• Le Rp ruolo nodale per lo sviluppo economico

    “Il cibo incrocia molte dimensioni dell’agire umano e della società. Integrare tutte queste dimensioni richiede un’azione specifica che consenta di capitalizzare le diverse sensibilità e  progettualità esistenti, trasformandole in una strategia unitaria di profilo istituzionale”. Lo ha affermato il presidente Ferpi, Patrizia Rutigliano, in apertura dell’incontro “Expo & Food: comunicazione e promozione internazionale”, organizzato da Ferpi e Global Alliance lo scorso 27 giugno presso il Cluster BioMediterraneo.

    03/07/2015 | Eventi, Food | Commenti (0)

    di Roberta Sciacca



L’alimentazione ha e avrà sempre di più un ruolo strategico nella costruzione dell’identità dei Paesi e nel loro sviluppo economico. Economia in cui la comunicazione e le relazioni pubbliche rappresentano uno strumento nodale. È il messaggio che viene dal convegno internazionale Expo & Food: comunicazione e promozione internazionale, organizzato da Ferpi e Global Alliance sabato 27 giugno ad Expo 2015 presso il Cluster BioMediterraneo. “Il cibo incrocia molte dimensioni dell’agire umano e della società”, ha affermato Patrizia Rutigliano, Presidente Ferpi. “Integrare tutte queste dimensioni richiede un’azione specifica che consenta di capitalizzare le diverse sensibilità e  progettualità esistenti, trasformandole in una strategia unitaria di profilo istituzionale”.

L’evento, che ha visto una larga partecipazione internazionale, è servito a creare un momento di scambio di opinioni per mettere a confronto diverse culture e far crescere le relazioni con i Paesi del bacino del Mediterraneo presenti nel Padiglione. Il Cluster, infatti, per sua struttura, è simile ad una piazza dove si alternano persone, suoni, rumori, tipici dei mercati del Mediterraneo e per tale ragione si presta al dialogo, come l’antica agorà’.

L’incontro è stato aperto dal Responsabile Unico del Cluster, Dario Cartabellotta, che ha introdotto la discussione mettendo in evidenza l’importanza del cibo ed in particolare della Dieta Mediterranea, iscritta dall’Unesco nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, come simbolo di un vero e proprio stile nutrizionale.

“Il cibo appartiene a tutti e la diffusione della cultura per un’alimentazione salutare, genuina e gustosa è uno degli obiettivi del Cluster, dove la Sicilia fa da accoglienza ai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che nei secoli hanno portato nella nostra terra le loro tradizioni, anche attraverso il cibo” ha affermato Cartabellotta.

Dal dibattito che si è sviluppato con il contributo di professionisti di Rp di tutto il mondo è emersa l’importanza della comunicazione nella promozione del cibo, ma anche degli aspetti ad esso collegati, quale “la tavola”, intesa come “aggregazione sociale”  fondamentale, che non va persa, in quanto momento di unione di famiglie e popoli.

“Il pranzo è visto come il pasto più importante”, ha affermato Gregor Halff, Chair of Global Alliance for Public Relations and Communication Management. “Hai già pranzato?” è la domanda più frequente a Singapore, dove si trovano i migliori cibi provenienti da India, Cina, Malesia, Indonesia. Secondo Jane Gitau, Chair of PRSK Public Relations of Kenya, il cibo ha un ruolo assolutamente centrale, ed in occasione di matrimoni e funerali si preparano vari piatti provenienti dalle differenti culture che coesistono in Kenya. Ma il momento di maggior aggregazione, quasi come per una magica similitudine con l’Italia, si ha davanti ad un buon caffè, prodotto in diverse profumazioni e sapori dalle oltre 70.000 fabbriche dislocate sul territorio, vero e proprio fenomeno culturale, economico e sociale.

“Negli ultimi decenni si sta recuperando l’importanza della tavola anche nel Regno Unito”, ha dichiarato Anne Gregory, Immediate Past Chair of Global Alliance for Public Relations and Communication Management, United Kingdom, dove la produzione alimentare di birra, roast beef e fish&chips è diventata la principale industria del Paese. “Prima mangiavamo per vivere, ora viviamo per mangiare”. La Gregory ha posto l’attenzione anche sulla questione, di grande attualità, delle modificazioni genetiche. “Non vanno solo demonizzate ma piuttosto viste come la soluzione per continuare a mantenere una buona qualità di cibo e nel contempo essere il miglior modo per nutrire la gente”.

L’Indonesia, a detta del’Immediate Past Chairperson PERHUMAS Public Relations Association of Indonesia and President of ASEAN Public Relations Network, Prita Kemal Gani, punta tantissimo sulla promozione del cibo. “In Indonesia ci sono 300 gruppi etnici e 75.000 isole. Il cibo di ogni gruppo etnico è differente e noi usiamo la comunicazione per assicurarci che il cibo indonesiano sia raffigurato come parte integrante della cultura del Paese. Governanti, ambasciatori e figure pubbliche giocano un ruolo importantissimo nella diffusione delle tradizioni culturali attraverso il cibo”.

Anche il Libano, rappresentato da Joelle Elias, Communication Manager at Expo, per la sua posizione nel Mediterraneo è stata terra di conquista di vari popoli che hanno contribuito a creare una fusione nei sapori, nella musica e nel modo di vivere. Le diverse religioni hanno avuto un ruolo chiave nella diffusione di cibi tipici, come l’hommos, il kebbe, il tabouleh, il dolce beklava, ma anche la bevanda alcolica arak e il vino falafel, tutti prodotti freschi che nel tempo hanno raggiunto i mercati internazionali.

E da veri “cugini” spagnoli, Josè Manuel Velasco Guardado, Board Member of Global Alliance for Public Relations and Communication Management and Immediate Past President DIRCOM Spanish Association of Communication Directors, dopo aver esaltato la cultura del cibo del suo Paese, citando i piatti più famosi come la paella, il jamòn serrano e il patanegra, che sono un volano per l’economia ed il turismo spagnolo, conclude il suo intervento in maniera scherzosa ammettendo che lui “preferisce mangiare il cibo anziché parlare di cibo”.

Un esempio tangibile di azione per la diffusione della cultura del cibo è arrivato dal Governatore Rotary Malta-Sicilia, Giovanni Vaccaro, che ha pubblicato in collaborazione con l’Assessorato Regionale alla Salute, l’Assessorato all’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia ed il Settore medicina Orale dell’Università degli Studi di Palermo, un libro bilingue (italiano/inglese) dal titolo “Sapori e Salute”, dove vengono elencati oltre 90 prodotti tipici della dieta mediterranea, ricco di consigli per una sana nutrizione e di cui ha fatto dono ai relatori stranieri. “Un modo”, ha dichiarato Vaccaro “per contribuire a diffondere la conoscenza dell’alimentazione sana e salutare”.

In conclusione, Dario Cartabellotta, da perfetto ‘padrone di casa’ ha offerto agli ospiti stranieri il classico “pane con l’olio”, cibo semplice, sano, nutriente ed ottimo simbolo della dieta mediterranea.

Il convegno di Expo ha rappresentato un momento di sintesi della grande attenzione che sta avendo la comunicazione del food&beverage. Dall’incontro è emersa una presa di coscienza sul ruolo di ‘contenitori’ come Expo che possono creare nuove sinergie perché  mettono a diretto contatto le persone.

È questa, forse, la vera eredità di Expo 2015: eventi internazionali, per loro natura, non possono condurre in maniera determinante verso la risoluzione di questioni o problemi complessi, tuttavia possono e devono avere l’obiettivo di creare relazioni e far sì che esse divengano proficue.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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