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La rivoluzione digitale al centro del Premio Nostalgia di Futuro 2019

25/09/2019

Redazione

Etica, algoritmo, dati e nuova umanità: questi i temi di Nostalgia di Futuro 2019 , il premio organizzato da Osservatorio TuttiMedia e dalla rivista Media Duemila che si è tenuto lo scorso 25 settembre al Senato della Repubblica.

Si dice che ognuno di noi, nel mondo, abbia sette sosia. L’innovazione ci dona anche un gemello digitale. I suoi connotati sono stati delineati nel corso della 11ma edizione del Premio “Nostalgia di Futuro” dedicata a: “Gemello digitale l’altro me. Intermediario con la nostra realtà aumentata - Intelligenza Artificiale tra etica – educazione – politica”, organizzata da Osservatorio TuttiMedia e dalla rivista Media Duemila (giunta al suo 36mo anno di vita) e svoltasi nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato, con la partecipazione del Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Alla cerimonia, preceduta da un dibattito su questo tema, hanno partecipato Gianni Letta, presidente onorario TuttiMedia; Franco Siddi, presidente Osservatorio TuttiMedia; Roberto Saracco, chair of the SAS Initiative of IEEE; il sociologo Derrick de Kerckhove; Andrea Riffeser Monti, presidente della FIEG; Pier Paolo Cervi, Mediaset; Mario Sechi, direttore dell’Agi; Diego Ciulli, Google; Marina Ceravolo, Rai Pubblicità; Laura Bononcini, country manager di Facebook. Ha moderato il dibattito la direttrice della rivista Media Duemila e vicepresidente di OTM, Maria Pia Rossignaud.

“Questa nuova rivoluzione va governata e incanalata – spiega Maria Pia Rossignaud – ecco perché l’Osservatorio TuttiMedia, unica Associazione che unisce tutti i Media, ha voluto portare all’attenzione delle Istituzioni l’importanza di promuovere leggi, regole e comportamenti adatti per quest’epoca in cui è necessaria anche un’etica per l’algoritmo”.

Appello raccolto in pieno dal Presidente del Senato Maria Casellati che ha ricordato nell’intervento introduttivo: "Se l'Intelligenza Artificiale può portare benefici all'intera società e all'economia, le sue applicazioni pratiche stanno sollevando e solleveranno sempre più in futuro problematiche giuridiche ed etiche". Secondo la Presidente, bisogna puntare a “una visione più ampia, di ordine sovranazionale, che si caratterizzi per un approccio alla materia tale da rafforzare la fiducia dei cittadini nello sviluppo digitale" e ricorda i contenuti "della comunicazione che l'8 aprile 2019 la Commissione Europea ha rivolto al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni", sottolineando che "l'essere umano deve porsi al centro dello sviluppo dell'Intelligenza Artificiale. In altre parole, essa potrà avere un futuro sostenibile e potrà godere della fiducia dei cittadini solo se saprà essere "antropocentrica".

Ha aperto il dibattito Roberto Saracco (chair of the SAS Initiative of IEEE): “Il gemello digitale rappresenta una realtà nel settore manifatturiero e una componente importante nella evoluzione verso l’Industria 4.0. Le sue caratteristiche lo rendono estremamente interessante anche in altri settori, dalla sanità alle “smart cities”, dalla fruizione di contenuti alla conoscenza personalizzata e distribuita. Per questo motivo, vi sono svariate iniziative in corso a livello internazionale sia da parte di istituzioni come IEEE e EIT Digital sia da parte di grandi aziende (General Electric, IBM, Mevea, Philips, Sap, Siemens…).

Da notare che, in assenza di un quadro legislativo reale, lo sviluppo e l’evoluzione sarebbero trainate, e guidate, dai grandi gestori dei dati (US e Cina). Tale sostegno normativo - ha affermato Saracco - è ancora più importante nel momento in cui il gemello digitale diventa gemello di persone fisiche (come nel settore della sanità) per arrivare, in prospettiva, ad essere un gemello del cervello individuale. Evidenti gli aspetti etici e sociali sottostanti, anch’essi regolamentati nei corpus giuridici. EIT Digital e IEEE – ha spiegato - hanno sviluppato un programma di istruzione professionale e aziendale per stimolare la adozione dei gemelli digitali e accelerare la trasformazione digitale. Il programma è aperto e adattabile alle specifiche esigenze di singoli e di aziende/Pubblica Amministrazione”.

Di Gemello digitale e contesto sociale ha parlato Derrick de Kerckhove, direttore scientifico di TuttiMedia: “Dalla marea di innovazioni che arriva dalle tecnologie digitali e che coinvolge ogni settore della vita dell’uomo, sono due quelle che emergono con gli attori e gli attuatori principali del cambiamento in corso: il gemello digitale sul piano personale e il social credit (o l’attuale versione occidentale cioè il surveillance capitalism) sul piano sociale. Quando i due aspetti convergeranno la domanda da porsi sarà se il gemello digitale è sufficiente per proteggere la nostra autonomia o se vincerà il controllo totale e radicale della società”.

“Bisogna reinventare la Tv al tempo del Gemello digitale – ha affermato Paolo Cervi di Mediaset – reimmaginando i supporti, le interfacce e l’offerta. È indubbio che, abituandoci a parlare con un’intelligenza esterna che comprende le nostre domande, si va a influire profondamente su alcuni strumenti che richiedono l’utilizzo della manualità come il cellulare o il telecomando. L’idea che il nostro cervello sia “potenziato” da unità esterne influisce profondamente sugli sviluppi futuri di un media come la TV”.

Sia Franco Siddi, presidente dell’Osservatorio, sia Andrea Riffeser Monti, presidente Fieg, hanno ricordato con affetto e ammirazione l’opera di Giovanni Giovannini, insistendo su quanto sia importante oggi continuare ad applicare la curiosità attiva e l’analisi dei processi in atto al fine di comprendere il futuro prossimo “prima che ci travolga”, come ha affermato Siddi, “e ci costringa a rincorrere quel cambiamento adattandoci alle regole del gioco che altri ci imporranno se non riusciamo ad avere la lungimiranza di crearne di nostre adeguate ed efficienti”. Riffeser ha sottolineato che la Fieg è un’associazione che svolge il suo ruolo anche attraverso il sostegno di iniziative per l’educazione culturale come la promozione della raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare per introdurre l’educazione civica nelle scuole. La Fieg, come associazione che rappresenta tutte le componenti della carta stampata, difende e tutela i prodotti editoriali contro la pirateria e gli utilizzi parassitari”.

D’altronde, proprio di “grande mutazione” parlava Giovannini, così come ha ricordato l’On. Gianni Letta nel suo intervento appassionato e commosso: “dobbiamo sempre tenere a mente, come un faro che ci indichi la rotta, la lezione di Giovannini. Egli è stato un Maestro, un uomo coraggioso, lungimirante e sempre disposto ad accogliere la novità non come sostituto del passato, ma come valore aggiunto. Occuparsi di tecnologia non può e non deve voler dire subire la fascinazione del futuribile, occuparsi di tecnologia significa applicare i vecchi valori umani a degli strumenti nuovi affinché il futuro sia migliore e adeguato al progresso dell’uomo”.

Per i nuovi media sono intervenuti Laura Bononcini, di Facebook, e Diego Ciulli, di Google. Bononcini si è soffermata sulla tematica del “recupero del controllo”; ovvero: “per le persone recuperare la possibilità di essere al centro dei processi che li riguardano. Come? Ad esempio, il controllo sui propri dati, il poter ricevere informazione di qualità e non “fake-news” quando navigano in rete, l’esistenza di meccanismi di democrazia reale. Il che vuol dire rimettere al centro del ragionamento l’etica”.

Ciulli ha sottolineato come “siamo sempre accusati di essere i manipolatori, coloro che tramano per diffondere l’informazione falsa e cattiva, eppure noi aggiorniamo costantemente le policy del nostro motore di ricerca, tentiamo di attuare sistemi di controllo sempre più incisivi ed efficaci, ci sottoponiamo a verifiche costanti. Il punto è che, così come cambiamo noi, si adattano tutti quelli che utilizzano lo strumento da noi fornito per approfittarne. Forse il punto dovrebbe essere proprio creare una regolamentazione adeguata in modo da evitare che certi campi sensibili, come l’informazione, sfuggano al controllo. Nuovi media, vecchi media e Istituzioni dovrebbero collaborare in questo, senza accusarsi a vicenda”.

Per Mario Sechi, direttore dell’AGI: “Dagli interventi precedenti capiamo che il punto fondamentale è come restare umani in un mondo fortemente disumanizzante. Bisogna fuggire la “totemizzazione” della tecnologia, la quale spesso è osannata come la risolutrice assoluta dei problemi e invece, in molti casi, spalanca la via a nuove complicazioni. Quando ci si richiama alla tradizione, potremmo evocare i classici canoni del giornalismo: la veridicità o meno dei fatti, il modo in cui questi vengono raccontati, lo stile usato per raccontarli, la verifica costante delle fonti, la maniera di veicolarli, la loro gerarchia… non bisogna credere che soltanto perché il mezzo è cambiato, le regole auree vengano meno. Occorre, cioè, accogliere senz’altro i progressi tecnologici e le innovazioni, ma senza mai dimenticare che i doveri etici, professionali e sociali (soprattutto di chi fa informazione) sono gli stessi”.

Marina Ceravolo, di Rai Pubblicità afferma: “Per RAI indirizzare le tecnologie significa rispettare l’uomo iniziando dall’uso responsabile dei dati. Il futuro ci vede impegnati a il pensiero critico facendo ascoltare più voci. La Rai è impegnata ad evitare le bolle informative chiuse e la sfida di oggi, in quanto servizio pubblico è l’alfabetizzazione utili a sviluppare le competenze digitali ed abbattere il digital divide”.

Nostalgia di Futuro nel 2019 ha inaugurato la sezione Donna è Innovazione. Fra le vincitrici Lella Golfo promotrice della legge sulle quote di genere, Patrizia Rutigliano, vice presidente Snam, l’innovatrice Milly Tucci e le studentesse del Liceo di Torre Annunziata per l’Agenda contro la violenza delle donne e Cecilia Coppola, presidente dell’associazione Cypraea che nel 90 insegnava a non usare la plastica con il suo personaggio CiòCiò e la busta di plastica.

 

 

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