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ROAN JOHNSON VINCE IL BERTO 2010
Con “Prove di felicità a Roma Est” (Einaudi)
18/06/2010, Laura Falcinelli, Commenti
Italianissimo, nonostante il nome, Roan Johnson si è aggiudicato la XXII edizione del Premio Letterario Giuseppe Berto con il suo primo romanzo “Prove di felicità a Roma Est”, edito da Einaudi (Stile Libero, pp 166, € 16,50).
“Prove di felicità a Roma Est” è un esordio tenero e spigliato, senza volontà di strafare, dove colpisce la fluidità del linguaggio che non ha bisogno di artifici per arrivare all’autentico. Soprattutto, colpisce la prospettiva dello sguardo. Roma, la periferia, la realtà giovanile non sono osservate dall’alto e nemmeno estremizzate in macchiette. E’ uno sguardo a livello della strada, a quattr’occhi con i protagonisti. Narra la storia di Lorenzo Baldacci, 21 anni, toscano, approdato nella Capitale per cercare di prendere finalmente il diploma in un liceo “calcioinculo”, uno di quelli privati in cui paghi e ti promuovono. A Roma si ritrova a dover sbarcare il lunario facendo il pony-pizza. Con la sua Vespa Primavera si rovina la schiena a ogni buca delle strade romane, e spia le persone, le loro vite, per cercare di afferrare la città, cambiare punti di vista, e finalmente capire. In questa schiera di personaggi s’imbatte in Samia, la ragazza che attira gli sguardi di tutti, e per tutti resta un inaccessibile mistero, compreso Lorenzo che se ne innamora.
“La vicenda amorosa – si legge nella motivazione di Giorgio Pullini – si trascina fra impulsi e insoddisfazioni con una rapidità e anche relatività che è tipica di certa gioventù di oggi, schietta ma inconcludente. La prosa si snoda a ritmo sincopato, incisiva e spontanea, finché Lorenzo perde l’alloggio e il lavoro, oltre a Samia: tutto sembra sfumare verso la scioltezza di un “quotidiano” senza costrutto, ma è percorso da vene di malinconica solitudine. Un romanzo attuale, perciò, e spregiudicatamente, disinvolto: da leggersi in controluce, più per quello che sottintende che per quello che rivela”.
Un romanzo che, secondo alcuna critica letteraria, richiama John Fante per la naturale disposizione a fallimentari sogni di riscatto, a Luciano Bianciardi per la capacità di raccontare la “vita agra” di un provinciale che va in città, al cinema di Paolo Virzì per il linguaggio. Insomma, un esordio che segna l’annata letteraria, insieme a quello degli altri quattro finalisti: Silvia Avallone con “Acciaio” (Rizzoli) – attualmente in corsa per lo Strega -, Angela Bubba con “La casa” (Elliot), Valentina Fortichiari con “Lezioni di nuoto” (Guanda) e Giulia Villoresi con “La panzanella” (Feltrinelli).
Il sito dell’autore: http://roanjohnson.com/ (da visitare) con “Brevi vaneggiamenti di ringraziamento per il Premio Berto” (da ascoltare).
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