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Sos Abruzzo: e se anche noi...

Mi chiedevo, in questi giorni in cui immagini e voci, le più varie e svariate (ma a volte anche piene di svarioni), ci hanno parlato del terribile terremoto che ha colpito l'Abruzzo, in che modo e se Ferpi potesse immaginare un' iniziativa per dare un contributo fattivo.

14/04/2009, Daniela Bianchi, 9 Commenti

Mi chiedevo, in questi giorni in cui immagini e voci, le più varie e svariate (ma a volte anche piene di svarioni), ci hanno parlato del terribile terremoto che ha colpito l’Abruzzo, in che modo e se Ferpi potesse immaginare un’ iniziativa per dare un contributo fattivo.

Insomma, mi permetto di lanciare una provocazione: passare dall’analisi ai fatti, promuovendo una comunicazione di sostenibilità.

Leggo di ordini e categorie professionali che stanno intervenendo a favore dei propri soci con le forme più varie di sostegno, potremmo provarci.

Ho aspettato a lanciare questo appello per non dare l’idea di un’iniziativa nata sull’onda emotiva, che normalmente segue a fatti di questo genere e perché ciascuno avesse il tempo di immaginare con la giusta consapevolezza l’azione più adeguata.

Non ci mancherà certamente il modo poi, di poterci raccordare con le organizzazioni che stanno coordinando gli aiuti.

un caro saluto Daniela

9 Commenti

carlo229 il 27/04/2009 :

Gentilissima Dr.ssa Daniela Bianchi,
ho appena letto il suo spunto di riflessione e subito mi sono attivato. Io vivo a Pescara e può capire il coinvolgimento in questo triste accadimento. In tempi non sospetti parlavo con il ns. Referente di zona (L’Aquila) il Dr. Joshua Lawrence di un evento che desse uno scossone all’intera regione Abruzzo nell’ottica della Comunicazione Aziendale Integrata. Dio solo sà quanto ne abbiamo bisogno. Purtroppo per evidenti ragioni il progetto é rimasto lettera morta, ma grazie a questo Suo spunto mi piacerebbe immaginare la fattività dello stesso in termini realistici e necessari per una economia che non é completamente espressa nella sua potenzialità. Sappiamo bene quale beneficio possà apportare una corretta e fattiva comunicazione, specialmente là dove é necessario che si inneschi una nuova forza generatrice per il bene comune regionale quindi con le
ricadute immaginabili.
Auspico l’opportunità di un convegno quindi che abbia come fulcro la comunicazione intesa anche come comunic..azione.
Nel frattempo avevo ripreso il discorso col Dr. Lawrence
il quale entusiasta avrebbe voluto poter fissare il titolo del convegno nel senso del “Comunicare la ricostruzione”. Penso che in due giornate si possà organizzare questo evento in due zone tematiche distinte e separate, uno per la ricostruzione e l’altro dedicato alle aziende.
Restando in attesa di un Suo gentile cenno di riscontro porgo i miei più cordiali saluti.
Carlo Colucci
(335.7073726)
(colucci_carlo@yahoo.it)

daniela255 il 28/04/2009 :

Buongiorno Carlo,
Raccolgo la sua proposta e prontamente la giro a tutti i colleghi, per raccogliere suggerimenti ed idee;
ragioniamoci insieme…

(che ne dice se passiamo all’abolizione di titoli vari?).

un caro saluto
Daniela B.

antonio325 il 28/04/2009 :

Altroché se accogliamo la proposta. Se ne è già parlato nella Conferenza programmatica di Roma, e possiamo certamente organizzare l’iniziativa in poco tempo. Inutile dire quanto sia alto l’interesse e quanto la situazione richieda attenzione e azioni positive.
I quotidiani passano a parlar d’altro (oggi influenza suina, domani – temo- il rischio alluvioni) e non sarà certamente la proposta di Berlusconi di fare a L’Aquila il G8 che darà la spinta necessaria.
Personalmente ho poca esperienza sulla comunicazione territoriale post-terremoto. Ma nel network Ferpi qualcuno troviamo: penso a Giampaolo Gironda, a Luigi Norsa, ma certamente si farà avanti qualcun altro.
Ma dove lo facciamo? a L’Aquila, a Pescara, a Roma, a Milano?
Dobbiamo andare sui giornali, questo è chiaro, e la parte tecnica-organizzativa non può essere sottovalutata.
Carlo e Joshua possono cominciare a buttar giù una scaletta?
Antonio R.

daniela255 il 28/04/2009 :

propongo l’Aquila, posso dare una mano per l’organizzazione e se pensate che una delle sale dell’ ormai famoso quartier generale lossa andar bene, mi metto all’opera…

salvatore487 il 28/04/2009 :

Dai..fosse la volta buona che, a parte le parole che sono il nostro pane quotidiano, facciamo della comunic-AZIONE.
Personalmente torno nuovamente sul posto giovedì pomeriggio, se posso essere utile fatemi sapere.
Suggerisco come location L’Aquila e ovviamente la scuola della GDF, visto che come dice Antonio dobbiamo andare sui giornali è li il centro mediatico.
In ogni caso sono a disposizione.

antonio325 il 29/04/2009 :

Anche ll facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma avvia un gruppo di lavoro sul terremoto dell’Aquila.

Ci siamo sentiti e sicuramente troveremo sinergie. A Roma gli studenti abbruzzesi sono moltissimi e cercheremo di coinvolgerli nel progetto.

Questo è il comunicato di annuncio

Terremoto in Abruzzo: alla Sapienza una ricerca sulla comunicazione d’emergenza
In seguito al terremoto in Abruzzo, la Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma ha ufficialmente avviato un gruppo di ricerca sulla comunicazione d’emergenza e sulla copertura giornalistica dell’evento, allo scopo di raccogliere ed elaborare dati sulle prestazioni complessive del sistema dei media e sulle funzioni associate ai diversi canali comunicativi, puntando in particolare ad indagare il ruolo della comunicazione interpersonale e il rilevante contributo della rete come spazio di dibattito e come infrastruttura della mobilitazione della “società civile”.
La ricerca mette al centro i contenuti, il pubblico e le testimonianze dei protagonisti, puntando dunque a ricostruire il terremoto attraverso uno sguardo ai diversi processi e canali comunicativi. Verranno considerati diversi focus d’analisi: ruolo e performance dei media generalisti nelle emergenze; le novità comunicative che si profilano nelle situazioni di crisi; Il ruolo della radio nella diffusione delle prime notizie e nella mobilitazione del pubblico; Blog, Facebook e Youtube come canali dell’attivismo comunicativo in rete.
E’ inoltre previsto un approfondimento delle differenze tra l’evento vissuto in prima persona e la sua rappresentazione mediale, attraverso il coinvolgimento diretto degli studenti che risiedono in Abruzzo.
Il gruppo di studio, diretto dal preside Mario Morcellini, e coordinato dal dott. Andrea Cerase, ha già raccolto le adesioni di oltre venti studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale, inserendosi in un percorso di ricerca avviato da molti anni presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione, che ha dato vita alla pubblicazione di diversi volumi e saggi di ricerca, tra cui “Torri crollanti. Comunicazione, media e nuovi terrorismi dopo l’11 settembre”.

Per informazioni e contatti: andrea.cerase@uniroma1.it

salvatore487 il 01/05/2009 :

Domani 1° maggio sarò nuovamente a L’Aquila, per portare un ulteriore carico di cose utili, ma soprattutto per sentire la gente e accogliere e raccogliere gli umori e i sentimenti. Ho già detto che io sono per la comunicazione dal basso e questo a mio avviso è uno dei modi di farne.

Sto attivando un progetto con gli amici di radio L’Aquila 1, unica emittente radiofonica privata presente nel capoluogo abuzzese. Attualmente l’emittente avendo la sede inagibile, trasmette da una sede provvisoria accanto a quella della protezione civile. In pratica è stata trasformata in una radio di informazione di servizio.
Ho intenzione di creare, attraverso una regia mobile, una radio che sia ancor più di servizio e che riesca a scendere direttamente nei campi, tra le tende e tra la gente.
Coinvolgerò altre emittenti private locali sul territorio nazionale in modo che, specialmente in questo momento che i riflettori dei network si stanno spegnendo, ci sia una voce che tiene alta l’attenzione e sia in grado di comunicare gli sviluppi del post emergenza.
Al momento stiamo cercando un mezzo per realizzare la regia mobile, nel senso di un camper o qualcosa del genere e poi partiamo.
Mi faceva piacere condividere con voi questo progetto o meglio idea/azione.

Approfitto per dire anche un’altra cosa. Penso che al di la dei progetti di comunicazione e dei gruppi di studio, tutti quelli tra noi che lavorano in aziende di vario genere, parallelalmente potrebbero anche portare un contributo concreto e materiale. Ci sono tante cose che potrebbero servire ancora a chi vive al momento in una tenda ed ha perduto tutto, pensate quanto materiale abitualmente sprechiamo solo per fare una presentazione di un prodotto alla stampa.
Magari lo avete già fatto, ma nel dubbio meglio proporlo una volta in più.

ANTONIO personalmente,nel mio piccolo, ho utilizzato tutti gli strumenti che menzioni nei focus di analisi. La radio, il web, il blog, facebook e youtube. Il risultato dal punto di vista comunicativo è stato decisamente interessante e diverso rispetto a eventi analoghi accaduti precedentemente.

letizia617 il 01/05/2009 :

Colgo con interesse lo spunto di organizzare a L’Aquila un convegno sul tema della ricostruzione, cavalcando pero’ la provocazione di Salvatore punterei l’accento su AZIONE e sulla comunicazione dal basso. Quello che leggiamo oggi sulla stampa, vediamo sulle tv e i proclami dei politici, evidenziano che tanto si sta gia’ facendo; non so se qualche istituto di ricerca si sta gia’ muovendo a riguardo ma potrebbe esser utile capire effettivamente come la gente coinvolta dal disastro sta vivendo questi aiuti, se al di la’ del supporto subitaneo di tende, cibo e coperte si sentono assistiti veramente e se no cosa vorrebbero che le istituzioni e la comunita’ civile facesse per loro. C’e’ un’altra cosa alla quale penso con insistenza negli ultimi tempi; questo e’ stato il primo terremoto riportato con cosi’ tanta attenzioni dai media e sul quale gli interventi pubblici, almeno sulla carta, sono stati immediati… Come si e’ fatto finora per gli altri disastri ambientali di questo tipo? Penso ad esempio al terremoto del Friuli o a quello dell’Irpinia (cito i due che al momento mi ricordo perche’ piu’ clamorosi, il primo perche’ ha dimostrato grossa capacita’ di riscostruzione da parte della popolazione friulana, il secondo per gli abusi, i fondi dispersi, le condizioni nelle quali ancora oggi vivono molti sfollati….); perche’ quindi non fare un benchmark tra il prima ed il dopo, utilizzando come spartiacque proprio la comunicazione intesa come web 2.0 (scusate non mi piace il termine perche’ abusato, ma e’ solo per esprimere il concetto della partecipazione attiva di tutta la comunita’)?

salvatore487 il 02/05/2009 :

Ciao Letizia, la tua proposta a me sembra molto interessante. Potrei volendo iniziare a raccogliere, grazie al lavoro che stiamo già svolgendo con i ragazzi di radio L’Aquila 1, delle testimonianze dirette.
Posso dirti invece, almeno per quella che è la mia esperienza riguardo i tuoi punti di domanda, che almeno dal punto della radiofonia, l’attenzione c’è stata anche nei due disastri di cui parli. I tempi sono cambiati e ad oggi “l’amplificazione” è moltiplicata in modo esponenziale.
Bisogna anche dire che, ahimè, come puoi notare dai principali mezzi di informazione nazionale i riflettori sono già spenti. Sono puntati su altre cose e si riaccendono solo quando personalità del mondo politico vanno a fare passeggiate a L’Aquila.
C’est la vie!

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