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Comunicare il territorio e luoghi d'arte con un romanzo?
Comunicare il territorio e luoghi d'arte con un romanzo? La narrativa come utile strumento di promozione turistica.
17/07/2008, Chiara Patarino, 2 Commenti
Comunicare il territorio e luoghi d’arte con un romanzo? La narrativa come utile strumento di promozione turistica. Coniugare l’esperienza di comunicatore con quella di autore. E’ stato recentemente pubblicato ” Nodi e misteri”,ed Kimerik, mio romanzo di esordio dopo alcuni libri di narrativa per l’infanzia con la serie di Tino il cioccolatino, ed.Piemme. Giallo sentimental psicologico ambientato a Genova dove i luoghi diventano sensazioni che sottolineano puntuali la trama del racconto. Scorci, prospettive, panorami che, come le tessere di un puzzle, ricostruiscono il disegno della città, il centro storico e le strade ottocentesche, i grandiosi palazzi, i musei e le sontuose antiche dimore, il porto e la collina.Suggestive informazioni sulla Liguria attraverso il tessuto narrativo con l’obiettivo di farla conoscere a nuovi interlocutori incentivandone la visita. Il romanzo è stato presentato a Genova a Palazzo Lomellino nell’ambito di un incontro promosso da Ferpi, sulle potenzialità della letteratura come promozione dei luoghi, con la presenza attiva delle istituzioni locali territoriali.

2 Commenti
giancarlo255 il 17/07/2008 :
Chiara ha colto nel segno un fenomeno proprio dei nostri tempi: comunicare un territorio, un luogo, un sito archeologico attraverso un romanzo sta diventando una prassi – magari ancora inconsapevole – diffusa a cui dovremmo dedicare più attenzione.
Effettivamente riuscire a far inserire un luogo, un museo, la strada di una città, un ristorante, un albergo o un festival nella trama di un libro potrebbe risultare una scelta vincente.
I dati che ci vengo dagli editori non sono incoraggianti e, tra l’altro, l’Italia è fanalino di coda in Europa per la vendita di libri, però già da qualche anno alcuni libri ci hanno abituato a fenomeni di turismo letterario, in alcuni casi anche di massa. Pensate a Harry Potter o al Codice da Vinci per citare i più noti. La Bibbia è forse il libro che più di ogni altro ha prodotto questo fenomeno. E quanti (una intera generazione! … la beat generation) hanno seguito le orme di Jack Kerouac ripercorrendo quegli stessi luoghi descritti nel famosissimo “On the road”…
Una prassi non nuova dal momento che nei secoli scorsi i viaggi in Italia e i relativi resoconti, spesso sottoforma di romanzo, di grandi scrittori diedero vita a quello che sarebbe diventato “Il grand tour”
Bisognerebbe iniziare a pensare al “city placement”… e chi se non un professionista di relazioni pubbliche sarebbe più adatto ad aiutare un sindaco, un imprenditore turistico, un grande chef o il direttore di un museo ad essere inserito in un romanzo o in un racconto…
Per il cinema e la televisione è una prassi ormai diffusa… iniziamo a pensarci anche per la letteratura. Tra l’altro, poi, da romanzi e racconti sempre più frequentemente vengono tratti film o serie televisive (vedi Montalbano).
biagio727 il 05/09/2008 :
D’accordissimo. Sarebbe bene incentivare premi letterari e cinematografici su temi incentrati sui luoghi italiani in particolare per autori stranieri e di lingue diffuse (inglese, francese, spagnolo, cinese).
Un’ulteriore interessante piega che ha il rapporto territorio-narrazione (romanzo-film, ecc.) è quanto alcuni territori e alcuni luoghi siano essi stessi una narrazione scritta sulla superficie geografica e urbana… un tema che andrebbe approfondito dal marketing territoriale/urbano coinvolgendo noi pr, i geografi e gli urbanisti.
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