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2007, l'anno del widget

12/03/2008

Ne avevamo parlato altre volte su questo sito a partire dalle esperienze di Coca Cola Hbc Italia e Edison. I widget sono una delle innovazioni più interessanti del web in fatto di comunicazione.

Il 2007 è stato l'anno dei Widget secondo Newsweek, così come è stato l'anno della persona per Time magazine; e, da un certo punto di vista, le due affermazioni si richiamano e si rafforzano vicendevolmente, essendo l'una la conseguenza dell'altra.
I (web)widget, cioè quell'universo di piccole applicazioni da creare, installare e gestire personalmente non sono altro che l'espressione della personalità degli utenti.Esse permettono, di personalizzare una pagina con i contenuti che più ci interessano e di cui, di solito, fruivamo in modalità "ospite" dal content provider (sito) o del content distributor (portale).
Dal meteo alla gestione dei propri rss; dalle ricerche video ai propri gusti musicali, dalle informazioni finanziarie alle ultime uscite in dvd ... non c'è informazione che non possa essere ridotta, semplificata e fruita in modalità widget.Dal punto di vista del traffico di internet significa snellire enormemente la mole di lavoro dei principali siti e portali, costretti in precedenza a consegnare una gran quantità di informazioni per fornircene una in particolare; ma dal punto di vista pubblicitario può essere un enorme rischio.
Nell'evoluzione dei modelli di consumo del web i Widget ed i contenuti erogati tramite Rss costituiscono una trasformazione radicale, che può avere enormi ripercussioni sulle economie del web, legate forse troppo al mercato pubblicitario.Essi costituiscono il naturale anello di collegamento con l'evoluzione dei social media e dei contenuti determinati, generati e distribuiti dagli utenti e, come ha affermato saggiamente Steve Rubel, i widget potrebbero segnare la fine della "pagina vista" come metrica per misurare la popolarità di un sito ... e la coseguente reach pubblicitaria.
Non sono più i visitatori che si muovono verso i siti o portali ma le informazioni che li raggiungono nelle loro pagine personali, nei loro blog, nei loro profili di myspace e facebook, invertendo il circuito di diffusione dei contenuti ed erodendo il traffico vendibile ai principali publisher.E sarebbe un errore pensare che questo tipo di applicazioni siano appannaggio di smanettoni o di esperti del web, dato che le due nuove release di MS Vista e del nuovo McOS fanno ampio uso di questi accessori per abbigliare ed arricchire i desktop degli utenti. Tutto ciò aumenterà la familiarità con tali strumenti, rendendo l'adozione dei web-widget un passaggio naturale e necessario.
Cosa dovrà cambiare nell'offerta dei principali player del mercato dei contenuti online?Sicuramente il modello pubblicitario attuale fondato sulle pagine viste dovrà essere rinnovato, e si dovrà probabilmente migrare verso una redistribuzione dei contenuti attraverso piattaforme legate ai widget trovando il modo di contestualizzare la relativa offerta pubblicitaria.Insomma tempi duri per l'advertising online.
Gianluca Arnesano, tratto da Comunicazione Italiana

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