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Il nuovo fenomeno Yimby

18/07/2014

Se ormai noto è il fenomeno Nimby, molto meno conosciuto invece è il Yimby, in cui i cittadini si trasformano in attivisti, mettendo a disposizione risorse per trovare insieme risposte ad alcuni problemi. La riflessione di _Rossella Sobrero._

di Rossella Sobrero
Yes in my back yard (sì nel mio giardino) è il fenomeno del momento. La voglia, a volte stimolata dalla necessità, di condividere i problemi per trovare soluzioni nuove sta trasformando il modo di vivere in città. Anche se l’effetto Nymby esiste ancora, sono sempre più numerose le realtà dove i cittadini si trasformano in attivisti mettendo a disposizione risorse per trovare insieme risposte ad alcuni problemi. Se ieri si alleavano per impedire la costruzione di un inceneritore, oggi lo fanno per rilevare dati, organizzare servizi, contribuire alla soluzione di problemi locali o globali.
La tecnologia certamente aiuta. Informazioni e conoscenze diventano disponibili grazie alla rete ma la collaborazione è tutt’altro che virtuale: le persone ospitano infatti nelle loro proprietà strumenti di pubblica utilità (come a Venezia per studiare il fenomeno dell’acqua alta o a Barcellona per misurare la CO2) veri e propri sensori di città sempre più intelligenti. Oppure si mobilitano per rendere più vivibili vie, parchi, quartieri: sono oltre 260 le social street monitorate in Italia.
Se è vero che la popolazione mondiale, che conta oggi 7 miliardi di persone, si concentra per oltre il 50% nelle aree metropolitane, è necessario che nelle città si trovino le soluzioni ai problemi.
Possiamo dire che anche il fenomeno Yimby è una conseguenza della sharing economy?
Fonte: CSR e dintorni

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