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Il valore dell’ascolto nei processi comunicativi

07/03/2012

Coltivare l'ascolto efficace significa considerarlo come un'arte e una disciplina che ci restituisce, grazie all'esercizio, una grande opportunità per esprimere la nostra eccellenza di comunicatori”. Lo afferma _Jan Ardui_ in un’intervista in cui parla del tema del corso di Alta Formazione promosso da Ferpi, con il patrocinio di TP, e condotto dallo psicoterapeuta, con _Valeria Alosi_ e _Simonetta Blasi._

In previsione del seminario Diamoci Ascolto, in programma mercoledì 28 marzo a Milano, Simonetta Blasi ha rivolto a Jan Ardui qualche domanda per capire la complessità di questo delicato processo così cruciale nella comunicazione.
Ascoltare è un’impresa da cui dipende il successo o l’insuccesso di qualsiasi comunicazione. Ci sembra qualcosa di assolutamente naturale, eppure spesso cadiamo in errore. Verrebbe allora da chiedersi: cosa ascoltiamo quando ascoltiamo?
In realtà quando ascoltiamo non ascoltiamo affatto, siamo molto spesso presi da ciò che avviene dentro di noi, perlopiù in modo inconsapevole e finiamo pertanto con l’assumere rispetto all’altro un atteggiamento di mera “ricezione” che spesso riduce la comunicazione ad una faticosa raccolta di elementi che alla fine spesso ci lasciano più esausti e annoiati che interessati e pronti a cogliere gli elementi essenziali.
Il più grande ostacolo?
Il giudizio in tutte le sue innumerevoli manifestazioni (pregiudizi, stereotipi, banalizzazioni, insomma tutto quanto attiva l’economia cognitiva..), ascoltare in fondo è mettersi in cammino accanto a qualcuno, essere disposti ad entrare ne l suo mondo e questo implica un atteggiamento di aperta, onesta e chiara curiosità verso l’altro, che a pelle ci piaccia oppure no. E’ per questo che bisogna chiarire innanzitutto a se stessi quelli che possono essere i filtri che (dis)orientano la nostra comprensione, depotenziando intuito e capacità conoscitiva a detrimento dell’efficacia della comunicazione.
Qual è allora il segreto dell’ascolto attivo?
Trovare la chiave di quello specifico stato che ci permette combinare l’ascolto interno, ovvero ciò che accade dentro di noi, con quello esterno orientato all’altro. Entrambi vengono vissuti contemporaneamente e vanno colti nella loro consonanza o dissonanza, così come va allenata la capacità di affinare l’attenzione sulla comunicazione non verbale. Il nostro cervello scorre velocemente pensieri e stati d’animo, molto più velocemente delle parole che esprimiamo. Per questo coltivare l’ascolto ad ampio raggio significa considerarlo nella sua complessità come un’arte e una disciplina che ci restituisce, grazie all’esercizio, una grande opportunità per esprimere la nostra eccellenza di comunicatori.
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