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Le Litigation PR debuttano all’università

29/11/2013

Le Litigation Public Relations, la branca delle Relazioni pubbliche dedicata alla comunicazione delle controversie legali, inizia a diventare una realtà anche in Italia. _Andrea Carlon,_ proprio su questo tema, ha recentemente discusso, presso l’Università di Padova, la sua tesi di laurea, la prima nel nostro Paese, con relatori _Giampietro Vecchiato_ e _Giovanni Landolfi._

di Andrea Carlon
Da diversi anni esiste un ramo delle Relazioni Pubbliche all’interno della comunicazione di crisi specializzato nella comunicazione delle controversie legali; si tratta di una disciplina piuttosto diffusa negli Stati Uniti che si chiama Litigation Public Relations, e su cui anche in Italia si discute. La controversia è un tipo specifico di crisi e la gestione della sua comunicazione avviene con metodologie e tecniche particolari.
L’attività di Litigation Public Relations ha l’obiettivo di difendere la reputazione di un individuo o di un’organizzazione coinvolti in questioni giudiziarie che le mettono a rischio; i relatori pubblici che se ne occupano cercano di offrire quanto più possibile all’opinione pubblica il punto di vista del cliente sulla controversia, e lo fanno attraverso i media.
L’attività non va confusa con quella delle Legal Public Relations, che si occupano invece del marketing di uno studio legale.
Lo scopo della tesi è stato quello di capire se le Litigation PR esistono in Italia e come operano: l’ho fatto intervistando alcuni professionisti del mondo legale e delle Relazioni Pubbliche sulla personale esperienza nella comunicazione di contenziosi.
La tesi si divide in tre parti:

la prima colloca le Litigation PR all’interno della Comunicazione di crisi;
la seconda riassume le tecniche e gli obiettivi della disciplina nel sistema americano;
la terza riporta le interviste con un legale specializzato in contenziosi di tipo civile, un responsabile del Crisis management di un’importante agenzia di relazioni pubbliche internazionale, Toni Muzi Falconi (Past President Ferpi e Global Alliance) e un magistrato.

Ho provato a fare un confronto tra la realtà italiana e quella degli Stati Uniti. La realtà americana è già molto più avanzata, le Litigation PR esistono negli Stati Uniti dall’inizio degli anni ’80. Ci sono inoltre molte differenze operative tra i due Paesi, dovute alla diversità dei sistemi giuridici, che influenza anche gli obiettivi della comunicazione. In Italia, si parla per la prima volta di Litigation PR durante l’inchiesta di Mani Pulite e l’attenzione sull’argomento è aumentata a causa dei molti processi di forte interesse mediatico che si sono svolti negli ultimi anni, come il caso Amanda Knox a Perugia, che ha acceso una discussione tra gli esperti di comunicazione sul ruolo delle Litigation PR in Italia.
Dall’indagine emergono chiaramente i due ambiti fondamentali con cui si confrontano i relatori pubblici che si occupano di Litigation PR: la relazione con gli avvocati e quella con i giornalisti. Dalla prima dipendono le informazioni che possono essere rivelate e la definizione della strategia di comunicazione. Mentre la seconda è importante perché solamente costruendo un rapporto di fiducia e di stima reciproca con la stampa è possibile far emergere correttamente il punto di vista del cliente. Lo scopo principale delle Litigation PR dovrebbe essere inoltre quello di contenere il clima negativo che si crea attorno alla persona o aziende coinvolta in un contenzioso legale.
Dalle conversazioni con i professionisti della comunicazione, emerge che intervenire nel dibattito mediatico e imporre il proprio punto di vista non è semplice, ma si può cercare di controllare ciò che viene detto dai media e di smentire le notizie false che influenzano negativamente la reputazione del cliente. Inoltre bisogna tenere conto dell’esistenza di precisi doveri di riservatezza che gli avvocati devono rispettare e che possono limitare la strategia di comunicazione.
Un punto di confronto essenziale riguarda la possibilità di influenzare l’esito dei processi: una possibilità reale negli Stati Uniti e molto controversa invece in Italia, dove avvocati e giudici la ritengono inammissibile, mentre i comunicatori sono più possibilisti.
Il quadro finale che emerge è che in Italia le Litigation PR esistono, ma non sono così diffuse, praticate e codificate come negli Stati Uniti o in altri Paesi europei e trovano applicazione soprattutto nei processi che coinvolgono forti interessi economici. Sono comunque diverse le agenzie di comunicazione italiane che per offrono servizi per la tutela della reputazione durante i contenziosi legali. Oggi rappresentano la novità che offre il mercato della comunicazione e la reputazione è un valore molto importante per le aziende ma anche per tutti i cittadini: lo sviluppo futuro può derivare innanzitutto da una maggior chiarezza sugli obiettivi di questo tipo di comunicazione e sulle competenze e gli strumenti sono necessari.

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