• L’economia civile

    Tra una dimensione sociale ed una economica dell’economia è possibile trovare un compromesso. La visione proposta da Luigino Bruni e Stefano Zamagni ritiene che principi "altri" dal profitto e dal mero scambio strumentale possano trovare posto proprio dentro l'attività economica e il mercato e prospetta una diversa configurazione del settore del non profit, esempio di istituzione di welfare civile in cui il mercato è luogo di incontri civili e civilizzati.

    03/07/2015 | News RP, Pubblicazioni | Commenti (0)

    di Redazione



Un bimbo che oggi nasce in Congo, o una bambina che nascerà in Europa tra vent’anni, hanno il diritto di porre domande sul nostro modello di sviluppo e sui nostri stili di vita, perché le nostre scelte di oggi stanno già modificando la loro vita, a volte in meglio ma altre in peggio.

Due sono le visioni riguardo il modo in cui debba porsi il rapporto fra sfera sociale e sfera economica. La prima considera l’impresa come una dimensione asociale, in cui al terreno eticamente neutro del mercato è affidato il compito della creazione della ricchezza. La seconda definisce l’impresa come antisociale e il mercato come il luogo selvaggio dello sfruttamento e della sopraffazione del più debole.

L’economia civile, di cui il libro di Luigino Bruni e Stefano Zamagni, illustra genesi e campi di applicazione, cerca risposte non fuori dall’economia di mercato ma all’insegna di un mercato diverso, «civile» dove le parole felicità, onore, virtù, bene comune, possono essere riscoperte proprio in chiave economica, lasciando spazio ad una prospettiva etica e non puramente individualistica.

 


 

 

L’economia civile
Un’altra idea di mercato
L. Bruni, S. Zamagni
Il Mulino, 2015
pp. 144, € 11,00

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