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Se è sul web, perché non riesco a trovarlo? Cambiamenti e paradossi nel mondo dell’informazione

#TaccuinoDigitale

09/07/2021

Valentina Citati

Come ci informiamo sul web? Cosa è cambiato con la pandemia? L’informazione mainstream quanto è libera e aperta e quanto gli algoritmi decidono cosa vediamo e conosciamo? Google ha rilasciato di recente alcuni “consigli” per affinare le nostre ricerche, da tenere in considerazione insieme alla consapevolezza del quasi monopolio che detiene sul web. L'analisi di Valentina Citati per #TaccuinoDigitale.

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In questa infografica possiamo visualizzare i siti web più visitati in tutto il mondo, attingendo ai dati di SimilarWeb (a novembre 2020).

Al primo posto ovviamente non potevano che esserci Google, con YouTube e Facebook, rispettivamente al secondo e terzo posto. Subito dopo troviamo piattaforme come: Twitter, Wikipedia, Instagram, Baidu (Un famoso motore di ricerca cinese), Yahoo, xvideos, Pornhub.

Questi sono i siti web che generalmente e stabilmente occupano le prime 10 posizioni, subito dopo entrano in classifica alcuni portali spinti dagli effetti diretti della crisi sanitaria internazionale come Zoom, che nell'arco di breve tempo ha raggiunto il 15º posto. Altro incredibile balzo è quello di Tik Tok.

Tra i siti web che hanno registrato una maggiore crescita c'è Wikipedia, che occupa il quinto posto in classifica, e che ha registrato un aumento di oltre il 30%, una delle percentuali più rilevanti.

Ma chi detiene le redini di questi siti web? Quali sono le aziende che si celano dietro questi grandi nomi? Al primo posto troviamo Microsoft che detiene ben sette siti web, presenti nella classifica di SimilarWeb tra i quali LinkedIn e live.com. Altro colosso è Amazon, che detiene ben cinque popolari domini tra i quali Twitch e i domini del suo stesso eCommerce, che registrano numeri da capogiro in paesi come: Giappone, Germania e Regno Unito.

Ultima ma non per importanza è la Cina, che all'interno della classifica detiene ben cinque siti web, tra i quali solo Aliexpress molto famoso anche in Occidente. Il resto del mondo invece detiene solo 10 siti web nella classifica dei 50 siti più visitati della rete.

Tutte le grandi aziende tecnologiche hanno aumentato le loro quote di mercato ma Google, in particolare, detiene circa il 90% del mercato degli annunci di ricerca.

Per questo motivo, diversi organismi di regolamentazione stanno prevedendo un maggiore controllo sull'azienda che di recente è stata sanzionata in Italia per oltre 100 milioni di euro proprio per abuso di posizione dominante.

Dati che è importante conoscere dal momento che, anche per effetto della pandemia, l’uso del web come fonte di ricerca di informazioni è notevolmente cresciuto nel 2020 eguagliando (in particolare per le fasce di età più giovani) la TV, in particolare da mobile.

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Di recente il Reuters Institute for the Study of Journalism e l’Università di Oxford hanno pubblicato il “Digital News Report 2021” (basato su un questionario erogato online, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio 2021, ad un campione rappresentativo della popolazione, in Italia 2010 individui), che analizza il sistema dell’informazione nelle diverse nazioni.

Vincenzo Cosenza ha chiesto e integrato il report con un focus sull’Italia. Tra i dati più rilevanti c’è l’uso dei social media come fonti di informazione citato dal 21% del campione ma in calo mentre cresce il ricorso agli aggregatori di news come i motori di ricerca. Tra i social la piattaforma più utilizzata per trovare, leggere, discutere e condividere notizie rimane Facebook seguito da WhatsApp e Youtube. Infine, molto interessante, è che la fonte di informazione preferita su questi social cambia a seconda della piattaforma come si può vedere nell’immagine:

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Se su Twitter il punto di riferimento sono in primis gli account ufficiali delle testate o i giornalisti, ma anche le celebrità e gli influencer (quest’ultimo dato è superiore alla media delle altre nazioni), su Facebook prevale un mix di testate e gente comune, mentre su YouTube la situazione è più varia e si divide tra testate, influencer e fonti più piccole. Infine su Instagram le persone apprendono le notizie soprattutto dagli influencer (come su TikTok del resto). Il web, quindi, avrebbe portato ad una democratizzazione dell’informazione accrescendo il protagonismo e l’attivismo degli utenti tuttavia non mancano le distorsioni che tale fenomeno porta con sé come la diffusione di notizie false o poco accurate o il potere degli algoritmi che decidono cosa “spingere” sulla base dei contenuti che possono piacere di più limitando così la diffusione di altre notizie.

Proprio il gigante Google ha pubblicato di recente un post sul suo blog in cui Daniel Russell, Senior Research Scientist di Google, evidenzia alcuni fra gli errori più comuni che possono impedirci di trovare le risposte desiderate e offrendo 5 consigli utili per affinare i risultati evidenziando quelli più utili.

Tra gli errori citiamo: il limitarsi ad una sola ricerca (in particolare per i temi più complessi), non controllare la credibilità delle fonti, non definire le parole chiave da utilizzare, limitarsi alle ricerche testuali escludendo foto e video e il saltare a priori i risultati con termini/parole che non ci sono familiari.

I consigli, invece, elencano una serie di simboli da utilizzare per migliorare le proprie ricerche:

1. Il simbolo @ per cercare sui social media: usate il simbolo @ davanti a una parola per cercare sui social media. Ad esempio: @twitter.
2. Le virgolette per cercare una corrispondenza esatta: l'inserimento di virgolette nella parola o nella frase limiterà la ricerca a ciò che vi interessa davvero. Ad esempio: "edificio più alto"
3. I trattini per escludere parole dalla ricerca l'aggiunta di trattini prima di una parola esclude quel termine dai risultati visualizzati. Ad esempio: velocità automobili -formula 1.
4. L'operatore di barra per abbinare le ricerche: inserendo una barra verticale - come questa "|" - tra i termini di ricerca, verranno visualizzati i siti Web che contengono alcuni o tutti i termini poiché l'operatore di barra verticale significa sostanzialmente “oppure" per Google. Ad esempio: maratona|gara
5. Due puntini per cercare con un intervallo di numeri: sul motore di ricerca è possibile cercare con un intervallo numerico, basta inserire due puntini tra i numeri e verranno visualizzati i risultati all'interno di tali intervalli. Ad esempio: fotocamera €50..€100

Evidentemente nel contesto odierno ricco di informazioni saper “ricercare” e “selezionare” quelle più rilevanti, esponendosi anche a contenuti nuovi e inattesi, diventa un fattore estremamente importante sia come professionisti che come semplici naviganti.

Importante, quindi, dotarsi di una “cassetta degli attrezzi” per una informazione il più possibile completa, accurata e affidabile e magari diffonderla anche tra i più giovani che più sono esposti al rischio di fake news o contenuti pericolosi.

Alla prossima settimana!

 

 

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