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Cosa fa un PR?

09/10/2013

Una domanda apparentemente banale ma essenziale per strutturare la professione delle Relazioni pubbliche agli occhi del pubblico - e anche di noi stessi. Perché raccontare il nostro lavoro è un modo per farlo conoscere. L’analisi di _Gabriele Cazzulini._

di Gabriele Cazzulini
Cosa siano le Relazioni pubbliche è una domanda che dischiude l’immaginazione più fervida e le risposte più differenti. Ma come si “fanno” le Relazioni pubbliche, questa è una domanda che invece porta con sé troppa ambiguità e che merita una maggiora attenzione.
Non manca occasione per scoprire, inventare nuove dimensioni nelle relazioni pubbliche, seguendo e inseguendo, spesso con affanno, l’onda dell’innovazione. Nel corso del tempo le Relazioni pubbliche hanno sempre più aumentato la loro complessità, entrando in nuovi campi e riuscendo ad innestarsi su differenti tecnologie.
Perciò può essere utile non solo protendere lo sguardo sulle nuove frontiere, ma anche riflettere sulle stesse relazioni pubbliche. Al di là del senso o dei valori, che sono elementi con una forte componente soggettiva, è importante riflettere su “cosa” fanno le Relazioni pubbliche ed è altrettanto importante comunicare all’esterno la nostra realtà operativa.
C’è ancora molta confusione, specialmente tra il pubblico, su cosa siano le Relazioni pubbliche, un termine sempre a rischio di fraintendimento, pure malevolo. Non è un discorso di prestigio professionale. E’ un’esigenza di chiarificazione e correzione di storpiature “popolari” sulle Relazioni pubbliche. E’ inutile guardare sempre alle “èlites” aziendali oppure alla più raffinata “intellighentsia”. Bisogna fare i conti anche con il senso comune, che per quanto parziale e superficiale possa essere, contribuisce alla definizione della nostra cultura sociale in cui lavoriamo.
E’ un discorso ancora più importante per le nuove generazioni di professionisti delle relazioni pubbliche e anche per gli studenti che progettano un percorso di studi tale da portarli a lavorare in questo campo. Se non è chiara la professionalità, cioè la competenza, l’attività, gli strumenti, le risorse, allora si comunica un profilo professionale incerto e perciò esposto ad interpretazioni ambigue – oppure, ancora peggio, si scoraggiano potenziali aspiranti.
Sarà pure un paragone ardito, ma è comunemente risaputo cosa fanno un avvocato, un medico, un commercialista, un cuoco, un romanziere, un musicista e così via. Ma cosa fa un responsabile di relazioni pubbliche? Cosa produce? Un conto è parlare di un ingegnere acustico: è una professionalità molto specialistica, a partire dalla sua definizione linguistica. Ma “Relazioni pubbliche” è una coppia di termini molto ampia, vaga, aperta a tantissimi significati. Serve chiarezza.
Lo so: le relazioni pubbliche sono un intreccio, spesso contorto, di competenze e attività. Bene, allora possiamo preservare questa varietà senza rinunciare a spiegare, a raccontare il nostro lavoro: possiamo fare uno storytelling condiviso sulle nostre attività, per raccontare effettivamente quello che le Relazioni pubbliche sono e fanno. Si supera la complessità mostrandola in azione, un passo alla volta, secondo un senso ordinato, che inizia e finisce.
E’ naturale: non arriveremo mai ad una storia unica. Ma una pluralità di racconti, possibilmente concreti, sarà senz’altro meglio dell’attuale confusione

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