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Sul giornalismo

30/12/2009

Inedito fino a pochissimo tempo fa in Italia, è uscito a novembre _Sul giornalismo_ di Joseph Pulitzer, il giornalista-editore di origine ungherese da cui prende il nome anche il celeberrimo premio statunitense. Un volumetto agile le cui tesi, pur a un secolo dalla loro prima pubblicazione, restano di una straordinaria attualità. E alla luce delle recenti polemiche sulla libertà della stampa italiana, colpisce la correlazione che Pulitzer vede tra il destino della democrazia e quello della stampa che _progrediranno o cadranno insieme_.

“Quale sarà la condizione della società e della politica in questa Repubblica di qui a settant’anni? Sapremo salvaguardare il primato della Costituzione, l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e l’incorruttibilità della giustizia, oppure avremo un governo del denaro e dei disonesti?”. Considerazioni di grande attualità se si guarda al dibattito pubblico italiano, ma anche di tanti altri Paesi, che sembrano appena uscite dalla penna di un acuto editorialista. Sono state pronunciate, invece, più di un secolo fa da Joseph Pulitzer alla Columbia University, quando fu chiamato a presentare il suo progetto, il primo del genere, sulla necessità di una Scuola di giornalismo. Oggi Bollati Boringhieri le ripropone in un agile ma intenso libretto nella collana Incipit la cui lettura – molto utile – è consigliata sia ai giornalisti ma anche a chi ai giornalisti fornisce notizie: relatori pubblici e comunicatori.


Il famoso editore e giornalista a cui è intitolato il più prestigioso premio di giornalismo è stato uno dei primi sostenitori della necessità della formazione nelle professioni. Pulitzer riteneva che non può esserci buona informazione senza un’adeguata formazione. Se è vero – come sostiene egli stesso – che il vero giornalista impara il mestiere “sul campo” con la pratica quotidiana, è altrettanto vero che necessita di solide basi culturali per rapportarsi con le diverse fonti e le materie di cui tratta.


Secondo Pulitzer l’informazione e coloro che quotidianamente ci lavorano, i giornalisti, hanno un ruolo fondamentale e delicato nella formazione dell’opinione pubblica. “Il giornalista ha una posizione tutta speciale. Lui solo ha il privilegio di plasmare le opinioni, toccare il cuore e fare appello alla ragione di centinaia di migliaia di persone ogni giorno”. La lettura di queste considerazioni di Pulitzer a sostegno della sua idea di una scuola di giornalismo e della necessità della formazione per chi ha il delicato compito di contribuire alla formazione dell’opinione pubblica è fondamentale anche per chi alimenta quotidianamente il lavoro dei giornalisti: quei relatori pubblici cui una recente ricerca inglese riconosce la paternità dell’80% delle notizie riportate dai media.


Ciò significa che la professione giornalistica e l’informazione da essa prodotta è strettamente collegata a quella della comunicazione con grandi responsabilità, anche morali e non solo etiche, da parte di entrambi. Così come per i giornalisti la formazione è un elemento indispensabile della professione anche per comunicatori e relatori pubblici che, come sosteneva Pulitzer per i giornalisti, devono conoscere – e bene – strumenti e materie con cui hanno a che fare quotidianamente. In questo libretto di Pulitzer Sul giornalismo rilancia anche l’importanza e il ruolo delicato dei media nella formazione dell’opinione pubblica. E se come sostiene Pulitzer “Gutenberg è stato il fondatore dell’opinione pubblica moderna” con chiari riferimenti alla stampa, unico media del tempo, oggi la riflessione non può che estendersi al complesso sistema dei mezzi di informazione, non solo mainstream, ma anche i nuovi spazi, come social network e social media, in cui si formano le opinioni.


L’elevata frammentazione del sistema dei media e la difficoltà di interagire con chi ne è responsabile, però, non può essere un alibi per chi – comunicatori e relatori pubblici – è all’origine delle informazioni che, attraverso i mezzi di comunicazione e i giornalisti che l’informazione la trattano, arriva ai pubblici.


Sul giornalismo
di Joseph Pulitzer
Bollati Boringhieri Editore
2009, pag. 144
10,00 €

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