• I media tradizionali non temono le fake news

    I media tradizionali non subiscono la minaccia delle fake news. Standard più elevati di credibilità sono una sfida per tutti i mezzi di informazione e anche per i brand che dovranno reinventare il loro storytelling. A dirlo la seconda parte della Global Annual Survey, condotta da Ogilvy Media Influence e presentata nei giorni scorsi.

    08/09/2017 | Media | Commenti (0)

    di Redazione



I risultati rilasciati oggi nella seconda parte della Global Annual Survey, condotta da Ogilvy Media Influence e rivolta a più di 250 giornalisti ed editori, evidenziano un fatto rilevante: nonostante il pensiero comune, l’eccesso di misinformazione e il recente diffondersi di notizie false non avrebbe eroso la credibilità dei mezzi di informazione ma, al contrario, ha aumentato la fiducia nei confronti dei media tradizionali.

L’indagine ha infatti rilevato che i giornalisti di tutto il mondo ritengono che un servizio migliore – come quello basato sul fact-checking e sull’utilizzo di fonti attendibili – sia necessario per combattere le cosiddette “fake news”. I risultati, che identificano i social media come i catalizzatori del fenomeno delle notizie bufala, evidenziano ancora di più quanto già scoperto nella prima parte della Ogilvy Media Influence survey, rilasciata a giugno 2017, dalla quale Facebook è emerso come il principale strumento di diffusione di notizie.

“La frammentazione dei media ha decisamente moltiplicato il modo in cui i consumatori accedono alle informazioni: questo rappresenta sia una sfida che un’opportunità per il modo in cui i brand possono esprimersi e raccontarsi” – ha dichiarato Jennifer Risi, global Chief Communications Officer di Ogilvy. 

“Se le aziende vogliono competere in un ambiente popolato da fake news, devono costruire e trasmettere fiducia nei consumatori sfruttando la triade composta da media tradizionali, digitali e social. Attraverso queste tre piattaforme, i brand hanno la possibilità di utilizzare un linguaggio sempre più autentico e vero per comunicare la loro identità e fare storytelling.” 
Un altro risultato interessante è dato dall’incredibile numero di intervistati che sottolineano l’influenza dell’attuale clima politico sul modo in cui i giornalisti riportano i fatti – suggerendo come il coinvolgimento sempre maggiore da parte dei giornalisti nelle attività politiche, e il dialogo che ne consegue, abbiano giocato un ruolo decisivo nella trasformazione delle strategie di raccolta delle informazioni.

Risultati principali:

– Più della metà dei giornalisti nel mondo (52%) ritiene che i mezzi di informazione tradizionali siano la fonte più attendibile, seguiti dai siti web e dai comunicati stampa (22%).

– Il clima politico attuale ha cambiato il modo in cui i giornalisti hanno riportato le notizie negli ultimi 12 mesi.

  • Nord America – più di metà dei giornalisti ha modificato il suo modo di riportare news 
  • EMEA ((Europa, Medio Oriente e Africa) – 41% dei giornalisti ha cambiato le sue modalità di reporting sulla base del clima politico 
  • Asia-Pacifico – 34% dei reporter ha reinventato il proprio approccio

– A livello globale, i giornalisti ritengono che la principale causa dell’aumento delle fake news sia imputabile a: i social media (25%), una copertura mediatica tendenziosa (14%), errori di valutazione alterati da opinioni e pregiudizi (14%). I reporter in EMEA (14%) e in Asia-Pacifico (17%) ritengono, inoltre, che i soldi siano un fattore decisivo di questo aumento.

“L’utilizzo degli earned media non deve essere esagerato, dal momento che i brand che rappresentiamo fanno affidamento sulla fiducia e sulla credibilità dei canali di comunicazione che diffondono le loro storie. La minaccia dell’alterazione dei fatti e dalle notizie false è reale, ma i risultati della ricerca sono una chiara e positiva indicazione del fatto che i media tradizionali rimangono la punta di diamante dei moderni programmi di comunicazione”, ha aggiunto Risi. 

Questi risultati riflettono la seconda metà di una ricerca in due parti che Ogilvy Media Influence ha condotto ad aprile 2017. I risultati dalla prima metà della ricerca, che hanno esplorato le strategie di reporting in un mondo sempre più digitale, sono stati presentati a giugno 2017 durante il Cannes Lions International Festival of Creativity. I risultati riportano le impressioni raccolte dai membri del team Ogilvy Media Influestence in 22 redazioni ed uffici tra Nord America, EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) e Asia-Pacifico.

Leggi i risultati della prima parte della survey.

 

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