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Conoscenza. Comunicazione. Impresa. Evoluzione sistemica di imprese e istituzioni

08/07/2008

I cambiamenti più radicali nelle economie moderne riguardano la produzione e la distribuzione della conoscenza. La governance di un'impresa, la sua comunicazione le relazioni con i pubblici sono, ormai, un questione di knowledge management. Utile il libro di Maddalena della Volpe. Ne anticipiamo la prefazione di Alfonso Siano

Il volume tratta alcuni temi chiave per la sopravvivenza e il successo delle organizzazioni (imprese e istituzioni), nell’attuale contesto ambientale e in quello che si va prefigurando per il futuro: lo sviluppo tecnologico, l’economia della conoscenza, l’organizzazione a rete, la strategia di comunicazione.


L’Autrice conduce lo studio lungo due tipiche direttrici della ricerca nel campo delle scienze sociali: l’analisi diacronica e l’analisi sincronica.
L’analisi diacronica pone in luce i più significativi elementi evolutivi che hanno contraddistinto, nel corso del tempo – soprattutto degli ultimi anni -, i cambiamenti tecnologici e le parallele conquiste cognitive, sul piano del sapere scientifico, nell’ambito di filoni di studio etichettati con espressioni terminologiche entrate ormai nell’uso corrente: “economia dell’innovazione”, “economia dell’informazione”, “economia della conoscenza”.
Lo sforzo di attribuzione di un significato specifico e distintivo per ciascuna di esse, compiuto nel testo, si fa apprezzare come contributo a fare chiarezza in un campo dove talvolta si tende a confondere tali locuzioni, a ridurle semplicisticamente a dei sinonimi.
La dimensione sincronica dello studio attiene, invece, alla visione integrata delle attuali variabili chiave della conoscenza (capacita e competenze), della comunicazione, dell’organizzazione a rete.


Maddalena della Volpe nel suo impianto concettuale mette a sistema tali variabili, nella ricerca delle condizioni di sviluppo e di successo delle moderne organizzazioni, sia for profit che non profit.
La concezione sistemica si amplia e si rafforza con l’inserimento della dimensione territoriale, che vale a connaturare in chiave valoriale e culturale l’organizzazione a rete che viene configurandosi. Si tratta di un elemento “facilitatore”, in grado di conferire a tale modello organizzativo una più netta identità ed una più incisiva distintività. Esso, nel caso delle imprese, accresce le chances di difesa della formula imprenditoriale dai tentativi di imitazione da parte dei competitors, grazie allo sviluppo di fattori network-specific, di natura socio-culturale, radicati nella comunità e nel territorio di appartenenza.


Nel caso delle istituzioni, lo studio valorizza la territorialità come variabile di contesto che vede l’aggregazione degli attori locali, non solo pubblici ma anche privati. Tali soggetti sono chiamati ad offrire utili contributi per la costruzione della governance, destinata ad incrementare le probabilità di successo dei progetti di sviluppo locale e di miglioramento dei servizi nel territorio.
L’Autrice sceglie due casi per verificare la validità del modello dell’organizzazione a rete costruito sulle forti interconnessioni tra conoscenza e comunicazione: la multinazionale Henkel e l’Università del Molise. La scelta di questi due casi, apparentemente disomogenei e assai distanti tra loro, dal punto di vista dei rispettivi settori di appartenenza, è giustificata da due motivi fondamentali.


Un primo motivo è riconducibile al tentativo, operato da della Volpe, di stabilire se, ed entro quali limiti, la rilevanza dei fattori della conoscenza e della comunicazione nell’organizzazione a rete sia la stessa, a prescindere dal settore di appartenenza. Henkel e l’Università del Molise, pur partendo da settori così differenti, mostrano di poter convergere verso la stessa soluzione organizzativa rappresentata dal modello reticolare, con vantaggi in termini di maggiore efficacia della strategia e di più compiuta realizzazione delle rispettive missions.


Un secondo motivo è da rintracciare nell’intendimento dell’Autrice di porre sotto i riflettori due tipici attori (provenienti dal mondo della produzione, rispettivamente, di beni e di sapere scientifico) che risultano sempre più coinvolti e integrati nell’organizzazione a rete a vocazione territoriale. Henkel e l’Università del Molise rappresentano solo due dei tanti possibili esempi di attori dell’organizzazione reticolare, coinvolti nel complesso “gioco di squadra” che si sviluppa al suo interno. Discutere contemporaneamente di Henkel e dell’Università del Molise ha significato, dunque, gettare un ponte tra realtà che, all’occorrenza, occorre saper inquadrate nell’ambito di uno schema di riferimento unitario e unificante.


In definitiva, avvalendosi di opportune esemplificazioni, il lavoro di Maddalena della Volpe ha il merito di valorizzare in una prospettiva sistemico-territoriale gli “ingredienti” della conoscenza e della comunicazione nel modello dell’organizzazione a rete. In particolare, l’attenzione verso gli elementi di comunicazione, nell’ambito di tale modello, consente all’Autrice di conseguire un obiettivo fondante: porre al centro dell’organizzazione reticolare la dimensione relazionale e le modalità (strumenti e processi) per il suo adeguato sviluppo.


Conoscenza. Comunicazione. Impresa. Evoluzione sistemica di imprese e istituzioni


di Maddalena Della Volpe


Carrocci editore – 2008

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