• Museo del Novecento di Milano

    Servizi, contenuti e un’esperienza di navigazione sempre più social: online il nuovo sito del Museo del Novecento di Milano. Gli appassionati di arte e cultura hanno a disposizione una piattaforma digitale messa a punto dopo sei mesi di ascolto e analisi delle community legate al mondo dell’arte.

    08/03/2016 | Internet, News RP | Commenti (0)

    di Redazione



Nuovo sito per il Museo del Novecento di Milano: un contenitore dinamico progettato per massimizzare l’esperienza dei visitatori, rendendoli protagonisti insieme ai capolavori raccolti nelle sale dell’Arengario, vista Duomo. Non solo un sito istituzionale ma un servizio, un hub partecipativo in cui verranno proposte le esperienze che entusiasmano chi visita il museo, per allargare a un pubblico più vasto possibile l’emozione che l’arte sa suscitare. Grande spazio viene dato alle immagini, di forte impatto visivo e che immergono il visitatore online in un tour esperienziale alla scoperta delle collezioni e degli artisti dal Novecento fino al contemporaneo.

 

Sviluppato dopo un’attenta analisi delle community social legate al mondo dell’arte e al Museo stesso insieme a Susanna Legrenzi, esperta di design della comunicazione e Project Leader e Marco Lorenzi, Project Manager e Service Designer Logotel, oltre a un team multidisciplinare, il sito è fruibile al meglio su tutti i dispositivi ed è ottimizzato per una fruizione mobile. Sul sito, un vero e proprio touchpoint, vengono proposti palinsesti di eventi e contenuti didattici, programmi per visite e laboratori interattivi che consentono al pubblico di sperimentare il museo come luogo di confronto, creatività e dialogo: uno spazio da vivere e non solo da osservare, partendo proprio dal web. Proprio domenica 6 marzo, gli Instagrammer hanno avuto la possibilità di mostrare con i loro scatti i capolavori del Museo: nella homepage del nuovo sito, con l’hashtag #Museodel900, tutti i giorni una nuova immagine condivisa dal pubblico racconterà in chiave diretta e partecipata l’esperienza di visita.

Commenti