• Quale futuro per i corpi digitali?

    Corpi reali e corpi digitali: ogni giorno diventiamo a nostra insaputa merce sfruttabile senza limiti di forma e di tempo, rivendibili, capaci di sopravvivere alla nostra stessa morte. È la rivoluzione epocale del web che Luca Poma ci ha raccontato a partire dal suo nuovo libro “Il sex appeal dei corpi digitali”, edito da FrancoAngeli per la collana Neo.

    10/11/2016 | Interviste | Commenti (0)

    di Redazione



Cosa sono i corpi digitali e dove finisce la capacità di controllo che abbiamo del nostro corpo digitale?
Come scrive la giornalista RAI Silvia Rosa-Brusin nell’introduzione al libro, l’età digitale sta diffondendo una “malattia” di proporzioni bibliche, alla quale nessuno sembra poter sfuggire. Basta accendere un computer e intraprendere la più banale e innocente delle navigazioni: da quell’istante hai potenzialmente consegnato una parte di te stesso a un potere oscuro e a tratti smisurato che incomincia a impossessarsi di te, “tracciando” la tua personalità e incominciando a creare un simulacro che altri governeranno. E’ il “Corpo digitale”, un tuo doppione, attraverso il quale un potere che non conosci tenterà di usarti in ogni  modo. Ogni corpo reale che si avvale di mezzi di comunicazione digitale è già in fase di trasformazione in “Corpo digitale”: un nostro “io” in proprietà altrui, un’entità che non corrisponde semplicemente a noi stessi mentre navighiamo sul web, né alla sola traccia della nostra presenza sui Social Network e Digital Media. Quando parliamo di “Corpo Digitale” intendiamo la rappresentazione più estesa possibile e la ricostruzione digitalizzata di tutte informazioni che produciamo nelle nostre interazioni digitali, di qualsiasi tipo, costantemente aggiornate e archiviate in una miriade di piattaforme e database diversi, che fanno “golosamente” e bulimicamente propri i dati che ci appartengono, ma soprattutto “disegnano” i confini di chi noi siamo”. Spiati dunque da occhi misteriosi ad ogni passo online, dall’acquisto di un DVD ad un’eventuale sbirciatina a un sito “hard”, dalla comunicazione d’affari alla prenotazione turistica, dalla notizia sanitaria alla confidenza professionale: tutto serve, anche l’inezia, al Demiurgo fabbricatore del nostro “io digitale”, per catalogarci in archivi di dimensioni inimmaginabili, capaci di stipare un doppione d’umanità. Nell’immane magazzino, il Corpo digitale diventa a nostra insaputa merce sfruttabile senza limiti di forma e di tempo, rivendibile, capace di sopravvivere alla nostra stessa morte, a meno che un limite non venga fissato da regole, peraltro di là da venire.

Internet ha appena compiuto 25 anni e rappresenta una delle più grandi opportunità della nostra epoca. In che modo la Rete è diventata anche una “trappola”?
E’ nel contempo un’enorme opportunità, ma – è vero – anche una trappola, per gli effetti nefasti che può avere anche sulla nostra salute. Nel libro si affronta per la prima volta anche questo tema: l’influsso negativo che l’abuso del web – e segnatamente dei Social Network – può avere sull’equilibrio ormonale dell’individuo e financo sul suo patrimonio genetico, dal momento che l’eccesso di stress ambientale – e perché no, da Social – può danneggiare i filamenti di micro-RNA umano. Occorre quindi ritrovare equilibrio e consapevolezza nell’uso di questi potenti strumenti.

Lo scenario che descrivi ricorda il Grande Fratello di Orwell… è possibile sottrarsi a questa realtà?
Non è uno scenario irrimediabilmente nefasto. E’ come di fronte ad ogni rivoluzione epocale: nel corso della storia, e cito di nuovo la Rosa-Brusin – la moltiplicazione del potere di uno strumento ha creato bene e male in misura che nessuna bilancia potrà mai “pesare”, perché né il Bene né il Male hanno mai saputo o potuto amministrare per intero quello strumento. Al punto in cui siamo, scrivo nel libro, “con un piede nel mare digitale e l’altro ancora a riva, in preda alla vertigine, anche il più volenteroso ottimismo non ci concede che una risposta: non sappiamo. Siamo immigrati digitali, in parte diffidenti verso un mondo così nuovo, e comunque in preda alla corrente, che trasporta il barcone della nostra vita – reale e virtuale – verso continenti davvero sconosciuti, dei quali a malapena riusciamo a intravedere gli esatti confini.” Pagine come quelle di questo libro servono a farci aprire gli occhi, e a renderci collaboratori consapevoli di una salvezza. O di un’apocalisse.


La copertina del libro

La copertina del libro

Il sex appeal dei corpi digitali
Seduzione, amori, tradimenti, malattie e immortalità dei nostri digital body
Luca Poma
FrancoAngeli, 2016
pp. 142, € 18,00

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