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La privacy nel 2020: una nuova sfida per le Rp

#Ferpi2Be

08/10/2020

Patrick Lavaroni

Qual è la percezione della privacy tra le persone? Quale ruolo possono avere i professionisti della comunicazione nel triangolo web-privacy-popolazione? L'analisi di Patrick Lavaroni per la rubrica #Ferpi2Be.

L’Italia del 2020 offre il perfetto spunto di partenza per una riflessione riguardo la percezione della privacy tra i cittadini. L’app “Immuni” è stata fonte di dibattito e ha mostrato come la diffidenza nei confronti della protezione dei dati online stia aumentando. Non solo adulti e anziani ma anche i più giovani ripongono dubbi sulla gestione dei dati da parte dei giganti dei social e della vendita online. Nel “piccolo” contesto di Udine è emerso un esempio che rappresenta questo clima. In occasione dell’edizione annuale di “Friuli Doc” svoltasi nella città friulana, si è fatto uso dell’app “Eilo” per tutelare la salute dei partecipanti in modo da poter arginare eventuali contagi all’interno della manifestazione.

Friuli Doc è un evento enogastronomico che si svolge nel mese di settembre di ogni anno. Esso rappresenta uno dei momenti in cui la città di Udine viene sommersa da visitatori da tutta la regione e oltre. In quest’anno particolare che è il 2020 gli organizzatori non hanno rinunciato alla manifestazione mettendo in atto le misure di sicurezza necessarie. L’app Eilo è parte di questo sistema di prevenzione; il suo funzionamento si basa su un database di nominativi e contatti raccolti tra i visitatori dei vari stand tramite QR code. Coloro che non avevano installato l’app dovevano comunque registrare i loro dati all’ingresso in forma cartacea.

Alcuni giorni dopo la chiusura della manifestazione si sono alzati diversi interrogativi riguardo alla destinazione di queste informazioni. La domanda è sorta in seguito alla circolazione sul web di un’immagine che testimoniava la vendita di tali dati per finalità commerciali. La questione ha sollevato una polemica con tanto di interrogazione da parte di uno dei partiti di opposizione del comune di Udine. Il tutto è stato seguito da un articolo su un popolare quotidiano locale. Il giornale ha riferito anche come i gestori di Eilo abbiano smentito l’uso improprio dei dati garantendo l’eliminazione degli stessi (peraltro criptati) entro 14 giorni dal termine di Friuli Doc.

Davanti a queste situazione ci si chiede quale possa essere il ruolo delle Relazioni Pubbliche. È necessario rassicurare l’utente e rendergli comprensibile i complessi messaggi relativi alla sicurezza online. Durante questa crisi sanitaria troppo spesso c’è stata una distanza tra quanto espresso dalle istituzioni e quanto recepito dai cittadini. Quanti si stanno ancora chiedendo chi siano i congiunti?

Sia nel settore pubblico che in quello privato le Relazioni Pubbliche devono fare da ponte tra le istituzioni e gli utenti affinché il clima di diffidenza esistente venga appianato. Inoltre è necessaria una gestione trasparente delle informazioni raccolte evitando la creazione di “zone d’ombra” all’interno dei procedimenti. Una risposta precisa, puntuale e priva di fini persuasivi, da sempre la “mission” delle RP.

Il futuro riserverà sfide sempre più simili a queste; nasceranno e verranno approfondite nuove figure professionali come l’esperto per la salvaguardia dell’etica digitale. Dall’altra parte della barricata gli utenti dovranno migliorare la loro conoscenza del mondo online. Ciò può avvenire fin dall’istruzione elementare con l’introduzione di percorsi di formazione e nuove materie scolastiche. Un esempio è il “patentino per l’utilizzo del cellulare” rilasciato su iniziativa dell’associazione Mec in Friuli Venezia Giulia.

Concludendo, la crescente digitalizzazione delle procedure di registrazione presso i vari enti porterà una fetta sempre più grande della popolazione italiana a confrontarsi con il problema della privacy. Rimarchiamo quindi come le RP abbiano il compito in primo luogo di “tradurre” il linguaggio del web, ricco di termini tecnici, sigle e parole inglesi a tutti coloro che dovranno fruirvi. Il pericolo è che si crei un netto rifiuto da parte degli utenti nell’utilizzare queste procedure oppure vi sia un’eccessiva ingenuità nella navigazione. A questo fine le RP dovranno assolvere un secondo e più importante compito: sensibilizzare la formazione e l’istruzione nel campo del web.

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