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Il nuovo ruolo delle associazioni di categoria

13/02/2008

Emerge da una ricerca realizzata da Spazio-Rp in occasione della pubblicazione della seconda edizione dell'Annuario delle Associazioni di categoria italiane. Per gentile concessione dell'editore anticipiamo l'introduzione del direttore, Roberto Portanova.

Le associazioni di categoria e i sindacati sono sempre più consapevoli del proprio ruolo di aggregatori e guida di un'economia fatta di imprese troppo piccole per competere da sole sui mercati globali. Sono convinti di essere motori della crescita dell'economia e interlocutori privilegiati delle istituzioni centrali e locali per assicurare lo sviluppo del Sistema Italia. Lo ha verificato alcuni mesi fa la nostra redazione in una ricerca svolta con la collaborazione di 250 tra presidenti e segretari generali degli organismi di rappresentanza economica.
Un'analisi realizzata per conoscere meglio come le associazioni imprenditoriali e professionali vedono la propria funzione nel sistema economico e quali sono i problemi che vincolano il raggiungimento dei loro obiettivi. Tra i risultati più significativi della ricerca ci tengo a sottolineare come le associazioni hanno ben chiare le strategie su cui puntare per contare di più: l'erogazione di servizi sempre più concreti e tangibili accompagnati da una maggiore professionalità e visione strategica; un più attento dialogo con le istituzioni e i media; essere garanti delle aziende che rappresentano per facilitarne l'accesso al credito e ai motori dell'innovazione tecnologica.
Dimostrano anche una concreta padronanza delle leve del marketing associativo, tanto che ormai sono poche le associazioni che non annoverano nel proprio organico almeno una persona addetta ad attività quali la ricerca sulla soddisfazione degli associati e le strategie di comunicazione. Tra le attività di comunicazione maggiormente utilizzate dalle associazioni figurano, in ordine di frequenza, seminari e convegni, newsletter e house organ, attività di ufficio stampa, l'utilizzo di un proprio sito web, il ricorso alla pubblicità, la realizzazione di materiale informativo, la partecipazione a fiere di settore, attività di lobby.
Ma l'aspetto più interessante della ricerca riguarda l'individuazione delle cause che, secondo questi protagonisti del sistema produttivo, frenano lo sviluppo dei diversi settori e le economie dei vari territori. Sono risultate nell'ordine: la mancanza di specifiche politiche da parte della pubblica amministrazione; la concorrenza sleale di quelle aziende che vivono nel sommerso; le ridotte dimensioni del tessuto imprenditoriale che comportano, tra l'altro, scarsi investimenti in ricerca e tecnologia, scarsa possibilità di accedere al mercato dei capitali e una minore visione strategica; l'inadeguatezza delle infrastrutture e del sistema scolastico / universitario, incapace quest'ultimo di garantire la preparazione degli skill professionali di cui necessitano le aziende.
Le associazioni sono consapevoli di non poter risolvere da sole i nodi dell'economia, per questo pretendono "concertazione" da parte delle istituzioni. Questo non per lamentare le proprie difficoltà, ma soprattutto perché ritengono di poter dare un prezioso contributo alla politica nel tracciare la strada giusta per intervenire. Mi auguro che la sfera pubblica sappia rispondere alle loro richieste. Noi abbiamo cercato di dare un piccolo contributo invitando alcuni opinion leader a dare delle risposte a questi dubbi. Risposte che abbiamo inserito in una serie di speciali che introducono questo volume.
Roberto Portanova, Direttore responsabile Spazio-Rp
informazioni su www.spazio-rp.it
 

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