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Klaus Davi, come ti piazzo il cliente
Parte del lavoro dei professionisti delle Rp consiste nel far parlare la stampa delle aziende per cui lavorano. Talvolta però vengono utilizzati dei mezzi non troppo “politically correct”. E’ di questi giorni il caso di Klaus Davi presentato su Italia Oggi.
01/04/2010, Media, 7 Commenti
di Claudio Plazzotta
Qualcuno fermi Klaus Davi. L’agenzia di comunicazione fondata e presieduta dal massmediologo, infatti, sta bombardando le redazioni di informazioni dall’attendibilità incerta, con uno stratagemma a dir poco stupefacente. E il bello è che giornali e tg abboccano, eccome se abboccano.
Ultima news della serie, quella secondo cui George Clooney, stanco di Elisabetta Canalis, non farebbe altro che giocare al poker on-line. La notizia è stata ripresa dalle agenzie stampa del 28 marzo (per esempio, Adnkronos delle ore 17,52), poi con ampio risalto dal web (dai portali Libero e Kataweb ai siti, tra gli altri, di Repubblica.it, Corriere.it, Il Messaggero.it, Il Mattino. it), fino alle versioni cartacee dei quotidiani del 29 marzo: Corriere della Sera, addirittura apertura di pagina 39 e pezzo su sei colonne, e poi, tanto per citarne alcuni, Messaggero, pag. 15, La Stampa, pag. 42.
La tecnica di comunicazione adottata da Klaus Davi è la seguente: nel comunicato diffuso e inviato alle redazioni si attribuisce la notizia a un media estero (tanto chi si prende la briga di verificare), e poi si parla sempre di «voci dei bene informati», «amici che avrebbero confidato», tutte indiscrezioni che vengono riprese «secondo quanto pubblicato dal Metropolitan Post». Un bel nome, che suona internazionale e dà autorevolezza al tutto. MetropolitanPost.com, tuttavia, altro non è che un giornale on-line italiano, dove sono pubblicate solo notizie riferibili alla Klaus Davi. Tanto che il dominio di quel sito (www.metropolitanpost.com) è stato registrato da Comunicazione Democratica, un’organizzazione il cui admin è Sergio Klaus Mariotti, cioè il vero nome di Klaus Davi.
Davi, quindi, utilizza la notorietà dì grandi personaggi, che difficilmente si abbasseranno a smentire le notizie, e affianca la loro celebrità a brand di cui lui segue, o vorrebbe seguire, la comunicazione. Questa è una sua vecchia tecnica, che ogni tanto usa ancora, e che i giornalisti, ormai, conoscono. Per esempio, lo scorso 13 ottobre l’agenzia del massmediologo ha veicolato una news secondo cui l’ereditiera Paris Hilton avrebbe voluto essere la prescelta per la manifestazione «Veneto tra la terra e il cielo», ma il vicepresidente della regione Franco Manzato «ha puntato come madrina televisiva sulla bellissima Elenoire Casalegno», Ognuno può farsi una opinione sulla veridicità o meno della notizia. Da un po’ di tempo, tuttavia, Davi ha fatto un salto di qualità. Attribuisce, cioè, direttamente ai grandi vip internazionali alcuni fatti, e, nei suoi comunicati, spiega che queste notizie sono state già pubblicate dalla stampa internazionale, e pure da alcune testate italiane, tra cui il Metropolitan Post. Che, come abbiamo detto altro non è che un quotidiano on-line fondato e controllai dallo stesso Davi.
Nell’ultimo caso, George Clooney non ne potrebbe più della Canalis e preferirebbe giocare poker on-line con gli amici Ben Affleck e Matt Damon. Ma siccome a poker è meglio giocare in quattro, ecco che i tre «si danno appuntamento on-line anche con un campione di poker italiano, professionista di Everest Poker Christiano Blanco». E se ne credete a Klaus Davi, lo dice il Metropolitan Post. Peccato che il Metropolitan Post sia di Klaus Davi ed Everest Poker sia una poker room on-line la cui comunicazione è seguita proprio dall’agenzia di Klaus Davi. Un corto circuito mediatico nel quale, tuttavia, continuano a cadere molti giornalisti italiani della carta stampata, della tv e dei di Internet.
Il massmediologo, per esempio, lo scorso 30 gennaio ha fatto pubblicare da agenzie stampa (una su tutte, l’Asca) che, sempre secondo il Metropolitan Post, l’attore George Clooney (quaicuno avvisi l’ufficio stampa dell’attore) avrebbe giocato mille schedine del SuperEnalotto per vincere il jackpot di 132,8 mln di euro e fare altra beneficenza ad Haiti. A Klaus Davi, ovviamente, è simpatica Lottomatica e Clooney, probabilmente, non smentirà nulla. La notizia, pure in questo caso, è stata ripresa, in ordine sparso, da Repubblica.it, Il Giornale.it e, tra gli altri, quotidianonet.
L’elenco di iniziative targate Davi è infinito: da Carla Bruni che sceglie borse Modus di Piquadro a scapito dei marchi francesi Hermès e Dior, facendo infuriare il presidente Nicolas Sarkozy, al numero uno della Casa Bianca Barack Obama che si allena a bowling con la Nintendo Wii; da Kate Middleton (la fidanzata inglese del principe William) che alle Bentley preferisce una Fiat 500 Abarth, a Brad Pitt pronto ad annunciare le nozze con Angelina Jolie al Martini Premiere di Milano, fino a Michelle Obama, la first lady a stelle e strisce, che beve solo vini Marchesi de Frescobaldi. Tutti i marchi citati, ovviamente, gravitano attorno all’universo Davi.
Qualche volta, tuttavia, le cose vanno meno bene. Lo scorso 2 maggio 2009, sempre citando l’autorevole Metropolitan Post, molti siti e quotidiani italiani hanno pubblicato la notizia secondo cui il magnate russo Roman Abramovich, in piena febbre da poker on-line, aveva perso uno yacht da 500 mila euro. L’entourage del patron del Chelsea ha intercettato la notizia, ha provveduto a smentirla e a fare causa alle testate che l’avevano ripresa. E pochi giorni fa, Repubblica ha dovuto pubblicare un trafiletto in cui si scusava dell’accaduto. Dovrà pure pagare i danni. E dire grazie, come sempre, a Sergio Klaus Mariotti.
Tratto da Italia Oggi
La vicenda di Klaus Davi è continuata oggi sulle pagine di Italia Oggi, in seguito alla denuncia da parte di Beppe Facchetti, neo presidente Assorel, di Klaus Davi al collegio dei probiviri dell’associazione, cui Davi risulta iscritto.
Il dibattito è in corso anche sul blog di PR Italia. Che ne pensate?

7 Commenti
Nicola Mattina il 01/04/2010 :
Sconcertante!
toni muzi falconi il 02/04/2010 :
Un fantastico pesce di Aprile, una beffa non inusuale del collega Mariotti.
In questa nostra fase post-futurista, con Ministri che rievocano Fahrenheit con i loro roghi di carte e neoGovernatori che rinchiudono la scienza e i suoi derivati nelle cantine delle Regioni, anche Klaus ha affidato alla coppia Carlo Collodi/Tim Burton un atto unico di rappresentazione della degenerazione del modello press agentry del vecchio Barnum…. quando anche la verosimiglianza assume i contorni della fandonia.
Insomma, un episodio divertente, sicuramente da censurare (anche se fosse solo in parte vero..) ma indubbiamente utile per riflettere sul fatto che quando un consulente sviluppa simile pratiche, c’è sempre qualcuno che le paga (nel caso, si tratta di relatori pubblici di alcune primarie imprese italiane) e qualcun altro che (variamente prezzolato) le pubblica come verosimili.
Rispetto a questi ultimi la questione riguarda l’ordine dei giornalisti e gli editori responsabili.
Rispetto ai primi invece siamo sempre coinvolti noi relatori pubblici, questa volta interni all’organizzazione.
Consapevole che l’episodio è, sì, minimo nelle sue conseguenze più dirette, ma soltanto la punta di un iceberg di pratiche comuni che producono conseguenze ben più devastanti per il benessere della società (penso ad esempio all’abitudine delle maggiori imprese di affidare il ‘lavoro sporco’ a disponibili consulenti esterni), mi chiedo se non sia opportuno che Ferpi ed Assorel producano un sforzo comune affinché la compliance delle imprese alla legge 231 includa anche modalità di reporting e di monitoraggio delle attività dei consulenti e non solo dei dirigenti.
In questi ultimi giorni il tema della compliance alla 231 è stato oggetto di interessanti contributi interpretativi e applicativi sul Sole 24 Ore da parte di attenti politici come Franco De Benedetti e magistrati come Paolo Ielo e della responsabile della materia per Confindustria.
Perché non cogliere questa opportunità per costringere i nostri colleghi nelle imprese ad assumersi le loro responsabilità professionali, prima ancora che aziendali?
Raimondo Garpetz il 06/04/2010 :
E’ vero, siamo in una fase post-futurista: personaggi paradossali fanno i ministri e Klaus Davi continua a lavorare.
La Brambilla si occupa di turismo e Tiziana Rocca insegna a “fare le PR”.
Intanto saggi e intellettuali stanno a guardare, accoccolati sui loro divani, sornioni come i loro gatti.
Ha ragione Monicelli: ci vuole la rivoluzione.
Oppure ha ragione Minzolini: a ’sto punto vendiamoci.
Luca Alfieri il 12/04/2010 :
Condivido le parole di Falconi.
Al di là della popolarità di Klaus Davi, un Public Relator non dovrebbe fondare le proprie competenze sulla reputazione e l’etica professionale?
Per quanto “tonti” i giornalisti che ci cascano, non è questo un cattivo modo di interpretare il ruolo di Public Relator?
Nelle Pubbliche Relazioni la credibilità del professionista è un elemento oltremodo importante. Insomma: ci casco una volta, non ci casco più.
nicoletta cerana il 14/04/2010 :
Se il metodo di lavoro del collega Davi/Mariotti stupisce, stupisce ancora di più che soltanto oggi se ne parli a vario titolo ( di cronaca, di etica professionale, di deferimento ai probiviri….).
Ma io mi domando: dove eravamo tutti 15 anni fa quando il collega iniziò a costruire la sua popolarità ( perchè è indubbio che Davi è il “pierre” più popolare d’Italia) con questo metodo? E oggi il metodo è sempre lo stesso perchè come tutti sappiamo “il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Forse che 15 anni fa ci piaceva e oggi abbiamo cambiato gusto?
joshua il 14/04/2010 :
Sono abbastanza d’accordo con Toni qui, finchè c’è chi paga, questi sistemi ci saranno e chi li usa verrà premiato in qualche modo.
Questo non toglie che la correttezza, l’etica, e il buon comportamento professionale non sia il percorso da seguire, anzi, lo conferma. Tocca a noi, se vogliamo superare i predgiudizi, l’accorpamento nell’immaginario collettivo con i promotori di dicoteche, e un fisco che ci guarda ancora nella stessa categoria degli escort, dare l’esempio.
Quanto siano svegli i giornalsiti è quello che dovrebbe interessarci di meno.
David il 18/06/2010 :
allora guardate questo meraviglioso sito http://www.marketingetv.com/
e fate una ricerca su quante notizie vengono riprese da questo serio e preciso contenitore…
poi magare ri-fate una visura e scoprirete altre cose interessanti sul nostro davi
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