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L'AI può supportare i professionisti della comunicazione nelle loro attività? Sì

26/06/2023

Beniamino Buonocore

Una riflessione dopo il primo corso di formazione CASP che ha visto la partecipazione di oltre 50 soci all’approfondimento a cura di Mafe de Baggis.

Certe cose, molte, si scoprono man mano che capitano; o man mano che le fai capitare. E così accade anche in FERPI: dove accadono molte cose, e dove molte cose si fanno capitare. 

E così, capita di ragionare di Intelligenza Artificiale, ed è un processo parecchio stimolante, a partire dal fatto che ognuna delle nostre Intelligenze Umane elabora pensieri, riflessioni, ragionamenti basati sulle singole esperienze.

A portare un po’ d'ordine (un po’, si fa per dire) ai ragionamenti utili a comprendere il nuovo mondo delle Intelligenze Artificiali (dai, cominciamo a ragionare al plurale), ci ha pensato Mafe de Baggis, specialista della comunicazione, che ha inaugurato il nuovo ciclo della formazione della CASP, portandoci nel mondo delle “giuste domande”, a partire dalla prima: L'IA può supportare i professionisti della comunicazione nelle loro attività?

Il tema del rapporto tra le AI e la nostra professione è sicuramente centrale, considerando che le AI sono il risultato di un processo naturale di innovazione tecnologica e che faranno parte sempre di più della nostra vita professionale, ma anche personale.

In tre ore di formazione si è ragionato, sotto la guida di Mafe, per cominciare a delineare con precisione che cosa sono le AI e come queste possono essere parte della vita del professionista, senza la paura che possano sostituire la creatività di chi pensa.

Ed è la prima, più importante, differenza da tenere a mente tra l’Intelletto Umano e le AI: esse non pensano, anche se le chiamiamo Intelligenze. Le AI seguono un modello generativo, ovvero sono in grado di produrre un testo, un’immagine, perfino della musica, ma solo a partire da una domanda ben precisa: a partire da un cosiddetto “prompt” (e di come si costruisce tecnicamente un prompt si ragionerà il prossimo 4 luglio). 

Ed è nella capacità di saper fare le giuste domande alle AI che si evidenzia, in modo chiaro, la differenza tra un professionista e un generico prompt designer. Per fare funzionare le AI devi necessariamente conoscere la materia oggetto della “conversazione” con le AI.

E il termine “conversazione” non è messo lì a caso. Perché, come ha tenuto a precisare Mafe, le AI non sono motori di ricerca. Sono strumenti che ti permettono di tenere traccia dei tuoi pensieri, e che ti permettono di evolverli, e che ti permettono di vedere cose che dimentichi di vedere, o che (ahimè accade) dai per scontato e che quindi pensi siano inutili da esplorare: quasi a dire che ci permettono di non essere vittime della “maledizione della conoscenza”. 

A questo primo incontro c'erano oltre 50 colleghi FERPI, ognuno con il suo bagaglio di esperienze e punti di vista. Il contributo di Mafe de Baggis ha sicuramente fornito delle linee guida da seguire, e da condividere, per migliorare il lavoro dei professionisti, e contribuire insieme a comprendere sempre meglio le possibilità di tecnologie in continuo divenire.

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