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La finanza sostenibile per rilanciare la crescita

29/05/2020

Rossella Sobrero

La finanza sostenibile sarà un attore chiave per rilanciare la crescita: la ripresa, infatti, dovrà intervenire sulle vulnerabilità socio-ambientali che hanno alimentato la crisi. Solo in questo modo sarà possibile dotare i Paesi degli anticorpi necessari per rispondere alle prossime sfide. Ne è convinto il Segretario Generale del Forum per la Finanza Sostenibile,  Francesco Bicciato, intervistato per Ferpi dalla Presidente, Rossella Sobrero.

Il mondo della finanza sta cambiando e negli ultimi tempi comunica il suo lato più sostenibile… Ci racconti quali sono le principali tendenze in atto?
Negli ultimi cinque anni il mercato della finanza sostenibile ha vissuto una solida e costante progressione: a livello mondiale, europeo e italiano cresce il volume di capitali gestiti secondo criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di buon governo aziendale (o ESG). Inoltre, aumenta il numero di soggetti finanziari che adottano politiche e strategie d’investimento o che sviluppano strumenti per facilitare questa tipologia di iniziative, come gli indici e i rating di sostenibilità. Per funzionare bene, tutte queste operazioni hanno bisogno di dati chiari, completi e aggiornati che devono essere comunicati dalle aziende ai mercati.
Fino a ora l’integrazione della sostenibilità in finanza ha riguardato principalmente i temi ambientali e climatici, per due ragioni. Anzitutto, alcune iniziative internazionali, come l’adozione dell’Accordo di Parigi sul Cima o l’Enciclica Laudato Si', hanno contribuito a catalizzare l’interesse dei governi e dell’opinione pubblica. Inoltre, i temi ambientali e climatici sono più semplici da misurare, monitorare e valutare.
L’emergenza sanitaria Covid-19 e le conseguenze economiche stanno comportando effetti significativi anche sul mercato della finanza sostenibile. Diversi studi dimostrano che nei primi mesi del 2020 i prodotti che integrano criteri ESG hanno registrato prestazioni meno negative rispetto ai tradizionali. Più in generale, tra gli operatori sta emergendo la consapevolezza che gli emittenti con valutazioni positive in termini ESG sono meglio equipaggiati per resistere alle crisi dei mercati.
Un altro aspetto rilevante delle conseguenze della crisi è l’aumento di importanza dei temi sociali nelle scelte d’investimento, come la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, la trasparenza delle catene di fornitura, la valorizzazione del capitale sociale.

L’ascolto degli stakeholder sta diventano una modalità adottata da tante organizzazioni. Quali sono le principali ricadute positive di questo approccio diverso rispetto al passato?
Una delle strategie d’investimento sostenibile che sta crescendo di più negli ultimi anni è l’engagement, vale a dire il dialogo tra gli operatori finanziari e le imprese investite su questioni di sostenibilità: si tratta di un processo di lungo periodo, finalizzato a influenzare positivamente i comportamenti dell’impresa e ad aumentare il grado di trasparenza. In quest’ambito, gli investitori stanno promuovendo un maggiore confronto delle imprese con gli attori coinvolti nei loro processi di business. Questa condivisione di esigenze e di aspettative permette di analizzare meglio i rischi e le opportunità per le attività aziendali connessi ai temi ESG e, dunque, di costruire imprese più solide, efficienti e competitive nel lungo periodo. Inoltre, consente di allineare investitori e aziende sulla base degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs).

Quali sono i programmi del Forum per la Finanza Sostenibile per il futuro?
Siamo impegnati in prima linea sulla ripresa economica a seguito dell’emergenza sanitaria, per promuovere la transizione verso nuovi modelli più verdi e inclusivi. Riteniamo che la finanza sostenibile sarà un attore chiave per rilanciare la crescita: la ripresa, infatti, dovrà intervenire sulle vulnerabilità socio-ambientali che hanno alimentato la crisi, come l’inquinamento, la perdita di biodiversità o la carenza di mezzi per tutelare la salute dei cittadini. Solo in questo modo sarà possibile dotare i Paesi degli anticorpi necessari per rispondere alle prossime sfide.
Per questo, abbiamo evidenziato 7 ambiti in cui la comunità degli investitori responsabili potrà svolgere un ruolo cruciale: tra questi, favorire gli investimenti in energie rinnovabili, mobilità sostenibile ed efficienza energetica e valorizzare i servizi alla persona, soprattutto di tipo socio-sanitario.

Come Ferpi stiamo attivando una serie di collaborazioni con associazioni di diversi settori. Apriamo un tavolo di confronto per parlarne?
Certamente, questa logica è nel DNA del Forum. Con oltre 100 Soci, la nostra base associativa è multi-stakeholder: ne fanno parte sia operatori finanziari, sia altre organizzazioni, come il Terzo Settore, le associazioni di categoria e di rappresentanza e le ONG.
In questa particolare fase storica ed economica, per introdurre un cambiamento radicale nei modelli economici la sinergia tra istituzioni, imprese e operatori finanziari è centrale. Per esempio, tra le nostre proposte abbiamo inserito l’analisi degli investimenti necessari per le partnership pubblico-privato, con l’obiettivo di sostenere sanità pubblica e infrastrutture sociali. Inoltre, riteniamo che sia cruciale innescare circuiti di collaborazione e fiducia tra finanza sostenibile ed economia reale.
Sempre in ottica di collaborazione, siamo attivi nel monitorare e analizzare le numerose iniziative avviate dalle istituzioni europee per lo sviluppo della finanza sostenibile, con lo scopo di favorire un’ampia partecipazione da parte degli operatori del mercato italiano.

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