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Le Relazioni pubbliche

Le Relazioni Pubbliche, approdate in Italia nel dopoguerra, iniziano ad affermarsi negli anni ’60 ma diventano una professione solo con la nascita di Ferpi, nel maggio del 1970. Gli anni ’80 le consacrano come funzione indispensabile per le imprese. Dalle attività di relazioni con i media, quella ancora oggi chiamata ufficio stampa, iniziano a farsi largo anche altre attività che ne diventeranno funzioni specialistiche: le relazioni istituzionali, la lobbying con le organizzazioni di dimensioni più rilevanti (governo, banche, associazioni industriali, organismi internazionali, cerimoniale, etc.), le relazioni industriali, le relazioni internazionali. Comunicazione oggi è sinonimo di reputazione, strategia, ricerca del consenso. Il successo di Milano e dell’Italia con l’assegnazione dell’Expo 2015 ha dimostrato il peso che i fattori comunicativi e relazionali assumono sul terreno della competizione internazionale legando sia logiche di promozione esterna che logiche di consenso locale.
Oggi non c’è impresa di qualsiasi dimensione, che non vanti almeno un addetto o un’agenzia di comunicazione:
- le prime 100 aziende di Assonime hanno una direzione comunicazione;
- le Pubbliche Amministrazioni hanno URP e funzioni organizzate per dialogare con i cittadini;
- gli imprenditori promuovono il proprio business con la comunicazione, lo costruiscono in base all’analisi degli stakeholders.
È cominciata dunque la seconda era della comunicazione: le organizzazioni, comprese le Pmi, e gli individui (politici in testa) hanno capito che non se ne può fare a meno. Ha assunto un ruolo strategico e trasversale ad ogni altra funzione, nella governance delle organizzazioni.
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