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La professione alla prova dell’emergenza COVID-19

#MercatoLavoro

27/11/2020

Rita Palumbo

A distanza di due anni e dopo aver ampliato il perimetro di indagine all’impatto dell’emergenza COVID-19 sulla professione giornalistica, il Servizio Economico-Statistico dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato il primo rapporto della terza edizione dell’Osservatorio sul Giornalismo, che sarà oggetto di una consultazione pubblica sui diversi temi emersi dall’indagine cui FERPI parteciperà.

Due anni fa, esattamente il 15 ottobre 2018, fu messo online il primo questionario relativo alla terza edizione dell'Osservatorio sul Giornalismo. Tante novità furono annunciate in quei giorni dal Servizio Economico-Statistico (SES) dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, la più importante delle quali fu quella che per la prima volta tra i partner dell’iniziativa fu coinvolta FERPI, la Federazione delle Relazioni Pubbliche Italiana, ovvero un’associazione di professionisti che operano nelle Relazioni Pubbliche e nella Comunicazione.

A distanza di due anni e dopo aver ampliato il perimetro di indagine all’impatto dell’emergenza COVID-19 sulla professione giornalistica, il SES ha pubblicato il primo rapporto della terza edizione dell’Osservatorio sul Giornalismo, intitolato “La professione alla prova dell’emergenza COVID-19”. Rapporto che sarà oggetto di una consultazione pubblica sui diversi temi emersi dall’indagine -  a partire dal documento appena pubblicato – cui FERPI parteciperà.

In questi due anni tante cose sono cambiate e molte altre sono in costante divenire. Fermo restando la centralità di una corretta, professionale ed autorevole informazione, il contesto in cui vengono esercitate le professioni del giornalismo e della comunicazione, è ormai un teatro di costanti e continue trasformazioni, non certo e non solo per la pandemia del COVID-19.

La rivoluzione digitale, l’inadeguatezza delle forme contrattuali e la crisi dei modelli di business dell’editoria hanno determinato precarietà e confusione su quelli che sono gli obiettivi di scopo del giornalismo, che sono molto diversi da quelli dei molteplici profili professionali della Comunicazione. Il giornalismo è una professione nobile, senza dubbio, ma che dall’attuale crisi di identità in corso, potrebbe passare alla fase dell’estinzione se non sarà capace di adottare rigorose norme non per perpetuare ingiustificate e anacronistiche rendite di posizione, ma per gestire i cambiamenti in atto e tornare ad avere un ruolo centrale per la democrazia del nostro Paese. 

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