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    Employee advocacy, il valore degli stakeholder

    Rossella Sobrero
    Rossella Sobrero
    Postato il 6 Ottobre 2017

    Se fino a poco tempo fa molte imprese non gradivano che i propri collaboratori parlassero dell’organizzazione sui social, oggi si sta facendo strada la tendenza opposta: è employee advocacy, come racconta Rossella Sobrero nella sua rubrica di questa settimana.

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Il processo di condivisione dei valori di un’organizzazione deve partire da dipendenti, collaboratori, volontari: questo è lo stakeholder che anch’io, come molti, considero il più importante in una strategia che mette al centro la sostenibilità.

Anche nel nostro Paese si inizia quindi a parlare di employee advocacy, una modalità che alcune imprese adottano per coinvolgere i dipendenti e far raccontare a loro storie legate al brand attraverso i canali social personali.

Un cambio di rotta notevole: se fino a poco tempo fa molte imprese non gradivano che i propri collaboratori parlassero dell’organizzazione sui social, oggi si sta facendo strada la tendenza opposta.

Chi crede nell’employee advocacy ha capito quanto può essere importante la voce dei collaboratori per rafforzare la reputazione, generare interazione con i clienti, accrescere la brand awareness.

Perché è noto che gli utenti del web sono più inclini a cliccare e interagire con i contenuti di brand se questi vengono condivisi sui social da coloro che lavorano in azienda. LinkedIn, per esempio, ha rilevato che uno stesso contenuto viene cliccato il doppio se è postato dai dipendenti.

Molte importanti aziende americane lo fanno già.  Quando anche in Italia si sfrutterà – ci auguriamo in modo corretto – questo potenziale?

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