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Cagliari: il ruolo della comunicazione dell'università

04/08/2010

Dal convegno _Com.unica senza frontiere,_ organizzato presso l'Università degli Studi di Cagliari, emerge la necessità di dare maggiore spazio alla comunicazione ed ai nuovi media nell'attività didattica. Il resoconto di _Pina Monni._

di Pina Monni
Formazione, comunicazione e nuove tecnologie si incontrano negli spazi dell’Università di Cagliari diventando oggetto di dibattito, di workshop e di mostre in occasione dell’iniziativa Com.unica senza frontiere, promossa dal corso di Laurea in Scienze della comunicazione dell’Università degli Studi di Cagliari sotto la direzione scientifica della prof.ssa Elisabetta Gola, presidente del corso. Tra gli obiettivi principali dell’evento, che si è svolto il 21 luglio nei locali della Facoltà di Scienze della Formazione dal tardo pomeriggio sino a notte inoltrata, emerge la necessità di creare interesse da parte dell’Accademia e del territorio intorno alla comunicazione ed ai nuovi media e di estendere la propria presenza a livello nazionale ed internazionale.
Obiettivi espressi dalla partecipazione di due autorevoli studiosi che nelle loro relazioni hanno evidenziato temi e problemi della didattica nell’era di internet. Maurizio Galluzzo, docente di comunicazione digitale allo IUAV di Venezia ha presentato un innovativo programma di lavoro denominato L’Università che vorrei, un manifesto in undici punti che rappresenta “un patto tra studenti e docenti per migliorare il funzionamento e l’apprendimento utilizzando le nuove tecnologie dell’informazione”. Programmi e docenti costantemente aggiornati, lezioni stimolanti ed utili, lo studente al centro del processo di apprendimento e coinvolto in prima persona attraverso forme di apprendimento cooperativo, materiali e software liberamente accessibili, disponibilità a predisporre strumenti per una valutazione continua della didattica, ed, infine, un obiettivo ambizioso racchiuso nel decimo punto del manifesto: “L’Università non è un luogo chiuso ma deve aprirsi all’esterno, deve permettere la contaminazione tra diverse realtà, il legame con il territorio dovrà essere forte e così pure lo scambio con altre Università e con altri ambienti. L’Università orienta al mondo del lavoro.”
Questa dichiarazione di intenti, ancora in fase di discussione (nel blog universita-che-vorrei.blogspot.com ed in un gruppo di Facebook), ha suscitato il vivo interesse dei professionisti della comunicazione presenti. Giorgio Opisso, componente della Consulta Education di Ferpi e Assorel, ha espresso “l’opportunità di proporre all’attenzione della Consulta i punti elencati nel manifesto così da favorirne la diffusione sul territorio nazionale, in particolar modo ai corsi di Laurea che si occupano di comunicazione e relazioni pubbliche. La Consulta – ha ricordato inoltre Opisso – attribuisce annualmente un endorsement ai migliori corsi di Laurea in Scienze della comunicazione e Relazioni pubbliche. Bollino blu, come indicatore di qualità, che il corso di Laurea in Scienze della comunicazione dell’Università di Cagliari ha ricevuto per due anni consecutivi, posizionandosi tra i 67 corsi accreditati sui complessivi 133 presenti in Italia”.
Joan Elies Adell Pitarch, dell’Università aperta della Catalogna, una delle prime “Università virtuali” del mondo, basata sull’apprendimento a distanza, ha mostrato come l’introduzione degli strumenti online nella didattica in campo umanistico consenta di modificare il processo di apprendimento, anche quando in gioco c’è la lettura, che da processo orientato alla comprensione ‘passiva’ diventa interpretazione attiva, ricostruzione di percorsi e scrittura.
La sezione scientifica di com.unica senza frontiere è proseguita con 5 workshop che sono stati seguiti da studenti, neo-dottori in Scienze della comunicazione, giornalisti e cittadini: videogiochi e musica elettronica, nuovi strumenti per la programmazione del web, i segreti del montaggio nel linguaggio audiovisivo, la grammatica della logica e la sua importanza nella vita quotidiana, la costruzione di realtà rappresentate e di identità virtuali, individuali e sociali sono stati i principali temi toccati dai docenti e tutor del corso di Laurea, che così hanno aperto un’anteprima sulle discipline impartite nei rispettivi insegnamenti. Sociologia, informatica, linguaggi audiovisivi, psicologia, filosofia e logica sono soltanto alcune delle discipline attorno alle quali ruota il corso di laurea, che mira a formare professionisti della comunicazione in grado di supportare aziende e istituzioni nella ideazione e implementazione di efficaci piani, con uno sguardo particolare verso i new media, come risposta concreta alle nuove esigenze di uno dei principali e più attuali settori dell’economia internazionale.
“Il corso ha già laureato circa 30 dottori in Scienze della comunicazione – precisa Elisabetta Gola. – Grazie agli strumenti web può essere seguito da tutta Italia. L’obbligo di presenza è richiesto – per un necessario accertamento dell’identità – solo per gli esami”.
La serata, che ha avuto nel suo insieme una notevole partecipazione di pubblico, si è conclusa con spettacoli, musica e proiezioni curate questa volta dai veri protagonisti del corso di Laurea: gli studenti.
Per informazioni sul corso di Laurea online in Scienze della comunicazione dell’Università di Cagliari: www.com.unica.it

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