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Web Analytics. Le metriche, gli strumenti, le analisi

Uno strumento semplice ed utile per chi sceglie di credere nel Web, si tratti di imprenditori che scelgono Internet come canale di vendita o di chi, come i professionisti delle Rp, fa del proprio sito o blog il principale mezzo di comunicazione.

04/11/2009, Libri, 1 Commento

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La Web Analytics è la raccolta, la misurazione, l’analisi (e la relativa reportistica) dei dati di traffico di un sito web, con lo scopo di ottimizzarlo per migliorarne l’usabilità, accrescere la soddisfazione degli utenti e aumentarne il traffico.

Analisi di questo tipo sono importanti per chi – aziende piccole, medie e grandi – investe nel Web come canale promozionale o di vendita, o per chi – giornalisti, divulgatori e formatori – fa del proprio sito o blog il principale strumento di comunicazione.

Questo libro insegna come avvicinarsi alla Web Analytics in maniera chiara e rigorosa, soffermandosi sulle metriche, sugli strumenti, sulle tipologie di analisi e sui risultati perseguibili. Perché un’analisi non è utile se fatta in maniera empirica e approssimativa, ma dev’essere scientifica e razionale: il rischio è l’impossibilità di attuare strategie efficaci.

Argomenti in breve

  • Le basi delle web analytics: log file e metriche
  • Gli strumenti di analisi
  • Prime analisi: visite, frequenza di rimbalzo, pagine viste, percorsi di navigazione, link in uscita
  • Analisi storiche, stagionali e geografiche
  • Analisi di keyword e pagine rilevanti
  • Analisi per referrer e dei KPI
  • Analisi delle conversioni
  • Analisi in tempo reale
  • Search engine marketing (SEM) e Web Analytics
  • Strumenti di analisi per i blog
  • Aumentare la visibilità di un sito
  • Aspetti legali connessi all’utilizzo dei dati recuperati (a cura di Girolamo De Rada)


Web Analytics
Le metriche, gli strumenti, le analisi
di Davide Vasta
Apogeo
2009, pag. 320

1 Commento

Roberto Marsicano il 07/11/2009 :

E’ certamente importante che aziende e organizzazioni abbiano una chiara visione di cosa significhi oggi essere esposti sulla Internet, ma bisogna anche evitare quel pericoloso fai-da-te, il fatto in casa e per caso, senza interventi professionali e, sopratutto, senza l’utilizzo di strumenti tecnici avanzati.
Perchè l’immagine in rete non è solo lo scalare il posizionamento nei motori di ricerca, ma è sopratutto avere un costante monitoraggio del buzzword, quel chiacchiericcio che si genera in qualche punto della rete e che, nella sua versione di commenti negativi, può fare enormi danni al brand, ai prodotti e al management di aziende e organizzazioni che investono milioni in comunicazione e PR senza preoccuparsi della loro web reputation.