Ferpi > News > 20 anni da Chernobyl

20 anni da Chernobyl

26/04/2006

Un convegno internazionale per ricordare la tragedia e le sue vittime, e per fare il punto della situazione sull'energia nucleare.

Quando il reattore 4 esplode, l'Europa sta ancora dormendo.E' l'una di notte passata, una nube radioattiva si alza nei cieli ucraini, il suo raggio d'azione si spanderà per 1500 chilometri, 76 villaggi verranno evacuati.A vent'anni da Chernobyl "il più grande disastro civile nella storia del nucleare", un convegno a Roma, nella sala Promoteca del Campidoglio, organizzato da Legambiente, Greenpeace e WWF, in collaborazione con il Comune di Roma, ripercorre la storia di quell'aprile 1986, gli effetti sulla popolazione, le cause che portarono alla catastrofe. Ha aperto i lavori l'ambasciatore ucraino, ringraziando per il grande aiuto delle associazioni umanitarie italiane, da sempre impegnate nell'accoglienza e nell'assistenza ai bambini colpiti dalla tragedia. "Un impegno costante ha spiegato Roberto della Seta, presidente nazionale di Legambiente (nella foto, alla sinistra di Walter Veltroni) - attivato fin dai primi mesi della tragedia, proseguito poi con la battaglia condotta nel Belpaese, per il referendum sull'abbandono del nucleare". Dopo anni di responsabilizzazione civile, Della Seta si dice stupito di sentir parlare ancor oggi, in alcuni ambienti politici ma anche scientifici, di una mancata autonomia energetica dell'Italia proprio a causa dello storico "no" che vietò ogni tipo di approvvigionamento nucleare. "Senza contare il problema irrisolto delle scorie, si calcola che l'energia nucleare è la più costosa, e comunque il periodo di tempo per la costruzione  e per la messa in opera di un impianto è di almeno vent'anni"; perciò la strada migliore da percorrere, soprattutto perché il ventennale di Chernobyl non resti una mera formalità, e per esprimere vera solidarietà alle vittime, "è insistere su politiche che privilegiano fonti di  energia alternative senza però escludere la costruzione di impianti per il metano, finora il più sicuro e meno inquinante fra i combustibili."Gli fa eco il presidente di Geenpeace Italia, Walter Canapini, che ha concentrato il suo intervento soprattutto intorno all'impatto dell'incidente sulla salute umana: "dati alla mano sono circa 90.000 i tumori mortali causati dalla nube tossica formata soprattutto da Cesio 137, una sostanza che impiega diverse decine di anni per essere smaltita."A questi si devono aggiungere i dipendenti della centrale, i pompieri e tutte quelle persone che intervennero sul posto per domare l'incendio, senza essere a conoscenza del rischio mortale a cui si sottoponevano. Il presidente del WWF Italia, Fulco Pratesi (nella foto, a destra di Walter Veltroni), prendendo spunto dall'attuale aumento del greggio, ha poi sottolineato come ogni kWh di energia elettrica derivata dal nucleare sia molto più caro dello stesso kWh prodotto da gas, carbone e addirittura energia eolica. Non poteva mancare poi l'intervento del sindaco di Roma, Walter Veltroni, che, a ridosso della nuova tornata elettorale, ha ribadito la sempre costante attenzione della sua Giunta per le tematiche ecologiche, con la riqualificazione delle risorse ambientali della capitale "prima fra le grandi città europee in quanto spazi di verde presenti"; molto è stato fatto per lo sviluppo e la ricerca di fonti di energia alternativa, "ad esempio con la costruzione di pannelli solari in edifici di proprietà comunale, o con l'obbligo di approvvigionamento energetico non inquinante da parte delle imprese appaltatrici del comune."Ampio riferimento anche alla campagna antismog, da sempre una grave malattia della città eterna, con l'ampliamento dei parcheggi, alla costruzione della nuova metro, la constatazione dell'efficacia sempre crescente di iniziative come le targhe alterne e le domeniche "a piedi" nel centro storico. Dopo l'ulteriore approfondimento di temi al centro del comune dibattito, il convegno si è concluso con la consegna di un attestato alle famiglie romane che hanno ospitato negli anni i bambini provenienti dalle aree più contaminate, a dimostrazione della consolidata struttura di solidarietà instauratasi fra l'Italia e le piccole vittime della catastrofe di Chernobyl, forse una notte di vent'anni fa con gli ultimi sonni tranquilli.Luca Rossifoto: Paolo Centofanti

COMMENTI

Eventi