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COMUNICARE GIOCANDO

Da oggi è gratis in tutti gli Autogrill “In viaggio con Bruky”, il nuovo libro-gioco ideato da Alexandre Levy.

13/07/2010, Rossella Patalano, 1 Commento

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Molti già sono partiti, altri si stanno accingendo a farlo.
Si prepara la valigia, colma di “voglia di estate” e si cerca in quei momenti di mettere da parte tutti i pensieri, le rogne e gli affanni che lo stress quotidiano del lavoro e della città ci attanaglia ogni giorno.
Si va in vacanza per “rigenerarsi” e per riprendere un po’ il contatto quotidiano con la famiglia che durante tutto l’anno rischia di essere minacciato e compromesso.
In queste settimane di ferie di agosto tanti riscoprono davvero il piacere di stare con i propri figli.
Allora in questo scenario di vita di vacanze, il libro-gioco “In viaggio con Bruky”, iniziativa intrapresa da Alexandre Levy, sviluppato dall’agenzia di comunicazione Ogilvy in collaborazione con Banco Popolare, può essere davvero un ottimo strumento per continuare a svolgere la “professione” di genitori.
A questo proposito prendo spunto dal sito internet “genitori crescono”.
( http://genitoricrescono.com/play-therapy/ ) dove lo scorso 7 dicembre è stato pubblicato un articolo dal titolo “La Play Therapy: il gioco come comunicazione” e ne faccio mie alcune riflessioni, comparandole alla nuova uscita del libro-gioco.
La Play Therapy è “una pratica psicologica- emozionale utilizzata già in molti paesi, dove il gioco assume il ruolo di protagonista”, grazie anche al quale si amplifica e sensibilizza la comunicazione tra genitori e figli.
Il libro-gioco “in viaggio con Bruky”, così, può davvero essere utilizzato come strumento per una buona “play therapy”, un momento di contatto e maggiore interazione tra il mondo dei bambini e quello dei “grandi”, senza ricorrere a strumenti tecnologici, che spesse volte sono “nocivi” per la creazione di relazioni, portando addirittura genitori e figli su piani diversi.
Col libro- gioco, invece, è come se questi piani venissero riavvicinati, diventassero un unico piano, perché in questo campo l’uno non può prescindere dall’altro.
I giochi sono stati creati affinché la creatività, l’immaginazione, la spensieratezza e l’“incoscienza” dei bimbi vada a pari passo con l’esperienza, la saggezza e la competenza dei più grandi.
L’uno ha bisogno dell’altro per andare avanti e completare il percorso proposto da “Bruky” e così ci si ritrova più uniti, anche e soprattutto in vacanza, e si fa del gioco uno strumento di comunicazione imprescindibile del rapporto, che aiuterà a mantenere la serenità desiderata anche quando si ritorna dalla vacanza, senza aver bisogno di un altro periodo di “riposo” dalla famiglia e dai bambini.
“In viaggio con bruky” aspetta tutti alle casse degli autogrill, è gratis, fino ad esaurimento scorte, e si possono seguire i nuovi giochi e iniziative anche sulla pagina di fb
http://www.facebook.com/profile.php?id=1273124297#!/group.php?gid=141758842507402&ref=mf ” che può essere suggerita a tutti gli amici.

Allora, anche in vacanza, è tempo di COMUNICARE GIOCANDO!

1 Commento

giovanni915 il 20/07/2010 :

Eccellenti gli spunti che offre la lettura di “Comunicare giocando”: l’articolo invita alla riflessione non solo sull’importanza del rapporto genitori-figli, ma offre anche l’opportunità di pensare più in generale alla comunicazione di relazione, riguardo l’efficacia del gioco sociale (“caldo”), rispetto a quello individuale (“freddo”) e dei giochi tecnologici, che inducono i bambini “nativi digitali” a relazionarsi sempre di meno con gli adulti.
Nel rapporto tra il bambino e l’adulto, infatti, il valore che acquisisce il gioco è dato dal peso specifico del tipo di relazione che riusciranno a “costruire” entrambi attraverso il gioco.
In questa frase che sembra uno “scioglilingua” di pensieri, mi sono venute in mente per associazione di idee, le teorie del medico-psicanalista ERIC BERNE, http://it.wikipedia.org/wiki/Eric_Berne , che verso la fine degli anni ‘50 a San Francisco, presentò i suoi studi sull’“ANALISI TRANSAZIONALE” (vedi anche “teoria dei giochi”).
Gli studi di Berne diedero origine in quel tempo ad un nuovo metodo psicoterapeutico e ad una nuova teoria della comunicazione. L’Analisi Transazionale si basa sull’analisi delle “transazioni”, ossia, sull’osservazione delle manifestazioni esterne e del rapporto sociale.
Oltre ad essere un buon “metodo di ascolto” è una teoria sistematica dello studio della personalità e delle dinamiche sociali, utile per acquisire una diversa chiave di lettura nelle relazioni interpersonali e, a mio avviso, un valido strumento di analisi della comunicazione anche per i relatori pubblici.
Grazie al GIOCO i bambini e gli adulti si possono incontrare diversamente e, fuori dai ruoli precostituiti, possono trovare INSIEME una nuova forma di COMUNICAZIONE.

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