• Rp e marketing sempre più convergenti

    A dirlo la seconda edizione del Global Communications Report dell’USC Annenberg Center for Public Relations. Uno dei dati emersi: l'87% degli intervistati ritiene che il termine "Relazioni pubbliche non descriva il futuro della professione.

    21/07/2017 | Media | Commenti (0)

    di Redazione



 

L’USC Annenberg Center for Public Relations (CPR) ha pubblicato i risultati della seconda edizione del Global Communication Report (GCR17), un’indagine globale condotta su oltre 800 professionisti delle Rp in tutto il mondo. Per la prima volta, il report contiene anche le opinioni di quasi 700 studenti di comunicazione e marketing manager.

Un’evidenza fondamentale dello studio di quest’anno è il grado convergenza delle Rp con il marketing. Quasi la metà dei professionisti inseriti nello studio prevedono che le Relazioni pubbliche si allineeranno sempre più con il marketing nei prossimi cinque anni. Con una svolta sorprendente, solo l’8% crede che le Relazioni pubbliche saranno una funzione distinta e separata. Quando la stessa domanda è stata posta ai marketing manager, il 57% era convinto che le due funzioni si sarebbero maggiormente allineate in futuro, mentre il 20% prevede le Rp diventeranno un sottoinsieme del marketing.

“Il monitoraggio di questa tendenza verso la convergenza e la comprensione delle sue implicazioni è una delle questioni più critiche che oggi affronta l’industria delle Relazioni pubbliche”, ha dichiarato Fred Cook, direttore del USC Annenberg Center for Public Relations e Presidente di Golin, importante società di Rp. “Stiamo assistendo ad un grande consolidamento sia sul fronte agenzie sia sul fronte aziende, che ha il potenziale per ridimensionare il ruolo del professionista di Rp”.

A complicare la questione, l’87% dei professionisti ritiene che il termine “Relazioni pubbliche” non descriva con precisione il lavoro da svolgere nei prossimi cinque anni. Quasi la metà crede che le Rp debba essere più ampiamente definite, mentre i restanti pensano che il nome della disciplina debba essere cambiato. È interessante notare che gli studenti sono molto più a proprio agio con la terminologia attuale rispetto ai professionisti esperti. Meno del 20% pensa che il nome debba essere cambiato e l’85% è a proprio agio nello spiegarlo.

Quando si arriva ai trend più importanti dei prossimi cinque anni, la narrazione digitale si posiziona su tutti gli altri, seguita da social listening, social purpose e big data. La combinazione di questi elementi illustra il rapido cambiamento che il settore ha visto negli ultimi tempi. Le tecnologie emergenti come la realtà virtuale e l’intelligenza artificiale sono scese nell’elenco delle tendenze chiave che giocheranno un ruolo fondamentale, mentre le fake news e Donald Trump si sono posizionate in fondo alla classifica.

La differenza tra paid ed earned content è un altro problema su cui il report ha fatto luce. Come ha indicato lo studio dello scorso anno, gli earned media continueranno a calare come fonte di entrate pubblicitarie, mentre i paid media, shared ed owned aumenteranno. Allo stesso modo, i marketing manager prevedono che nei prossimi cinque anni dedicheranno più risorse agli ownwed channel rispetto agli earned channel. A sostegno di tale tendenza, il 60% di tutti i professionisti ritiene che i branded content e l’influencer marketing saranno fondamentali trend nei prossimi cinque anni. Ancora più importante, poiché i confini sono sfocati tra i formati multimediali, oltre il 50% crede che in futuro il consumatore medio non farà una distinzione tra paid media, earned media, shared media e owned media.

“Le Rp hanno l’opportunità di muoversi aggressivamente nei contenuti a pagamento, un’arena a lungo dominata dalla pubblicità, ma che richiederà investimenti e formazione”, ha dichiarato Paul Holmes, fondatore e presidente di The Holmes Report, co-sponsor lo studio. “La sfida più grande per la professione e per la società è ciò che accade quando i consumatori non conoscono più la fonte o la natura delle informazioni ricevute e come questo influenzi la credibilità di tali informazioni”.

Nonostante alcune sfide, quasi tutti i dirigenti d’agenzia (92%) prevedono una crescita nei prossimi cinque anni, mentre il 70% dei manager prevede un aumento dei budget e degli incarichi. Ma per il secondo anno di fila, il reclutamento e il mantenimento dei talenti sono i maggiori ostacoli per raggiungere questa crescita. Tuttavia, la prima indagine sugli studenti della Annenberg ha individuato un gruppo diversificato di futuri leader sintonizzati sulle tendenze e sulle tecnologie che influenzano la comunicazione e sono preparati ad affrontarli. Queste nuove leve portano anche un senso di scopo sociale ed orgoglio alla professione. Vogliono solo una migliore definizione del loro ruolo ed un riconoscimento economico.

“Il nostro studio solleva alcune questioni critiche sul futuro della comunicazione e sul ruolo del professionista delle Rp e dovremo aspettare fino al prossimo anno per vedere quali risultati daranno”, ha detto Cook. “Ma una cosa è perfettamente chiara. Non c’è mai stato un momento più interessante per lavorare nelle Relazioni pubbliche o comunque le chiameremo in futuro “.

Scarica il report.

Fonte: USC Annenberg

Commenti