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Il Libro Bianco sulla Comunicazione: a passo sicuro verso un'Europa comunicante

07/02/2006

Ecco lo sforzo della Commissione europea per avviare una politica della comunicazione tesa a coinvolgere maggiormente i cittadini nella costruzione di una sfera pubblica europea. Di Fabio Ventoruzzo

È stato presentato nei giorni scorsi a Bruxelles il Libro Bianco sulla Comunicazione, ultimo atto (but not least) di una politica strategica fortemente voluta dalla Commissione europea in primis da Margot Wallström, primo commissario alla comunicazione nella storia istituzionale europea per stimolare un nuovo approccio alla comunicazione in grado di avvicinare i cittadini alle istituzioni europee attraverso:- un maggior ascolto dei cittadini;- un maggior coinvolgimento degli stakeholder nella definizione degli strumenti per un efficace governo delle questioni europee;- una trasparente comunicazione delle conseguenze delle politiche europee sulla vita delle singole persone, stimolandone la consapevolezza. 
Il Libro Bianco rappresenta indubbiamente il momento finale di un percorso in cui la Commissione ha definito i propri fondamentali strategici in tema di comunicazione - ma non solo - per tentare di (ri)costruire quella sfera pubblica - oggi ancora convalescente dopo i postumi referendari in grado di garantire legittimazione al processo decisionale e alla vita democratica UE. 
In quest'ultimo anno, è stato dapprima approvato di un Piano di azione il cui obiettivo era l'identificazione di possibili strategie e iniziative per migliorare il modo in cui l'UE comunica - e poi redatto un vero e proprio documento d'indirizzo strategico chiamato Plan D: Dialogue, Debite and Democracy (link al doc) il cui scopo era quello di coinvolgere i cittadini in una ampia discussione sull'UE.
Scopo del Libro Bianco è invece quello di iniziare dare concretezza ai precedenti documenti, coinvolgendo anche gli stakeholder (consideriamoci tra questi, obviously) nell'identificazione di modelli per migliorare la partecipazione ed i coinvolgimento dei singoli cittadini, contribuendo così allo sviluppo della sfera pubblica europea.
Ecco sintetizzati - seppur in maniera incompleta data la quantità e qualità degli stimoli offerti per la nostra professione - i contenuti del Libro Bianco.
Questo il sillogismo alla base del Libro Bianco: la democrazia si basa sulla partecipazione (diretta/indiretta) dei cittadini e la partecipazione stessa si fonda sulla conoscenza costante e continua di quello che si sta decidendo/agendo; la comunicazione consapevole e programmata delle politiche europee diventa uno strumento che sostiene e sviluppa la democrazia se (e solo se) migra dalla tradizionale modalità persuasiva ed opaca (propaganda) per diventare un servizio a disposizione del cittadino, diventando comunicazione trasparente, dialogica o, per dirla alla Grunig, tendenzialmente simmetrica. 
I principali passi per arrivare ad una comunicazione che coinvolga e faccia partecipare il cittadino alla democrazia europea si ricercano attraverso: 
a. la definizione di alcuni principi guida della comunicazione UE: oltre all'inflazionato (ma sempre attuale, ahinoi) diritto all'informazione e alla libertà di espressione, altri principi da seguire riguardano:- l'accessibilità delle informazioni: la possibilità di ottenere informazioni nelle diverse lingue, attraverso una varietà di strumenti (anche tecnologici) e l'opportunità di apprendere le competenze (tecniche o relazionali) per entrare in possesso di quelle informazioni;- la diversità nella comunicazione: la capacità di comunicare con tutti i cittadini rispettandone i tratti distintivi (razza, religione, lingua, orientamento sessuale, età, ...);- la partecipazione ai processi: il diritto a manifestare la propria opinione, ad essere ascoltati potendo anche comunicare con il processo decisionale. 
b. la legittimazione del ruolo democratico dei cittadini: la comunicazione deve essere orientata ai cittadini, coinvolgendoli nel dibattito pubblico e offrendo loro la possibilità di esprimere opinioni. Questo obiettivo è perseguibile se:- si migliora l'educazione all'Europa affiancando al tradizionale insegnamento delle istituzioni europee' anche un insegnamento che renda i singoli capaci di accedere alle informazioni e a interagire con il dibattito pubblico;- si favorisce la connessione tra cittadini e fra questi e le istituzioni creando occasioni e strumenti di ascolto costante. 
c. l'ascolto e la comprensione dell'opinione pubblica: data la complessità e la rilevanza dell'opinione pubblica nella costruzione di una sfera pubblica è opportuno predisporre strumenti ed occasioni (anche strutturate e periodiche) in grado fornire un cruscotto generale per il monitoraggio dello stato di salute dei cittadini. 
d. la ricerca di collaborazione con gli stakeholder: una legittimata sfera pubblica europea non deve essere creata a Bruxelles ma deve essere modellata e negoziata dall'interazione di tutti gli attori interessati e coinvolti pro-attivamente nei processi decisionali ad ogni livello. Questa partnership deve essere ricercata coinvolgendo in maniera integrata di diversi segmenti di stakeholder attivi:- gli Stati membri (veri gatekeeper della politica europea)- le istituzioni europee- le diverse autorità regionali e locali- le parti politiche- le organizzazioni della società civile
Ecco dunque, a brevi linee, la summa del documento. Quali però gli scenari per la nostra professione?
Emerge in maniera lapalissiana la volontà di un coinvolgimento dei pubblici nei processi decisionali europei, soprattutto in tema di comunicazione. Un coinvolgimento che passa attraverso una comunicazione trasparente, simmetrica e a due vie ma che avviene a diversi livelli:- inclusivo: ha a che fare con la possibilità offerta agli stakeholder attivi (poiché consapevoli ed interessati ) di interagire tra loro e con le istituzioni per la definizione di strategie, strumenti e modalità di comunicazione;- partecipativo: è la volontà di offrire a tutti i cittadini (anche a coloro che solo potenzialmente abbiamo un interesse remoto) una informazione ed una comunicazione trasparente e dialogica, offrendo loro la possibilità, eventualmente, di esprimere le loro opinioni, venendo così inclusi tra gli stakeholder attivi.Il nuovo paradigma della "comunicazione-con" - qui ribadito con forza - rappresenta, forse più di altri, il segno che anche gli interlocutori della comunicazione stanno cambiando, abbandonando sempre più il ruolo reattivo-passivo - tipico della comunicazione di massa e della persuasione/propaganda -, per assumerne uno maggiormente pro-attivo.La nostra comunità professionale deve focalizzare quindi la propria attenzione sui pubblici' della comunicazione di una organizzazione (non solo pubblica ma anche privata, profit e non profit), non solo interpretandoli come soggetti su cui impattano le conseguenze dell'attività organizzativa, ma soprattutto come soggetti in grado di legittimare socialmente quella organizzazione contribuendone al successo.Potrebbe sembrare un'osservazione banale e assolutamente teorica - se letta in un contesto asettico. Cerchiamo quindi di declinarne le implicazioni operative. 
L'attenzione delle organizzazioni verso i propri pubblici di riferimento assume un ruolo sempre più importante non tanto nella loro scelta (il termine target sta, sebbene con troppa fatica, abbandonando il nostro lessico professionale) quanto, soprattutto, nel loro coinvolgimento. Si tratta di riuscire a identificare modelli, strumenti e tecniche in grado di ascoltare e monitorare le aspettative dei singoli per definire obiettivi che riflettano tali aspettative.
Il compito che spetta la nostra comunità professionale è quella di farci portatori di una cultura dell'ascolto e della comprensione che favorisca l'adozione di comportamenti organizzativi in grado di facilitare il dialogo con i pubblici per garantire l'efficacia e la sostenibilità nell'agire delle organizzazioni. 
"Aveva ragione quella postulante che m'ero rifiutato un giorno d'ascoltare, quando esclamò che se mi mancava il tempo di ascoltarla mi mancava anche il tempo per regnare" (Marguerit Yourcenar, Memorie di Adriano) 
faven---------------MATERIALI DI APPROFONDIMENTO:>> Il Libro Bianco>> Il Piano di Azione>> Plan D: Dialogue, Debite and Democracy

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