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Relazioni pubbliche è bello se i relatori pubblici sono belli? In Usa la polemica cresce

Un recente articolo apparso sul New York Times ha sollevato una bufera nell’industria delle Rp americane: parrebbe, infatti, che nella Silicon Valley se il genere non è femminile e non è attraente, le pierre non funzionano…

14/07/2009, Management, 3 Commenti

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di Toni Muzi Falconi

Mi sembrava una polemica sterile ma non lo è affatto.

Curioso che l’ottimo Carlo Formenti si sia limitato, nel suo articolo apparso su Corriere Economia, a riprendere soltanto la parte meno interessante dell’articolo del New York Times che ha sollevato la bufera.

In effetti a leggere l’articolo parrebbe che a Silicon Valley se il genere non è femminile e non è attraente, le pierre non funzionano. Bella scoperta!

Come direbbero loro: so what else is new?

Leggetevi la debole e discutibile precisazione di Richard Edelman, verosimilmente seccato perché una sua ex dipendente ha occupato una pagina del NYT

Non ne avrei neppure accennato se non fosse per una sorprendente affermazione di Jon White, ripresa poi da Dejan Vercic in chiusura del recente simposio di Bled.

Il primo aveva sostenuto che nell’ultimo decennio la cultura popolare aveva spostato l’asse della rappresentazione del relatore pubblico dal giornalista mancato, sfigato, mentitore e scemo a quello di una figura diversa, diabolica ma simpatica, assai più credibile, rispettato e influente rispetto a prima del 2005.

A sostegno ha citato il lavoro di K Miller, PR in Film and Fiction, 1930—1995, from the Journal of Public Relations Research, 11 (1) 3 – 28, dicendo che una revisione di questo lavoro è in pubblicazione in queste settimane e nel quale si sostiene che sia in corso proprio questo sostanziale miglioramento.

E’ allora intervenuto Dejan Vercic, sostenendo invece che la progressiva femminilizzazione della professione, fra le tante conseguenze positive, ha anche contribuito a produrre nell’opinione pubblica la percezione che le relatrici pubbliche abbiano tanto successo quando siano carine e disponibili…

E ha ovviamente citato, fra i tanti casi, quello di Sex and the City, che come sapete è un successo planetario.

Mah? Boh?
Ma allora, conviene essere belli?

E se si, conviene approfittarne?
E se si, al maschio conviene essere gay, oppure confidare nella inarrestabile crescita delle donne manager?

Scherzi a parte (come si fa prendere queste cose sul serio?), in questi giorni… anche in base alle vicende di casa nostra non possiamo certo permetterci di prendercela con i nostri colleghi americani, ma mi pare che il livello di questa polemica sia proprio infimo.

Che ne pensate voi?

Documenti

Rp_-_Meglio_su_Twitter.pdf.

3 Commenti

daniela255 il 15/07/2009 :

Che ne pensiamo caro Toni?

E’ una di quelle cose per cui se te la prendi, o ne rimarchi l’inopportunità, rischi di essere bollata come una veterofemminista in tema di rivendicazioni dal sapore oramai polveroso, d’altra parte se taci, sorridendo come all’ennesima boutade in tema, potrebbe quasi sembrare connivenza con
un genere di pensiero che, non nascondiamocelo dai, circola, eccome se circola, a mo’ di nota particella nelle menti sgombre da costrutti e pensieri.

Tanto più che questa polemica più che infima mi sembra sterile e priva di presupposto, visto che tanto non c’è tacco a spillo che tenga: le poltrone, gay o meno, sono sempre maschili!
;-)

Piuttosto un elemento mi incuriosisce ed è quello della percezione della professione: da mero "sfigato a “credibile ed influente” non mi sembra dettaglio di poco conto…solo questione di bellezza?

toni muzi falconi il 16/07/2009 :

anche io attendo con interesse la pubblicazione del secondo rapporto sul tema preannunciato da Jon White a Bled.

Maurizio il 17/07/2009 :

Io penso che la “bellezza” non abbia un ruolo determinante, ma concorra al successo di una persona. Un professionista di RP dovrebbe avere qualità come bellezza, fascino, voce seducente, savoir-faire.
Per quanto riguarda il commento precedente sul sesso del PR, io penso che i gay rimangano una via-di-mezzo, componenti maschili forti e componenti emotive femminili. Notiamo infatti come loro vadano d’accordo con uomini e donne etero senza problemi ed evitando rivalità legate al “sesso di appartenenza”.