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La Toscana attiva la "Banca Dati dei Saperi delle Donne"

Tratto da www.municipia.it

01/05/2010, Francesca Albanese, 3 Commenti

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La Toscana ha messo on line da alcuni giorni la “Banca Dati dei saperi delle donne” che permetterà alle donne toscane di mettere in rete le proprie compentenze e i propri saperi. Grazie al sito, presentato a Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio regionale, dalla presidente della commissione Pari opportunità, Chiara Grassi, e dal vicepresidente uscente della Giunta toscana, Federico Gelli, che ha la delega alle Pari opportunità, le donne potranno inserire il loro profilo e gli enti pubblici potranno attingere informazioni e profili professionali che potrebbero tornare utili.
“Questa banca dati è prevista dalla recente legge sulla cittadinanza di genere”, ha spiegato Grassi. Che ha specificato: “Si tratta di un archivio che conserverà informazioni sulle caratteristiche scientifiche, professionali ed artistiche delle donne al fine di permettere la conoscenza dei loro saperi e delle loro formazioni presso gli enti pubblici”. E ancora: “Ma sia chiaro che attraverso questa banca dati non si acquisisce un posto di lavoro. Il nostro compito è informativo e non intediamo assolutamente sostituirci ai centri per l’impiego o alle strutture di collocamento”. La banca dati, attualmente gestita dalla Giunta regionale, dal prossimo anno, cioè dal 2011, sarà gestita dal Consiglio toscano e in particolare dalla commissione Pari opportunità. Un aspetto, questo, che è stato sottolineato da Gelli. Il quale, dopo essersi dichiarato:“molto soddisfatto del lavoro svolto e dal risultato ottenuto”, ha sottolineato: “Il fatto che l’archivio sarà gestito dalla commissione Pari opportunità ha un preciso significato. Esso, infatti, dovrà diventare patrimonio dell’intera comunità toscana”. La Banca dei Saperi, la cui denominazione era inizialmente Albo dei Talenti, è prevista dalla legge sulla cittadinanza di genere del 2 aprile 2009. Le donne che decideranno di iscriversi ad essa, nel rispetto delle leggi sulla privacy e sul trattamento dei dati personali, potranno farlo in modo gratuito ed in ogni momento potranno decidere di togliere il loro profilo. Lo scopo della “Banca Dati dei saperi delle donne” sarà dunque quello di far conoscere, col consenso delle interessate, le loro competenze ed i loro titoli di studio, esperienze ed attitudini varie, alle pubbliche amministrazioni che, una volta visionato un curriculum, dovranno chiedere il consenso alla diretta interessata per sapere chi è ed eventualmente per mettersi in contatto con lei.

Web
Banca Dati dei saperi delle donne <http://www.saperidelledonnetoscane.it/saperidonna/>

3 Commenti

valeria232 il 02/05/2010 :

Mi sembra un’iniziativa molto interessante, anche se a dire il vero non riesco mai a capire il senso di una divisione di genere in un settore come il lavoro ( in altre sfere assolutamente si…). curioso anche il fatto che si tratti di una banca dati “chiusa” , disponibile cioè solo alla pa, forse poi davvero si creava una sovrapposizione rischiosa con i centri dell’impiego o le altre strutture di collocamento privato….grazie per la segnalazione Franci

francesca il 02/05/2010 :

Sarebbe bello se non fossero necessarie iniziative ‘di genere’, significherebbe non dover parlare più di pari opportunità, ma la realtà dei fatti oggi non è questa soprattutto, ma non solo, nel settore del lavoro. Mi piacerebbe che, anche tra le professioniste della comunicazione, si dedicasse più attenzione a queste problematiche senza timori o scetticismi. La Toscana dimostra ancora una volta di essere un passo avanti… un buon esempio.

valeria232 il 03/05/2010 :

in effetti un po’ di diffidenza ce l’ho, ma non tanto sugli interventi in favore delle donne, anzi, dove hai ragione tu ce ne è bisogno. Piuttosto nutro un po’ di disillusione verso le politiche attive pubbliche per il lavoro…

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