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Agricoltura, sussidi, libero mercato e azioni di lobbying

28/06/2005

Agricoltori americani: un articolo dell'Economist analizza gli interessi di questo settore attraverso uno studio dell'OECD che scatta una fotografia fedele del mondo dei farmer.

Ancora una volta il tema della liberalizzazione del commercio mondiale coinvolge il tema della politica agraria degli Usa e della Ue, che, arroccati a difesa dei propri agricoltori, sono considerati tra i maggiori responsabili del sottosviluppo.Una riduzione dei sussidi all'agricoltura e l'apertura dei mercati ai prodotti provenienti dalle economie in via di sviluppo è auspicabile e secondo un recente rapporto dell'OECD si sta effettivamente verificando. In un servizio dettagliato dell'Economist tutte le cifre, paese per paese, dell'agricoltura: per scoprire che i sussidi agli agricoltori hanno subito una forte battuta d'arresto nel periodo che va dal 2002 al 2004 rispetto al periodo compreso tra il 1986 e il 1988.Le differenze tra paese e paese sono consistenti: per esempio Canada e Messico hanno tagliato profondamente i propri sussidi, mentre la Turchia recentemente li ha ampliati.In ogni caso le politiche agricole portate avanti dai paesi ricchi continuano a creare distorsioni significative, tanto a livello nazionale che internazionale.L'Economist disegna una mappa degli interessi esistenti dietro l'agricoltura e concentra la sua attenzione in particolare sulla lobby europea e, ancor più, su quella francese.Del resto Blair recentemente ha dichiarato: "Oggi gran parte dei fondi europei viene utilizzata per il sostegno dei redditi agricoli. Se ne avvantaggiano solo gli agricoltori, in particolare francesi, e alcune imprese dell'agroindustria. Ma questo distrae risorse per tutti gli altri comparti economici. Soprattutto per l'industria".Emanuela Di Pasqua - Totem

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