• Ferruccio De Bortoli e Andrea Pezzi chiudono il 2017 di Ferpi Lombardia

    Due protagonisti di alto profilo, il giornalista Ferruccio De Bortoli e Andrea Pezzi, eo e founder di Gagoo Group, hanno consentito ai comunicatori lombardi di confrontarsi, durante i due incontri organizzati e promossi dalla Delegazione Ferpi Lombardia nei giorni scorsi.

    19/12/2017 | Senza categoria | Commenti (0)

    di Orazio Ragusa Sturniolo



Con una “due giorni” di grande valore s’è concluso, lo scorso 14 dicembre, l’anno della Delegazione Lombardia di Ferpi. Tanta partecipazione ed entusiasmo diffuso hanno, del resto, accompagnato i due appuntamenti promossi nel quadro delle attività annuali del gruppo guidato da Alessandro Papini.

Gli incontri con Ferruccio De Bortoli e Andrea Pezzi hanno consentito ai comunicatori lombardi di confrontarsi e interagire con due personalità di alto profilo, il cui contributo si innesta bene nel percorso di meeting ed eventi avviato in questo primo anno di lavoro.

Dopo aver analizzato le relazioni speciali tra “comunicazione e potere” rileggendo il testo di Manuel Castells insieme a Stefano Rolando dell’Università IULM; aver indagato i meandri più critici della nuova teoria della comunicazione digitale proposta dal filosofo coreano Chul-Han con la partecipazione di Salvatore Carrubba, già Direttore de Il Sole 24 ore; e aver dedicato l’ultimo Oscar di Bilancio al tema della comunicazione finanziaria con Borsa Italiana e Università Bocconi. Ferpi Lombardia ha incontrato l’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, che ha presentato, nella splendida cornice del Grand Hotel et de Milan, il suo ultimo libro, “Poteri forti (o quasi)”, edito da La Nave di Teseo.

La serata è stata moderata dalla giornalista e scrittrice, Elena Salem, insieme al delegato lombardo Alessandro Papini e del Segretario Generale Ferpi, Rita Palumbo. Un testo, molto discusso e apprezzato dalla critica, che rappresenta un vero e proprio “diario” dedicato agli ultimi quarant’anni di storia del nostro Paese, denso di aneddoti dedicati a persone e fatti della finanza, della politica, dai media e della magistratura. La particolarità della trattazione è rappresentata dal particolare punto di osservazione dell’autore, da sempre profondo conoscitore e analista delle dinamiche del potere del Paese.

Il libro di Ferruccio de Bortoli – ha commentato Alessandro Papini nell’introduzione alla serata – è un compendio indispensabile per ogni comunicatore che abbia curiosità sulle vicende più significative del nostro Paese degli ultimi 40 anni. Perché unisce al racconto, sempre molto ricco di aneddoti e retroscena in grado di dare significato a passaggi non sempre chiari della storia repubblicana, anche una straordinaria capacità di leggere a posteriori, (e anche con voce critica) il rapporto tra i fatti accaduti e la rincorsa delle notizie che ne hanno caratterizzato la narrazione. Ne emerge un’analisi profonda sulla capacità comunicativa e informativa del Paese, e più in generale sul ruolo dei media nell’ambito di una società sempre più globale e digitale”.

A seguire, giovedì 14 si è svolto, l’atteso intervento dell’imprenditore, ex VJ di MTV, Andrea Pezzi. Il ceo e founder di Gagoo Group, grazie alla sua presenza, ha consentito all’associazione di sostenere, allo spazio UFN di Corso di Porta Nuova, le attività promosse dalla Fondazione Ivo de Carneri Onlus, a favore dei progetti nell’Isola di Pemba.

L’iniziativa, sul tema “Le quattro onde della Rivoluzione digitale”, ha dato vita a un viaggio nel mondo della tecnologia e dei social network, che ha affrontato le conseguenze prodotte dall’avvento della rete. Ma non solo: durante la serata, introdotta dal giornalista Orazio Ragusa Sturniolo, l’ex conduttore televisivo ha parlato della sua vita e della sua impresa di successo dedicata a progetti innovativi, nata dopo aver abbandonato lo schermo.

L’incontro è stato avviato con la lettura di una recente significativa dichiarazione di Andrea Pezzi: “… se c’è una strada che l’Italia può sperare di avere nel mondo di domani è quella di ritrovare nel suo passato la cultura capace di riprendere la strada interrotta dagli esistenzialisti del ‘900, perché […] è la comprensione del reale da parte dell’uomo una strada obbligata se si vuole evitare di venire darwinianamente superati dai robot”.

Il concetto chiave espresso ieri da Pezzi ha a che fare con l’umanesimo perenne: prima di tutto, occorre capire cosa è l’uomo e ciò che lo rende diverso dal robot per cogliere le prossime sfide del futuro.

                                                                         

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