Ferpi > News > Comin: come cambia il rapporto con gli stakeholder

Comin: come cambia il rapporto con gli stakeholder

23/09/2010

In un’esclusiva intervista rilasciata a _Business,_ _Gianluca Comin,_ presidente di Ferpi, illustra come si è evoluta l'informazione e il ruolo-chiave del web e dei new media nel coinvolgere gli stakeholder.

di Nicoletta Cerana
1970-2010: la Federazione Relazioni Pubbliche Italiana compie i suoi primi 40 anni in un momento di grande trasformazione. Mentre i media e le discipline della comunicazione più tradizionali stanno vivendo un momento di riflessione, Internet e i nuovi media conoscono una crescita incessante. E nel mondo delle relazioni pubbliche cosa succede? Risponde Gianluca Comin, presidente di Ferpi e direttore relazioni esterne di Enel.
Anche le relazioni pubbliche sono in difficoltà?
Direi il contrario. Il nostro è un mestiere in continua evoluzione che, a differenza di altre professioni, non scompare, ma cambia nelle forme e nei contenuti e acquista un’importanza crescente. Ferpi è nata il 16 maggio 1970 con 198 iscritti. Oggi il numero dei soci si è quintuplicato. I grandi stravolgimenti che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese in questi 40 anni insieme agli eventi, alle persone e alle tecnologie che si sono avvicendati a livello internazionale, hanno cambiato per sempre il modo di fare politica, business e di vivere in società e hanno modificato la professione tirandola fuori dalla nicchia in cui risiedeva per trasformarla nella professione-chiave del XXI secolo. Oggi non c’è impresa, di qualsiasi dimensione, che non vanti almeno un addetto alla comunicazione; gli imprenditori promuovono il business con la comunicazione e lo costruiscono in base all’analisi degli stakeholder.
Secondo i dati di Euprera la presenza di una direzione comunicazione nelle imprese è salita dal 10% del 1994 al 78% del 2008. A che cosa si deve?
A un contesto molto cambiato rispetto al passato. La società odierna è molto pi dinamica, grazie al web i cittadini hanno la capacità di fare informazione autonomamente e le aziende hanno sempre pi bisogno di conoscere questa realtà, di indirizzare le loro strategie verso i loro stakeholder, di orientarsi e utilizzare meglio gli strumenti introdotti nel mondo per comunicare la rete in primis che hanno determinato quella liquidità’ nelle relazioni alla quale assistiamo. Ci ha portato a una valorizzazione di chi fa relazioni pubbliche, cioè di coloro che sono chiamati a gestire il sistema delle relazioni delle organizzazioni prevalentemente attraverso flussi comunicativi.
In concreto, che cosa significa fare pr oggi?
La rete ha rovesciato il tradizionale processo di costruzione della reputazione. Questo perché la diffusione del web 2.0 ha contribuito a far aumentare la consapevolezza di essere portatori di interesse, di far sentire la propria voce, di poter dialogare con i grandi sistemi e con gli opinion leader. Siamo entrati in una vera e propria epoca degli stakeholder 2.0 grazie alla forza amplificatrice della rete. Fare relazioni pubbliche oggi significa saper usare questi canali per creare un vantaggio competitivo stabile basato su un’analisi di grosse moli di informazioni, per conoscere e per gestire meglio il rapporto con i portatori d’interesse.
Il web giocherà quindi un ruolo-chiave nel futuro delle relazioni pubbliche?
Sì. Il destino della comunicazione d’impresa sarà determinato sempre pi dalla capacità di usare il maggior numero di meccanismi disponibili in maniera integrata e il web è una grande opportunità per le organizzazioni di parlare con i cittadini e sfruttare la comunicazione diretta per aumentare la reputazione. Ascoltare gli stakeholder, partecipare alla conversazione, condividere le fasi di progettazione relative ai nuovi prodotti e servizi, sono le linee d’azione che le aziende dovranno tener presente per migliorare la reputazione e per realizzare un progetto di costruzione del consenso positivo in un’epoca in continua evoluzione.

COMMENTI

Eventi