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I diritti umani centrali per l'Agenda 2030

24/03/2021

Redazione

Grande partecipazione al secondo incontro del ciclo "Comunicare la sostenibilità", organizzato da ASviS e FERPI. Focus dell'incontro la policy dei diritti umani, centrali per il conseguimento dell’Agenda 2030.

Il secondo incontro del ciclo “Comunicare la sostenibilità” organizzato da ASviS e FERPI ha visto l’adesione di centinaia di persone a dimostrazione di come il tema sia considerato sempre più importante dai comunicatori e dalle imprese. L’appuntamento è stato dedicato alla policy sui diritti umani, un ambito che non riguarda solo il lavoro minorile, il lavoro forzato, le violazioni all’interno della filiera di fornitura ma anche le discriminazioni di genere, età, orientamento sessuale, la violazione della privacy, dei diritti alla libertà d’associazione, la libertà d’opinione e d’espressione.

L’incontro è stato aperto da Pierluigi Stefanini, presidente ASviS, Rossella Sobrero, presidente FERPI, e Daniele Salvaggio, presidente CASP (Commissione Aggiornamento e Specializzazione Professionale di FERPI) e ha visto la partecipazione di Davide Fiedler, WBCSD World Business Council for Sustainable Development e Marcella Mallen, presidente Prioritalia, coordinatrice Gdl Goal 16 ASviS. 

Sergio Vazzoler, consigliere nazionale FERPI, ha introdotto e coordinato lo spazio dedicato alle imprese: sono state presentate le esperienze di TIM con l’intervento di Alessandra Cantù, Sustainability Metrics & Performance Index Analysis, e di Pirelli con il racconto di Eleonora Giada Pessina, Group Sustainability Officer.

L’ultima parte dell’evento formativo è stata dedicata a come si imposta una Policy sui diritti umani: sono state condivise con i partecipanti alcune indicazioni su come scrivere il documento e su come promuoverlo presso gli stakeholder.

“I diritti umani sono centrali per il conseguimento dell’Agenda 2030, sia nei Paesi in via di sviluppo che in quelli più avanzati come l’Italia” – sottolinea il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini. “Le imprese, per dirsi veramente sostenibili, devono esserlo lungo tutta la filiera produttiva, altrimenti si rischia di cadere in una mera operazione di immagine. Inoltre, con catene di fornitura lunghe e interconnesse, è facile correre il rischio di operare con attori che non seguono pratiche accettabili secondo la normativa italiana. Molte imprese hanno avviato un percorso virtuoso. La sostenibilità è un investimento e, soprattutto, conviene dato che, come l’Istat ha rilevato, le aziende che adottano un modello sostenibile ne ricevono un guadagno in termini di produttività: del 15% le grandissime, del 10% le grandi, del 5% le medie. La rendicontazione non finanziaria stimola le imprese a riflettere sui rapporti con i loro stakeholder, dai dipendenti ai consumatori, dalle comunità locali al rispetto dell’ambiente, e consente anche di presentarsi in modo più credibile sui mercati finanziari. Attualmente il vincolo riguarda solo le imprese con più di 500 dipendenti, ma l’ASviS chiede da tempo che questa soglia venga abbassata, nell’interesse stesso delle imprese, magari con procedure semplificate.” 

“Purtroppo ci sono ancora imprese che non ritengono importante dotarsi di una Policy sui diritti umani – dichiara Rossella Sobrero, presidente FERPI - e quindi non affrontano il percorso necessario per creare questo strumento che invece è importante soprattutto quando è frutto di un processo trasversale che coinvolge diverse funzioni aziendali come Risorse Umane, Acquisti e Risk Management. Ma per fortuna cresce il numero delle imprese che sono consapevoli di quanto sia ampio il perimetro occupato dal tema dei diritti umani e di quanti possono essere i rischi che derivano da un suo mancato presidio".

Il ciclo di incontri, che ha l’obiettivo di fornire conoscenze e competenze specifiche ai professionisti della comunicazione e ai manager della sostenibilità, prevede un terzo e ultimo appuntamento il 26 maggio 2021 con un focus sulla policy Diversity & Inclusion.

Scarica le presentazioni dei relatori.

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