativa di alcuni deputati: una proposta sulla falsa riga delle precedenti, ma che per la prima volta introduceva una ipotesi di regolamentazione della rappresentanza legittima di interessi privati presso gli organi legislativi dello Stato, attività comunemente definita lobby, sulla base di una esperienza propria di alcuni Paesi (tra questi gli Stati Uniti, dove la rappresentanza degli interessi è disciplinata da una apposita legge, detta Lobbying Act).
Continua il lavoro di approfondimento di contenuti e strumenti nelle relazioni pubbliche e, nell’ottobre del 1982, su una proposta del vice-presidente Toni Muzi Falconi, il Consiglio Nazionale approva un documento base sulle sponsorizzazioni culturali, che sarà poi oggetto di relazioni e di interventi della FERPI in convegni a livello internazionale a Montecarlo e a Londra, ed a livello nazionale a Spoleto, Torino e Milano, con relazione di base del presidente Attilio Consonni.
«La comunicazione tra il difensore civico e il cittadino» è il tema di un convegno che si svolge a Firenze nel dicembre 1982, con una relazione introduttiva del presidente della Federazione. Nel febbraio del 1983, il Consiglio Nazionale approva a Trieste un altro documento, in cui viene approfondito il tema delle sponsorizzazioni nel mondo dello sport, oggetto poi di specifiche relazioni FERPI in convegni promossi dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) e dall’Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI) a Grado, Milano e Roma.
Le tematiche della comunicazione nella Pubblica Amministrazione e negli enti di governo territoriale sono al centro di nuovi approfondimenti, con relazione di base di Toni Muzi Falconi, al convegno nazionale su «Il cittadino, la politica, la comunicazione», mentre il Ministro per la funzione pubblica presiede a Roma un convegno organizzato dal Comitato FERPI per il Lazio su «Comunicazione e dinamiche istituzionali», con una relazione di base di Fabio Dani.
Gli articoli precedenti:
Storia Ferpi: la fine degli anni settanta
Storia Ferpi: la seconda parte degli anni settanta, i Convegni di Roma 1976 e Genova 1978
Storia Ferpi: 1970-1975, i primi cinque anni di Ferpi
Storia Ferpi: 16 maggio 1970, nasce la Ferpi
40 anni fa nasceva Ferpi
(con un un articolo storico di Paese Sera a firma di Toni Muzi Falconi)

1 Commento
toni muzi falconi il 21/02/2010 :
per la cronaca, mi sono recentemente ricreduto in merito alla fattibilità, in questo paese, di una regolamentazione delle attviità di lobby attraverso una legge delle stato. penso anzi che, semmai si arrivasse a conseguire un obiettivo del genere sarebbe una fuga in avanti pazzesca. Negli ultimi 15 anni il Paese, come consapevolezza generale di responsabilità delle persone e delle organizzazioni, ha compiuto un balzo indietro gigantesco. Penso invece che ogni organizzazioni, sia privata che pubblica, che voglia essere responabile può benissimo varare una propria norma interna che regolamenti, incentivandoli solo se trasparenti, i flussi di relazione fra interessi e processo decisionale pubblico. Poca e insufficiente attenzione era stata data ad una esperienza simila sviluppata molti anni fa dall’allora ministro delle finanze Rino Formica che venne immediatamente o quasi ritirata dal successore. Andrebbe rivisitata. L’unica pressione che oggi può contare in questo clima avvelenato è quella dei pari…. e neppure quella.
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