Ferpi > News > Comunicazione on line: l’importanza del contesto

Comunicazione on line: l’importanza del contesto

15/06/2011

Nell’analisi di un brand in una conversazione on line non può essere tralasciato il contesto in cui la conversazione avviene. _MSLGroup_ ha presentato pochi giorni fa un nuovo sistema per comprendere le conversazioni on line ed il loro rapporto con i brand. Ne abbiamo parlato con _Germano Calvi,_ responsabile del progetto.

Monitorare un brand, analizzare una conversazione on line, azioni apparentemente semplici ma i cui risultati possono essere completamente sfasati in assenza di un’attenta comprensione del contesto. E’ stato il tema del workshop Conversation Economy: where are the real conversations? , introdotto da Daniela Canegallo, CEO di MSLGROUP, cui hanno partecipato Paul Holmes, Editor of The Holmes Report, e Germano Calvi, MSLGROUP Strategist e responsabile di CATCH – Clear Access to conversational high complexity, un sistema ideato per ascoltare, comprendere e mappare un elevatissimo numero di conversazioni, restituendo il contesto naturale in cui queste si sviluppano.
“Utilizzando metodi già utilizzati nella linguistica, CATCH consente di conoscere il contesto in cui le conversazioni vengono generate: è per questo motivo che parliamo di real conversations. Si parte da una estrazione di temi allargati ed attraverso un sistema di occorrenze si riesce ad identificare quali sono le ‘parole chiave’ ricorrenti in relazione ad uno specifico tema o ad un brand”, racconta Germano Calvi.
Per mostrare le potenzialità dello strumento, Germano Calvi ha presentato la ricerca La felicità e i brand . Dall’analisi di circa diecimila conversazioni catturate in Rete si evince che le persone parlano di felicità in relazione ad ambiti molto diversificati: la socialità, lo sport, l’amore e la passione, la famiglia, la leggerezza (la felicità che sta nelle piccole gioie della vita), l’estasi. Le persone ricordano i brand per i valori di cui sono portatori e per la vicinanza di questi alla propria idea di felicità. I brand analizzati si dispongono su una mappa a seconda del tipo di felicità che riescono a evocare. Alcuni sono vicini e quotidiani e per questo fonte di felicità come quelli del make-up. Altri sono lontani, aspirazionali e mitologici. Altri ancora sono pratici ed essenziali come le compagnie telefoniche. Infine ci sono brand come quelli dell’infanzia e dolciari che rinviano alla dolcezza e alla promessa di coccole.
Interessanti anche le potenzialità dello strumento: nato nell’ambito del marketing e delle Rp può essere applicato a qualsiasi conversazione on line, legata a qualsiasi macrotematica. Uno strumento di relazioni pubbliche che dimostra, come ha sostenuto Calvi, come le relazioni pubbliche non possano essere più soltanto considerate come strettamente legate ad una dimensione aziendale, ma in assoluto in una dimensione “relazionale” con tutti gli stakeholder.

COMMENTI

Eventi