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    La speranza nella comunicazione

    Cristina Camilli
    Cristina Camilli
    Postato il 15 Maggio 2017

    Saper forgiare ed influenzare l’opinine pubblica nell’era di internet significa essere in grado di creare un messaggio semplice ma forte e riuscire a trasmetterlo in modo chiaro. E' questa l'opinione di Barack Obama, ex Presidente degli Stati Uniti, recentemente a Milano per una conferenza sul tema del cibo e della sostenibilità, organizzata dalla sua Fondazione a Palazzo Clerici. Il commento di Cristina Camilli.

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Se siete solo per caso passati per Milano la scorsa settimana non potete non sapere che Mr. Barack Obama è stato qui.

Il 44° Presidente degli Stati Uniti, l’uomo che ha “incarnato la Speranza” (una delle tante accezioni con cui è stato effettivamente presentato prima del suo intervento), l’uomo che ha rappresentato gli Stati Uniti nel mondo per 8 anni, è stato indubbiamente un leader aspirazionale e ispiratore negli anni in cui ha governato. E continua ad esserlo se, quando torna come semplice oratore in quegli stessi paesi che lo hanno ospitato mentre era in carica, viene accolto come se ancora lo fosse.

Non ho vissuto negli Stati Uniti durante la sua Presidenza, e non posso pertanto giudicare davvero la sua politica, ma vorrei concentrarmi solo sulla  grandiosa rappresentazione di comunicazione cui ho assistito.

Indubbiamente, la sola presenza del ex numero uno del mondo è in grado di riempire la stanza, e i suoi tempi comunicativi sono a dir poco perfetti: intervistato da Sam Kaas, cui era affidato il ruolo di Senior Policy Avdisor for Nutrition durante il suo mandato, Barack Obama dà l’impressione di conversare amabilmente ed in modo molto informale mentre sta in realtà dando il proprio punto di vista su tematiche di politica economica globale.
Solo una preparazione maniacale, unita ad una indubbia capacità personale, sono in grado di rendere Mr. President un relatore davvero unico, uno che dà l’impressione di fare la storia attraverso le proprie parole, grazie ad un discorso che sembra fluire in modo naturale e alla portata di tutti.

Se l’ultima campagna presidenziale americana è stata definita quella più influenzata dai media e dalle modalità comunicative dei candidati, è evidente come la gestione dei mezzi di comunicazione sia stata parte integrante già della precedente. Lo stile dell’attuale inquilino della Casa Bianca è sicuramente molto diverso da chi lo ha preceduto e, nonostante entrambi abbiano saputo conquistare l’attenzione dei mezzi di comunicazione, la vera differenza l’hanno fatta e la fanno la credibilità e attendibilità dei due Presidenti.
Una gestione misurata delle proprie azioni e decisioni è sempre andata di paripasso con la creazione di una reputazione salda e affidabile, a dimostrazione che l’unica ricetta davvero valida per lasciare il segno ed essere visibili a lungo sia questa.

Anche se il contesto e il contenuto dell’intervento erano focalizzati sulle tematiche di alimentazione e accesso al cibo, è stato proprio il Grande Comunicatore Obama a voler chiarire (qualora fosse necessario) la sua personalissima visione del ruolo della comunicazione oggi: saper forgiare ed influenzare l’opinine pubblica nell’era di internet significa essere in grado di creare un messaggio semplice ma forte e riuscire a trasmetterlo in modo chiaro. Inoltre, sempre più generazioni sono cresciute e stanno crescendo in un ambiente “educato” in tema di mezzi di comunicazione a disposizione: sono pertanto più attente e sensibili, e bisogna essere in grado di saperle colpire restando sempre fedeli a se stessi.

Un concetto per niente complicato, quasi banale nella sua semplicità, ma se a dirlo è qualcuno che ha saputo “dominare il mondo” con le parole, prima ancora che con i fatti, forse non è del tutto scontato riuscire a farlo ogni giorno nella nostra professione.

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