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Sussidiarietà e territorio, il ruolo del tessitore sociale

30/09/2020

Toni Muzi Falconi

Innovazione, capitale sociale, sussidiarietà e il ruolo del Tessitore Sociale sono stati al centro dell'intervento di Toni Muzi Falconi durante il Salone della CSR e dell'Innovazione Sociale.

Capitale sociale e valore delle reti di relazione

Quando lo storico/filosofo/politico francese Alexis de Toqueville visitò gli Stati Uniti nei primi anni 30 dell’800 fu la propensità degli americani per l’associazionismo civile e sociale che maggiormente lo impressionò come chiave inattesa che faceva funzionare la democrazia in quel Paese.

Quando a metà del '900 lo scienziato sociale statunitense Robert Putnam (che insegna ancora oggi politica pubblica a Harvard) studiò in Italia la società emiliano/romagnola e toscana evocandone la robustezza istituzionale nelle relazioni sociali e nella società civile, definì capitale sociale il funzionamento dei gruppi nelle relazioni interpersonali, comune senso di identità, condivisione di norme, valori, fiducia, reciprocità e cooperazione.

In entrambi i casi, l’idea centrale fu che le reti di relazioni hanno un valore. Inutile dire oggi che in entrambi i continenti il capitale sociale è verticalmente crollato. Piuttosto ci si chiede se e come si possa “ricostruire”. Qualche ottimista è perfino arrivato a sperare in questi mesi recenti che il Covid potesse servire...

Intorno ai primi di questo secolo, le grandi società di revisione da un lato e i relatori pubblici dall’altro, provati entrambi dalle difficoltà di ripresa dalla grande crisi occidentale del 2007/12, si strinsero intorno al Principe Charles e, attraverso l’IIRC (International Integrated Reporting Council), convennero, definirono, studiarono e diffusero i 6 capitali di ogni organizzazione aggiungendo a quello tradizionale finanziario:

  • umano

  • relazionale

  • sociale

  • materiale

  • reputazionale


Oggi in molti mercati finanziari e non solo occidentali, questi capitali vengono valutati e vanno a comporre il valore complessivo dell’organizzazione.

Sussidiarietà e tessitura sociale

Oggi viene molto riconosciuto dagli Stati e dalle Organizzazioni - sociali, private e pubbliche - il principio di sussidiarietà. Secondo questo principio, se un’organizzazione del territorio è capace di svolgere bene un compito, l'ente superiore non deve intervenire, ma può eventualmente sostenerne l'azione.

Una estesa applicazione di questo principio in Italia verso fine del secolo scorso aveva contribuito a frenare il crollo del nostro capitale sociale che invece Putnam con il suo best seller del 2012 Bowling Alonedimostrò essere precipitato negli Sati Uniti.

La sussidiarietà aiutava a consolidare i sistemi di relazione di organizzazioni sociali, pubbliche e private se e quando fossero concordi su specifici obiettivi di crescita di valore coerenti con i rispettivi obiettivi.

Un ruolo esemplare è quello definito dal nostro sociologo Aldo Bonomi, di tessitura sociale. La prima applicazione consapevole è quella avviata dal Conad, assistita della società di comunicazione bolognese Homina.

Nel 2019 per il simposio annuale accademico di Bled (Slovenia), un gruppo di una trentina di relatori pubblici italiani (docenti, operatori, studenti e studiosi) hanno lavorato insieme per alcuni mesi, sotto l’ombrello della FERPI, per mettere a punto e presentare un “paper” e una seduta pubblica di presentazioni di casi che declinassero il valore della funzione del “tessitore sociale”: un imprenditore delle relazioni che crea valore su un territorio specifico, integrando i sistemi di relazione di soggetti privati, pubblici e sociali intorno ad un obiettivo e una metodologia di valutazione condivisa.

Applicazioni di successo

Il primo caso fu quello di Mirandola (il polo elettromedicale tra Reggio Emilia e Modena) che, attraverso un intenso sforzo collettivo delle imprese, enti locali, e tutti gli attori sociali riuscì a superare le devastazioni del terremoto del 2012 grazie a un attivo coordinamento di task force coordinate da professionisti e volontari e relatori pubblici come Biagio Oppi e, in una fase più recente, i dirigenti di Medtronic. Al punto che anche dopo il Covid-19 quel polo ha registrato la più alta crescita di valore aggiunto di Europa.

Poi è arrivato quello già citato del Conad ispirato dalle idee di “tessitura sociale” di Aldo Bonomi.

Quindi un nugolo di altri casi, da quello del Sentiero delle Parole progettato dal Parco Regionale Ligure Vara, Monte Marcello, Lerici... al progetto Scienza e Decisione Pubblica dell’editore Codice che verrà inaugurato a fine novembre in occasione del National Geographic Festival delle Scienze di Roma.

In parallelo su stimolo soprattutto della FERPI e degli organizzatori del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, si sono rivelate molte altre occasioni di applicazioni di successo del principio di sussidiarietà che hanno visto imprese, enti locali e organizzazioni sociali lavorare insieme sul territorio per ottenere risultati condivisi di costruzione di capitale sociale.

Conclusioni

La nostra idea è che se applicata con razionalità, metodo, rigore e creatività la figura professionale tessitore sociale può agire da “deus ex machina” nella valorizzazione della sussidiarietà e nella creazione di capitale sociale sul territorio.

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