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Area C: un lancio comunicativo in chiaroscuro

Tra pochi giorni, a Milano, prenderà il via il progetto Area C, la nuova congestion charge che sostituirà Ecopass. Un’operazione difficile e ambiziosa, preceduta da una fase di lancio che ha intervallato buone idee ad azioni dubbie. L’analisi di Sergio Vazzoler.

12/01/2012, Ambiente, 10 Commenti

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di Sergio Vazzoler

Mancano ormai pochi giorni alla nuova rivoluzione per la mobilità milanese. Sì, “nuova”, perché già una prima era stata annunciata solo pochi anni fa dall’amministrazione comunale meneghina, allora guidata dalla signora Moratti, e sappiamo tutti come sia rimasta intrappolata nell’ingorgo dei veti contrapposti e delle polemiche incrociate.

Dunque parcheggiato in garage l’ecopass morattiano, il 16 gennaio scatterà il semaforo verde per l’Area C: questo il nome scelto dalla Giunta Pisapia per quello che si annuncia come il più rilevante banco di prova per l’amministrazione comunale di centrosinistra nel 2012.
E come in tutte le grandi sfide di politica pubblica, è altrettanto rilevante la partita che si gioca sul terreno della comunicazione e della gestione del consenso. Sarà dunque affascinante e importante seguire e approfondire nel tempo la nuova sperimentazione della congestion charge alla milanese, analizzando dal nostro punto di vista innanzitutto le dinamiche che si creeranno tra informazione, community relation e comportamenti.

Già oggi però è possibile ragionare e discutere sulla fase di lancio di Area C: man mano che la città riprende il suo abituale ritmo dopo le festività natalizie, l’attenzione sul provvedimento da parte delle categorie, dei residenti e dei media sale esponenzialmente. Vediamo dunque quali sono gli strumenti messi in campo per informare e coinvolgere i fruitori del capoluogo lombardo.

Intanto il nome: Area C, da subito legato ad una comunicazione evocativa di ciò che accadrà grazie all’introduzione del provvedimento («C sarà meno traffico», «C voleva un cambiamento» e «C metti meno tempo»). Personalmente non sono particolarmente attratto dai giochi di parole quando in ballo ci sono richieste ad elevato impatto sui comportamenti dei cittadini, mi pare una banalizzazione un po’rischiosa a maggior ragione per un provvedimento che viene presentato come una “sperimentazione a tempo”. Se di sperimentazione si tratta siamo certi che sia utile promettere la riduzione del traffico e dei tempi di spostamento prima ancora dello “start”? L’ideatore del nome e del logo, l’architetto Giulio Ceppi, è convinto del contrario e in questa intervista al Corriere ne spiega le motivazioni, affermando tra l’altro di aver cercato “una modalità di comunicazione non ieratica, né aggressiva, ma neppure flautata, o marchettara”. Sarà ma io ritengo più efficaci le parole del Sindaco Pisapia nella lettera ai cittadini: “un sacrificio per cambiare Milano” corrisponde di più al “patto” che occorre stringere tra amministratori e amministrati per percorrere nuove strade che riescano a migliorare il benessere collettivo.

Accanto alla lettera del Sindaco in distribuzione in questi giorni, un’altra iniziativa può essere salutata come un passo importante per condividere e far vivere il provvedimento nei punti di contatto più vicini alla comunità: il calendario d’incontri che vede impegnati tutti gli assessori dal 9 al 15 gennaio in tutte le zone del Comune. Qui l’aspetto da evidenziare è proprio il metterci la faccia non solo del Sindaco ma di tutti gli assessori, scelta che rafforza la valenza strategica data dall’amministrazione comunale al provvedimento.

La maggior parte delle informazioni di utilità e le FAQ sono poi raccolte nel sito ad hoc dove un video compare in tutta evidenza: in questo caso, però, anziché spendere – come ci si potrebbe aspettare – la faccia del Sindaco per motivare le decisioni e la visione che stanno a monte di area C, ci si ritrova davanti ad uno spottino un po’frillo (anche nel tono) che ci ripete i giochi di parole e ci promette da subito mirabilie. D’altra parte è in corso in questi giorni un’imponente e capillare azione di informazione che va dalle edicole allo stadio di San Siro, passando per gli informatori alle porte dei bastioni.

Insomma, il lancio dell’operazione appare ancora un po’in chiaroscuro, tra una voglia di condivisione reale e l’utilizzo di scorciatoie comunicative ma è anche vero che il grosso della partita è ancora tutto da giocare. La capacità di chiarire in modo tempestivo dubbi e richieste e di fornire strumenti efficaci ai problemi di “digestione” della novità saranno decisivi nei prossimi giorni. E ci ritorneremo sicuramente per capire e confrontarci su un tema centrale nell’agenda delle città e non solo, perché come ha ricordato recentemente il Ministro dell’Ambiente, Clini, “non sono i target globali che salveranno il pianeta, ma le misure concrete prese dalle comunità locali”.

10 Commenti

toni muzi falconi il 11/01/2012 :

Sergio buon anno!
Sei stato fin troppo ‘politically correct’ nella tua analisi.
Direi non solo che le tue critiche sono sacrosante ma che evidentemente la complessità della macchina di palazzo marino è riuscita a sbiadire quei tratti innovativi e (secondo me) di grande rilievo della politica comunicativa che la candidatura di Pisapia e le prime settimane di insediamento avevano marcato.
Chiunque si occupi di congestion charge e di comunicazione non può non sapere che, proprio a Milano hanno sede esperti che hanno a suo tempo contribuito largamente e con successo, tramite il Mo.Ve nel periodo 2002-2009, alla comunicazione di Londra, Stoccolma, Madrid e altre città europee e che , sempre grazie a Mo.Ve il consiglio informale dei ministri dei trasporti dell’unione europea aveva adottato ufficialmente nel lontano 2005 il rapporto Mo.Ve di quell’anno che indicava la governance delle relazioni con gli stakeholder del territorio quale più rilevante leva strategica per il successo di qualsiasi politica di mobilità sostenibile nelle aree metropolitane.
Si aggiunga anche che tutti i milanesi che hanno lavorato a Mo.Ve in quel periodo, a partire dal sociologo urbano Guido Martinotti, hanno a suo tempo sostenuto la campagna di Pisapia.
Lapsus? Peccato? Errore? Insipienza?

sergio370 il 11/01/2012 :

Buon anno a te, tmf!

Troppo “politically correct”? Saranno i capelli grigi…però come dici tu anch’io ho l’impressione che il peso della macchina abbia sbiadito un po’ i tratti innovativi della primavera arancione. E in effetti non penso sia esterofilia ma si ha la netta sensazione che il coinvolgimento attivo dei cittadini sia proprio un’altra cosa all’estero rispetto al Belpaese. A me sinceramente dispiace ed è da condannare la violenza verbale di cui è stato oggetto lunedì l’Assessore Maran. Però il tour dei quartieri a pochi giorni dal via mi è parso un po’tardivo e, appunto, rischioso…così come lo è ogni scorciatoia comunicativa: oggi non è più permessa, sappiamo tutti che la strada di un (vero) stakeholder engagement è più faticosa ma è pur vero che le alternative hanno dimostrato tutta la loro inefficacia.

Detto questo, è pur vero che queste decisioni di politica pubblica sono sempre assai complesse da gestire e alcuni nodi nel nostro Paese si sono talmente attorcigliati che rendono ancora più ardite le sfide che vanno ad incidere sui comportamenti e sulle abitudini. Ma forse anche e proprio per questo il governo delle relazioni dovrebbe entrare nella cabina di regia di queste operazioni e invece si ha ancora l’impressione che rimanga una delle tante voci del budget di comunicazione, assieme ai costi di grafica, creatività, tecnologie e cartellonistica…

Su questo però ritorniamo sempre al problema di fondo: la errata percezione del nostro ruolo e una non risolta capacità da parte nostra di superarla…o no?

raffaello il 11/01/2012 :

Ciao Sergio,
da non esperto di comunicazione, colgo soprattutto il senso del tuo scritto.
Non è il momento di andare a raccontare quanto è bello!
La fatica è fatica e risultati ci saranno se ci saranno. Il patto non può essere sui risultati, ma sulla fatica da fare insieme.
Credo che bisogna mettere un freno alla comunicazione imparata e praticata dai venditori. E’ il tempo di chiamare tutti alla responsabilità, mettendoci la faccia e dando l’esempio.

sergio370 il 11/01/2012 :

Caro Raffaello “il patto è sulla fatica da fare insieme” mi piace moltissimo. Hai colto perfettamente il nocciolo della questione!

Simone il 11/01/2012 :

Secondo me Ceppi farebbe meglio a fare l’architetto….E la sinistra purtroppo ogni volta che si occupa di comunicazione dimostra di non capirci un C****
Ma in fondo di che parliamo, stanno già ritrattando mettendo l’orario alle 1630…e io intanto ho preso 3 box fuori dai bastioni….prima o poi smetto di votarli…
Sergio qui manca una smart login….DAIGAZZO !

licia il 12/01/2012 :

Da un punto di vista linguistico, ci sono alcuni aspetti della comunicazione che mi lasciano perplessa, soprattutto se si considera che è rivolta a TUTTI i cittadini milanesi, di ogni grado di istruzione. Nella lettera del sindaco, nel video e nel sito si parla di “congestion” e “congestion charge” dando per scontato che tutti sappiano già di cosa si tratta. Nulla contro gli anglicismi, se di necessità, ma nelle comunicazioni istituzionali come questa credo andrebbero evitati i forestierismi che non sono ancora registrati dai vocabolari della lingua italiana (o comunque andrebbero spiegati).
Limitandomi al testo della lettera ho anche notato che quello che pare essere un unico concetto è descritto da ben cinque termini diversi (pedaggio, ticket, congestion charge, accesso a pagamento e tariffa di accesso), creando inutile confusione per chi legge.
Mi sembra inoltre che non sia stata chiarita esplicitamente la differenza principale tra Ecopass e Area C, ossia che il primo era una “pollution charge”, quindi un provvedimento anti-inquinamento, mentre il secondo è una “congestion charge”, quindi un provvedimento pensato soprattutto per ridurre il traffico. Non è un po’ troppo ottimistico aspettarsi che tutti i cittadini capiscano la differenza semplicemente dal nome dei due provvedimenti?

Sergio Vazzoler il 12/01/2012 :

@ Simone, ho capito che la decisione ti ha scosso ma cerchiamo sempre di ragionare con toni pacati (d’altronde ti conosco è so che ami provocare…). Certo è vero che di ora in ora le decisioni sembrano cambiare come risposta alle voci critiche e, ripeto, ciò conferma come la partecipazione sulle decisioni operative vada largamente anticipata. E non basta dire “c’è stato il referendum” perché l’adesione a un principio non significa sposare automaticamente una soluzione operativa….
@ Licia, sono d’accordo con te: ci si concentra sempre sugli slogan e poi si trascurano le comunicazioni più personalizzate, quelle che dovrebbero servire a far comprendere meglio la filosofia, le motivazioni e le soluzioni operative…come dicevo nell’articolo, le scorciatoie comunicative vincono ancora sul governo delle relazioni…

Fabio Famoso il 13/01/2012 :

Mi sono occupato personalmente della campagna Area C e voglio dare i numeri a riguardo: 79, 90, 30.

79, LA LEGITTIMAZIONE

Mi preme sottolineare che la legittimità del provvedimento è stata conferita dal risultato positivo al referendum cittadino del giugno 2011, a cui hanno partecipato 488.000 cittadini. Il 79% dei votanti ha approvato l’estensione a tutti gli autoveicoli, esclusi quelli ad emissioni zero, e l’allargamento progressivo fino alla “cerchia filoviaria” del sistema di accesso a pagamento, con l’obiettivo di dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti.

90, STAKEHOLDER E RELAZIONE

Il Sindaco ha recepito immediatamente il mandato dei cittadini, avendone già condiviso nel programma elettorale la sostanza, inserendolo nel Piano Generale di Sviluppo come impegno codificato nel mandato quinquennale.

Nel mese di settembre, dopo aver ipotizzato diversi scenari aperti, si è passati a condividere le possibili soluzioni e ad ascoltare le specifiche esigenze delle oltre 90 associazioni di categoria e di cittadini in ben 77 incontri. La relazione con gli stakeholder si prende corpo tra settembre e ottobre 2011, periodo durante il quale si è definito un modello progettuale chiaro e nuovamente condiviso con gli interlocutori: la congestion charge sostituisce la pollution charge, Area C sostituisce Ecopass.

Il confronto relazionale con gli stakeholder è continuo, e vede l’impegno costante e periodico dell’assessore alle attività produttive e dell’assessore alla mobilità e ambiente.

30, PERCENTUALE RIDUZIONE DEL TRAFFICO E CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE

Al di là delle dichiarazioni di soggetti che hanno contribuito al logo e alla campagna, sottolineo che le promesse presentano livelli di attendibilità certi, come lo sono state quelle di Ecopass. Se Ecopass incideva sul 25% dei veicoli entranti, Area C incide sull’85% dei veicoli che attualmente accedono alla Cerchia dei Bastioni. Il deterrente è forte. Ecopass ha ridotto del 12 % il traffico, Area C farà largamente di meglio, IL 30%.
Questo autorizza a qualificare la campagna come "semplice, veritiera e immediata” e non “banale e overpromise”. Una campagna di questo tipo non si può e non si deve giudicare da uno spot o da un visual, visto che l’integrazione degli strumenti adottati permette di far giocare alla comunicazione above the line il ruolo di incrementare l’awareness del provvedimento e, alla comunicazione di below the line, di relazione diretta con i cittadini e con i media, un ruolo di dettaglio sul provvedimento, oltre che di raccolta del feedback.

Non possiamo appannare la rilevanza di una relazione a due vie favorita da un lato con la lettera del Sindaco a tutti i cittadini milanesi e, dall’altro, con un canale sempre aperto in ricezione con la mail del sindaco sul sito web del Comune di Milano.
Scendendo nel merito di questo messaggio si mette in evidenza lo sforzo comune che sono chiamati a fare i cittadini e quelli che cittadini non lo sono per l’anagrafe ma lo sono nei fatti perché vivono quotidianamente la città. Si tratta infatti di un difficile cambiamento di abitudini, di modi di vita e di trasporto. Una nuova tendenza che risponde in pieno a quanto previsto nei documenti europei per una mobilità sostenibile, in particolare e solo per citarne uno, del MOVE TOGETHER – Raising Citizens Awareness and Appreciation of Urban Transport Research in Europe – Progetto europeo per la mobilità sostenibile ( http://www.move-together.net/)

Il Sindaco e gli assessori non smetteranno di “metterci la faccia”, nei prossimi giorni avremo conferma ulteriore di questo modus operandi. Intanto sono in corso in settimana nei consigli di zona una serie di incontri che coinvolgono tutta la Giunta in dialogo con i cittadini. Ovvio pensare che lunedì l’attenzione e la tensione dei contestatori si sarebbe abbattuta sul primo incontro. Ciò nonostante il confronto non si è concluso davanti alle scomposte contestazioni riportate dai media, bensì è proseguito con toni di rispetto reciproco. Del resto, se la legittimazione del provvedimento è resa evidente dai risultati referendari, è anche vero che i residenti si trovano a fronteggiare un provvedimento per loro penalizzante. Logico che possano esprimere le loro avversità. Avendolo previsto la relazione è stata riattivata dalla Giunta stessa con questi incontri diretti. Inoltre il carattere sperimentale del provvedimento permette una valutazione sull’andamento dell’attività ogni 6 mesi.

Fabio

Simone il 13/01/2012 :

Be certamente non sarete overpromise ma sicuramente siete overproliss…

sergio370 il 13/01/2012 :

@ Fabio, grazie per il davvero utile contributo che conferma e rende ancora più evidente la complessità dell’operazione e le molte buone ragioni che la supportano. Continuo a pensare che occorra ritornarci su in Ferpi, organizzando momenti di approfondimento.
Venendo a ciò che scrivi, mi sorge spontanea una domanda: ma se sono stati fatti 77 incontri con stakeholder e cittadini, che fine hanno fatto i loro risultati? Non se ne trova evidenza nei canali di comunicazione…E allora non sarebbe stato utile compiere un po’ di sano “feedback report on Consultation” passo dopo passo? Una delle prime lezioni apprese una dozzina di anni fa quando ho iniziato questa professione è stata “fare, fare bene e…farlo sapere”. E penso che sia sempre valida…

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