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Al via il progetto europeo Hypatia

01/07/2016

Lanciato un nuovo hub, coordinato dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, per favorire la parità di genere nell’orientamento alle carriere STEM.

 

 

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ha presentato nei giorni scorsi, attraverso un primo momento d’incontro e un secondo di workshop, il progetto europeo HYPATIA, finanziato da Horizon 2020, con lo scopo di creare un hub italiano sui temi di “Genere e STEM” (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), composto da musei scientifici, insegnanti, studenti, istituti di ricerca, aziende, fondazioni e associazioni con esperti sulle questioni di genere. L’hub nazionale ha il compito di indirizzare, diffondere, sviluppare i contenuti del progetto, realizzare iniziative per i giovani e dialogare con gli altri 13 hub europei.

Chi era Hypatia

Ipazia è stata una matematica, astronoma e filosofa greca, vissuta  tra il IV e il V secolo d.C.

Fu una delle più grandi intellettuali di Alessandria d’Egitto e morì per mano di un fanatico religioso. La vita e il lavoro di Ipazia possono essere visti come un enorme sforzo nel preservare l’eredità della cultura greca contro i dogmatismi e le superstizioni, in difesa della scienza, specialmente durante i periodo di conflitti e restrizioni religiose. Ipazia, quindi, è d’ispirazione per il progetto, non solo in quanto matematica e astronoma ma anche come simbolo di istruzione e conoscenza.

Il progetto

Il progetto Hypatia ha come fine sia quello di stimolare ed attrarre l’interesse degli adolescenti, in particolare delle ragazze, verso lo studio e la scelta delle professioni STEM sia di supportare l’orientamento alle carriere STEM, in modo da renderle più gender-inclusive.

Per fare ciò diventa fondamentale cambiare il modo in cui le scienze vengono insegnate e comunicate, sia a scuola che in contesti di educazione informale. Per questo il progetto prevede la realizzazione di un kit di strumenti con attività innovative, attraverso il quale gli insegnanti e gli altri stakeholder coinvolti (ricercatori, professionisti delle aziende, amministratori, policy maker ed educatori museali) possono aiutare i ragazzi ad esplorare le diverse opportunità e competenze che le carriere STEM offrono.

I ruoli di genere non esistono in natura ma sono creati socialmente: le potenzialità e le capacità sono le stesse per tutti gli individui ma sono le possibilità che si presentano ad essere diverse.

Complessivamente, lo scopo è quello di raggiungere 50.000 insegnanti e più di 250.000 giovani e di stabilire con loro una relazione duratura con attività e incontri sia presso la scuola sia presso il Museo.

Dal 2012 la campagna "Science: it’s a girl thing!" dell’Unione Europea e progetti come TWIST e GAPP hanno contribuito ad aumentare la consapevolezza  sulla questione di genere nelle STEM; il progetto Hypatia si pone in continuità con essi. La campagna Expect Everything sarà, infatti, costruita sulla base dei risultati ottenuti da Science: it’s a girl thing!

Oltre al Museo, coordinatore per l’Italia, i principali partner del progetto sono: Science Centre NEMO di Amsterdam, The Bloomfield Science Museum di Gerusalemme, Experimentarium di Copenhagen, Universcience di Parigi, l’Università di Copenhagen, il network di musei Ecsite (European Network of Science Centers and Museums) e le aziende BureoQ,  PPG e L’Oreal Foundation.

I partners terzi sono: ASDC the UK Association of Science and Discovery Centres in Gran Bretagna, CPS Center for the Promotion of Science in Serbia, Experyment in Polonia, La Caixa Foundation in Spagna, Noesis Science Centre in Grecia, Science Centre AHHAA in Estonia, SCN ScienceCenter-Network in Austria, Science Gallery Dublin in Irelanda, Teknikens Hus in Svezia.

 “Gender inclusive significa che non vogliamo escludere” spiega Sara Calcagnini, Responsabile Programmi Scienza e Società del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “ma accogliere la varietà degli stili di apprendimento e delle differenze di genere dei teenager; vogliamo fare un esercizio di autoriflessione rispetto alla società in cui viviamo, agli stereotipi di genere in cui siamo immersi come individui e come educatori, vogliamo parlare dei pregiudizi che caratterizzano come ci immaginiamo le carriere scientifiche e tecnologiche. Non vogliamo semplicemente che le ragazze pensino che la scienza e la tecnologia siano interessanti, ma che le carriere scientifiche siano anche per loro, che le decisioni in materia di scienza e di tecnologia facciano parte della loro e della nostra partecipazione democratica alla nostra società. La scienza non è neutrale dal punto di vista del genere, molto spesso è rappresentata come razionale, tecnica, difficile e indipendente, caratteristiche spesso collegate alla mascolinità. Questo implica che individui (maschi o femmine) che non si identificano in queste caratteristiche non si autorappresentano in professioni STEM, pensano che non facciano per loro. Con Hypatia vogliamo supportare i vari stakeholders nel promuovere un’educazione più inclusiva dal punto di vista del genere per incoraggiare più ragazze a intraprendere carriere scientifiche” .

 Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia è da anni impegnato nella sensibilizzazione rispetto alle tematiche dell’inclusione di genere e dell’orientamento alle carriere tecnico-scientifiche fornendo direttamente strumenti ai ragazzi e agli insegnanti: ad esempio, nel 2012 il Museo ha ospitato la tappa italiana della campagna lanciata dalla Commissione EuropeaScience: it’s a girl thing! – La scienza: un gioco da ragazze!” volta a stimolare l’interesse, in particolare delle ragazze, nei confronti della scienza.

Da questo punto di vista l’operato del Museo è importante non solo per incoraggiare, avvicinare e formare le ragazze alla carriera scientifica fin dalla scelta dei corsi di laurea ma anche per la promozione delle attività e dei progetti sulle questioni di genere e STEM.

Genere e STEM

Durante la prima parte dell’incontro di oggi si sono svolti interventi, trattati da diversi punti di vista, sulla parità di genere e sull’orientamento alle carriere STEM.

“Il raggiungimento del pieno potenziale umano e di uno sviluppo sostenibile non è possibile se a una metà dell'umanità continuano ad essere negati pieni diritti umani e piene opportunità. Queste sono le parole della Dichiarazione sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, firmata dai Capi di Stato e di Governo a settembre a New York” dice Federica Ortalli Presidentessa Comitato Imprenditoria Femminile Camera di Commercio di Milano, “L’obiettivo di sviluppo n°5 infatti mira a raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze.

Si tratta di una sfida certamente globale, ma che riguarda innanzitutto il nostro Paese e ciascuno di noi, a partire dal nostro impegno nella vita quotidiana. Giornate come quella di oggi sono importanti perché sono da stimolo per le nostre ragazze a intraprendere un percorso di consapevolezza su questi settori, significa aiutare le imprese stesse a cambiare prospettiva”.

 “Il centro Genders, nato nel 1995 all’interno della Facoltà di Scienze Politiche, è uno dei primi in Italia a promuovere iniziative di ricerca, attività di formazione e disseminazione nell’ambito dei cosiddetti Geneder Studies. Con l’apertura nel 2006 di una sezione specifica sul tema Donne e Scienza il centro avvia una serie di progetti volti a comparare, monitorare e analizzare le diverse strategie attuate per promuovere la presenza delle donne nei posti decisionali relativi alla ricerca scientifica. L’obiettivo è quello di rimuovere le barriere culturali, legislative, organizzative che impediscono l’uguaglianza di genere nelle carriere scientifiche e nei processi decisionali” dichiara Luisa Leonini,  Direttrice del centro Genders, Università degli Studi di Milano.

“Donne e tecnologia rappresentano una combinazione chiave per la crescita delle aziende e del Paese”  afferma Francesca Devescovi, Responsabile Formazione e Welfare di Valore D, “Oggi le donne, le ragazze, si laureano in numero maggiore rispetto agli uomini, in tempi più brevi e con risultati migliori. Tuttavia, davanti alla scelta dell’università, ancora oggi molte ragazze si orientano verso discipline che non sono allineate alla domanda da parte del mondo del lavoro, e in poche scelgono le facoltà ingegneristiche, informatiche, matematiche e scientifiche, che garantiscono un lavoro più stabile e meglio remunerato. Il digitale, per esempio, rappresenta un’imperdibile opportunità. Quali possono essere dunque le soluzioni per valorizzare appieno questi talenti?”.

“Se si vuole parlare seriamente di parità di genere, dobbiamo cercare di eliminare ogni forma di discriminazione. Ecco perché questa fase della campagna di Pubblicità Progresso ‘Punto su di te!’, dedicata a questo tema, è incentrata sulla disparità di stipendio tra uomo e donna che, secondo le statistiche, arriva a raggiungere punte del 30% a seconda dei settori, mentre 1 donna su 4 abbandona il lavoro dopo il primo figlio. Se la prima fase della campagna, avviata nel 2014, sollevava il problema della discriminazione sessuale, in questa seconda fase viene denunciato un atteggiamento altrettanto discriminatorio riguardo al salario da parte di head hunter e datori di lavoro. L’obiettivo è quello di sensibilizzare e ottenere la partecipazione attiva di tutti, in modo che la professionalità delle donne venga riconosciuta e valorizzata in termini di maggiore rispetto, stima e opportunità” sostiene Alberto Contri, Presidente fondazione Pubblicità Progresso

La mattinata si è conclusa con il workshop che ha visto la partecipazione e l’interazione dei rappresentanti di Afol Città Metropolitana, Arpa Lombardia, Associazione ADmaiora, Associazione Donne e Tecnologie, CNR, Dirigenti ed insegnanti di scuole secondarie di Milano, Fondazione Bracco, Muse di Trento e Womenomics. E’ stato un momento per condividere con i soggetti coinvolti sfide e opportunità relative al progetto.

La campagna di comunicazione

Il progetto Hypatia ha avviato la campagna Expect Everything, con l’obiettivo di coinvolgere e stimolare l’interesse, dei ragazzi e, soprattutto, delle ragazze verso le STEM. Attraverso un profilo social su Facebook, Twitter, Instagram, Vimeo e Tumblr e il sito web expecteverything.eu, i giovani possono contribuire direttamente come scrittori ed editori, diventando una risorsa attiva nella realizzazione del progetto.

Hypatiaproject.eu, invece, è il sito web dedicato a insegnanti, presidi, musei, settori dell’industria e ricercatori attraverso cui vengono offerti strumenti e attività per supportare gli stakeholders che lavorano all’orientamento delle carriere STEM. Il sito presenterà informazioni chiave riguardo al progetto e ai suoi eventi e allo stesso modo i profili social e le newsletter comunicheranno gli eventi, i punti chiave del progetto, le conferenze, le nuove scoperte legate alle questioni di genere e STEM e altri materiali correlati.

I dati

Il mondo della ricerca, e particolarmente in Italia, è ancora sbilanciato a livello di genere, nonostante la crescita dell’istruzione universitaria femminile degli ultimi quattro decenni.

Se in Europa le cose sembrano andare meglio con il 40 per cento di donne tra scienziati ed ingegneri, in Italia la percentuale di donne che occupano posizioni tecnico-scientifiche è tra le più basse dei paesi OCSE, il 31,71 contro il 68,29 per cento di uomini: ci sono 2,15 uomini per ogni scienziata o ingegnera (fonti Istat ed Eurostat).

Queste differenze vengono da lontano ed influiscono negativamente sulla scelta della carriera scolastica: solo il 5 per cento delle ragazze italiane di 15 anni aspira ad intraprendere professioni tecnico-scientifiche. Le donne che si iscrivono a discipline STEM sono, ancora oggi, meno degli uomini. Nel 2012 le neolaureate sono state il 62,2 per cento, percentuale che cala se si considera quelle neolaureate nelle discipline STEM, 47,9 per cento, e si abbassa ulteriormente se si considerano le facoltà d’informatica, il 24%, e ingegneria, il 21,7% (fonti Ocse ed Eurostat).

Inoltre, a cinque anni dalla laurea le donne nei settori STEM soffrono di un divario salariale più alto rispetto ad altri settori. Nel 2015 parte di questo divario si è riassorbito ma un uomo continua a guadagnare in media 12,5 per cento in più (fonti Almalaurea).

La possibilità di limitare le barriere di genere diviene fondamentale, soprattutto per l’Italia, non solo in termini di equità ed efficienza ma anche per creare opportunità e generare nuove ricchezze. In quest’ottica la costruzione di un hub italiano in cui collaborino musei scientifici, istituti di ricerca, aziende, fondazioni con insegnanti e studenti è centrale per compiere dei passi in avanti in termini di sviluppo e innovazione come Paese.

 

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