Ferpi > News > A cosa servono questi Premi alle migliori pratiche professionali?

A cosa servono questi Premi alle migliori pratiche professionali?

26/07/2005

Alcune riflessioni di Toni Muzi Falconi.

Il grande successo dell'Oscar di Bilancio promosso da Ferpi e giunto quest'anno alla sua 51esima edizione, non può e non deve impedire una riflessione critica sul proliferare di Premi in Italia e negli altri Paesi.Qualche settimana fa a Bled, dove erano riuniti docenti e studiosi di tutto il mondo, è emerso un convinto invito a tutte le associazioni professionali affinché riesaminassero le modalità di esecuzione di questi eventi che, almeno a parole, si propongono di celebrare le migliori pratiche della nostra professione.Tutte le associazioni del mondo (Ferpi esclusa... almeno per ora) vivono soprattutto grazie agli introiti che derivano dai premi e dalla formazione professionale. Infatti, le quote degli iscritti rappresentano, sì e no, il 20% degli introiti annuali. Il rischio è che i premi proliferino non perché siano davvero utili in sé, ma perché aiutano le associazioni a sbarcare il lunario.L'invito dei partecipanti al simposio di Bled suggerisce di dedicare molta maggiore attenzione alla celebrazione delle pratiche migliori poiché stimolano il resto della comunità professionale a migliorare, evitando così di realizzare premi solamente per incassare quote di partecipazione e che, se non curati con attenzione, rischiano di propagare pratiche discutibili o comunque mediocri.In sostanza gli esperti chiedono che le associazioni si mettano intanto d'accordo, insieme a studiosi e docenti, su cosa siano davvero le pratiche eccellenti di relazioni pubbliche di cui vorrebbero incoraggiare la diffusione; che vengano sollecitate partecipazioni oltre che dalle imprese, dalle agenzie e dai singoli consulenti anche e soprattutto da parte di organizzazioni sociali e del settore pubblico; che siano rese obbligatorie nella predisposizione delle candidature, informazioni non superficiali e documentate sui passaggi più importanti dell'attuazione di un programma di relazioni pubbliche (abolendo il termine 'campagna') come la sua responsabilità sociale, l'eticità della sua attuazione, la misurazione e valutazione dei suoi risultati, l'analisi delle sue variabili, l'ascolto dei suoi pubblici influenti e così via.In più è necessario evitare che i premi siano troppo autoriferiti (i soliti nomi): l'importante è fare emergere quanto di meglio viene fatto, dando rilievo alle persone e alle squadre di lavoro più ancora che alle organizzazioni.Prendiamo ad esempio il caso del più importante premio europeo, quello del CIPR che conosco abbastanza bene essendo da poche settimane arrivato a conclusione di una esperienza biennale di co-presidenza della Giuria.550 partecipanti (a 300 sterline a testa fa un introito di 165 mila sterline), 800 presenti alla cena di premiazione (a 180 sterline a testa fa un introito di 144 mila sterline), 20 premi (a 10 mila sterline a sponsor fa un introito di 200 mila sterline). Insomma il premio ha introiti complessivi per oltre 500 mila sterline. I costi complessivi non superano le 300 mila sterline con un beneficio per l'associazione di 200 mila sterline. Toccare un simile macchina di soldi è molto delicato.Eppure, va fatto.I giudici investono il loro tempo volontariamente, ma questo rende difficile reclutare persone di grande qualità e soprattutto non necessariamente interne al giro. Infatti, i programmi di relazioni pubbliche non vengono realizzato per comunicare con i relatori pubblici, ma con altri segmenti di pubblici influenti: quindi dovrebbero essere soprattutto questi ultimi a giudicare... Quando poi i partecipanti diventano oltre 500, si capisce l'impossibilità di applicare criteri omogenei di giudizio.Insomma che fare?In Italia da anni si è pensato di introdurre un premio Ferpi, in parallelo all'Oscar di Bilancio che va benissimo e che può sempre essere migliorato, che non sia lontano dal modello prevalente in altri Paesi del mondo.Non lo si è fatto finora per pigrizia (pochi sono davvero convinti che possa incassare più di quanto costi, e in questo sbagliano clamorosamente..) e per evitare di sovrapporsi all'esistente Premio Assorel.La mia opinione è che invece sia importante per Ferpi avviare una riflessione comune con Assorel per allestire una iniziativa comune di grande successo, che tenga bene in conto di quanto avviene negli altri Paesi e, soprattutto, che tenga conto delle riflessioni critiche emerse a Bled.(tmf)

COMMENTI

Eventi